sabato 3 gennaio 2015

ENNESIMA BEFFA PER TARANTO: AMIU VUOL PRODURE CSS


E' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) del 31/12/2014 l'autorizzazione alla “Trasformazione dell’opificio esistente in un centro di lavorazione preliminare e stoccaggio provvisorio di scarti recuperabili e non, derivanti dalla raccolta differenziata e selettiva di RSU” ‐ Taranto ‐ loc. La Riccia Giardinello”.
Da ricordare che il presidente del CdA dell'AMIU Taranto è l'ing. Federico Cangialosi, il quale è allo stesso tempo funzionario del servizio ecologia della Regione Puglia ed in fase di redazione del nuovo piano regionale dei rifiuti urbani sosteneva la necessità di attrezzarsi in Puglia con nuovi impianti per estrarre combustibile da rifiuti per almeno il 50% dal totale degli RSU prodotti in regione (2.200.000 tonnellate all'anno), "per stare tranquilli"... In realtà, Cangialosi non ha ben presente la distinzione tra il diagramma di flusso di un vero impianti di TMB "a freddo" (che ottimizza la separazione di umido e solido, entrambi riutilizzabili, dal residuo sporco non riciclabile) e quello di un impianto spurio di tipo "STIR", che non fa né l'una né l'altra cosa, come quelli realizzati in Campania, nel Lazio da Cerroni ed in parte anche in Puglia dalla Co.ge.am., in grado soltantoi di "eco-imballare".

Tuttavia, leggendo l'autorizzazione alla riconversione del sito dismesso di proprietà di AMIU Taranto SpA sulla strada provinciale fra Statte e Taranto in località La Riccia Giardinello (zona destinata già all'allargamento di Italcave), si tratterebbe tutt'altro che di un centro di multiselezione; esso sarebbe finalizzato a:
"effettuare la movimentazione annua comples‐
siva di 1.700,00 t/anno di rifiuti speciali perico‐
losi e 50.000,00 t/anno di rifiuti speciali non
pericolosi con una potenzialità di stoccaggio
istantaneo di 100,00 t di pericolosi e 1.250,00 t
di non pericolosi".

Non solo. L'impianto sarà predisposto alla produzione di CSS (combustibile solido secondario), ex "CDR", che dovrebbe essere ricavato da rifiuti con codice CER 2002012 (sfalci di potatura e di verde urbano).

Tuttò ciò potrebbe andare a finire nell'inceneritore "Città di Taranto" che si trova a Statte al km 642 della SS7 "Via Appia", nei pressi di una gravina su cui dovrebbe insistere il vincolo galassino ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Pare che entrambe le linee dell'impianto siano attualmente ferme, infatti il forno risalente al '78 a causa della sua obsolescenza è motivo di continue spese di manutenzione e di gestione straordinaria ed ordinaria, l'ultima delle quali è un appalto per il monitoraggio delle ricadute degli inquinanti atmosferici: http://www.amiutaranto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=161&Itemid=311

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