venerdì 21 febbraio 2014

REGISTRO TUMORI FG: I COMUNI POSSONO CHIEDERE I DATI

Finalmente possiamo mettere un punto fisso alla polemica strumentale sulla salute del popolo daunio. Una polemica tutta interna alle fazioni del PD e della partitocrazia che ha lottizzato la sanità, portandola allo sfascio e ridimensionando ospedali di fondamentale importanza territoriale nella nostra provincia (Manfredonia, Cerignola, Lucera, San Severo) al fine apparente di costruire un unico polo universitario ai Riuniti di Foggia, che si presenta oggi come nient'altro che un'operazione di stampo più che altro edilizio in quanto manca il personale per i nuovi reparti che sorgeranno, mentre si svuotano i reparti degli altri ospedali mandando a casa il personale.

Nella polemica è intervenuto anche il sindaco di Rocchetta Sant'Antonio accusando gli artefici della polemica di guastare l'immagine promozionale del territori dei Monti Dauni, col semplice fatto di parlare di questo temo scottante. Ebbene, Rocchetta Sant'Antonio è probabilmente il Comune pugliese più vicino all'inceneritore Fenice. Questo non è un fatto? Dov'era questo sindaco quando Sant'Agata di Puglia ha dato il nullaosta per la più grande centrale a biomasse della Regione?

Da una parte l'AIRTUM per bocca del suo segretario, Emanuele Crocetti, smentisce il dirigente ASL di Cerignola Rocco Dalessandro. L’associazione italiana registro tumori, si apprende dal sito internet, si occupa di “consentire il confronto tra i dati epidemiologici riguardanti i tumori nelle diverse aree geografiche del Paese, di sorvegliare e valutare la patologia oncologica in termini di mortalità, incidenza e sopravvivenza, di studiarne l’andamento temporale e di comparare i risultati così ottenuti con quelli osservati a livello internazionale”. Ed è proprio all’AIRTUM che Rocco Dalessandro si è appellato per non diffondere tutte le tabelle richieste, spiegando che “se dovessero divenire pubbliche prima della validazione ministeriale, l’AIRTUM potrebbe invalidare tutto il lavoro”. Queste invece le dichiarazione del segretario nazionale ad un giornale locale: “Questo passaggio non rientra nei nostri protocolli, anzi ci sono molti enti che richiedono l’accreditamento all’associazione dopo aver pubblicato altrove le percentuali sulla incidenza e mortalità tumorale”.

Dall'altra il direttore generale della ASL Foggia Attilio Manfrini, secondo cui il registro dei tumori della provincia di Foggia "non si pubblica perché non c’è nessuna emergenza da dover soddisfare, anzi, se c’è qualcuno che agita allarmismo allora è pregato di fornire anche le sue fonti. Inoltre, se il consiglio comunale di Cerignola, da cui è partita questa storia, vuole entrare in possesso delle tabelle può tranquillamente riunirsi e fare richiesta agli uffici dell’oncologico di Bari, dov’è conservato il rapporto epidemiologico del foggiano”.

Importante anche l'intervento di Salvatore Onorati: “Se esistono dei dati certi, allora si pubblichino senza alcun timore, perché è proprio sui numeri che si costruisce una seria politica sanitaria in provincia di Foggia e non con le chiacchiere sui giornali o su Facebook”. Il presidente dell’Ordine dei Medici provinciale prosegue: “E’ normale che una questione così importante per il nostro territorio sia affrontata in quel modo nel consiglio comunale di Cerignola?”. Una domanda che ci sentiamo di rilanciare. La questione, infatti, interessa tutta la provincia ed i Comuni dovrebbero piuttosto agire uniti.

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