domenica 23 febbraio 2014

FACCIAMO IL PUNTO SULLE ROYALTIES DEL GAS PER IL SUBAPPENNINO

Gianni Lannes ritorna sulla questione delle royalties del metano. Sbloccati i primi fondi regionali solo nel 2013, ma ci sarebbero ancora risorse governativeda trasferire alla Puglia.

Con un nuovo articolo sul suo blog Su la Testa! Gianni Lannes ritorna ad incalzare sulla questione che spettano da decenni ai Comuni per le attività estrattive di gas naturale (comunemente detto "metano") che hanno luogo nei propri territori. La quasi totalità dei Comuni pugliesi interessati dall'estrazione di questi idrocarburi si trova in provincia di Foggia.

Gli articoli di Lannes già da diversi anni denunciano il mancato pagamento di questi contributi ai Comuni, sottoforma di oneri di infrastrutturazione ma anche di compensazioni ambientali. Qualcosa si mosso solo nell'ottobre 2013 quando il sindaco di Biccari Mignogna ha posto in essere la questione delle royalties, che restano sulla carta o meramente simboliche nel gran parte dei casi. Anche con riferimento all'eolico con un'intervista su Preappenino Oggi in cui si denuncia il misero guadagno per le casse di alcuni Comuni, a fronte dell'impatto paesaggistico, come Troia, a causa di convenzioni tutte a favore dei privati (ne parleremo altrove più approfonditamente su questo blog) ...

Biccari, Mignogna: "Mai chiesti prima recupero fondi su idrocarburi".

Successivamente, l'assessore regionale al bilancio, il foggiano Di Gioa, ha annunciato una delibera di giunta regionale (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere&opz=view&id=11030) per lo sblocco di 7 milioni ai Comuni foggiani. Ecco il comunicato stampa del dicembre 2013 per intero:
Foggia, ripartizione comuni royalties metano Regione Puglia
„Comunicato Stampa

La Giunta Regionale, anche a seguito dell’iniziativa dell'assessore al Bilancio Leonardo Di Gioia, che ha reperito nel bilancio le risorse occorrenti, ha varato, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, una delibera che definisce la ripartizione e le linee guida per l’utilizzo delle somme derivanti dall’estrazione di idrocarburi nel Preappennino Dauno.

“Un provvedimento importante su un tema cruciale per il nostro Preappennino” commenta Leonardo Di Gioia “Le somme che vengono finalmente restituite al territorio dopo essere finite per anni nei residui inutilizzati del bilancio, possono avere un impatto importante per la loro destinazione.

Realizzare o completare l’infrastrutturazione materiale ed immateriale delle aree di insediamento produttivo migliora l’attrattiva di quei Comuni per gli investimenti e genera dinamiche virtuose per lo sviluppo economico ed occupazionale. Sono lieto” conclude Di Gioia “di avere contribuito all’adozione di questa delibera. Anche questi atti, attesi per un quinquennio, confermano l’apertura di una fase nuova nei rapporti fra la Regione e la Capitanata.”

Le risorse di cui si parla sono quelle previste dal Decreto Legislativo 625/96, destinate a finanziare la realizzazione dei metanodotti e delle altre infrastrutture collegate alla coltivazione dei giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio e, una volta esaurita queste necessità, da impiegare per opere pubbliche al servizio di attività produttive. Le somme raccolte nel periodo 2008/2012, come da tabella qui sotto, ammontano a quasi sette milioni di euro, così ripartiti:

ALBERONA 373.671,80 | ASCOLI SATRIANO 767.393,82 | BICCARI 1.696.911,70 | CANDELA 696.023,36 | DELICETO 2.477.361,38 | SANT'AGATA DI PUGLIA 83.624,04 | VOLTURINO 808.897,76 | TOTALE: 6.903.886,86

Queste risorse verranno assegnate sulla base di accordi di programma da realizzare con i sette Comuni interessati in merito ai progetti che presenteranno singolarmente o in forma associata. Le tipologie di opere realizzabili si differenziano a seconda che si tratti di aree con insediamento produttivo superiore o inferiore al 75%.

Nel primo caso saranno ammissibili, recita il testo della delibera, interventi di ammodernamento e rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti (con esclusione degli interventi di manutenzione), realizzazione di reti tecnologiche (reti energetiche, reti per la fornitura di acqua industriale, infrastrutture per la sicurezza, infrastrutture ICT); interventi di completamento infrastrutturale dell’intera area, interventi per il miglioramento delle condizioni di accessibilità degli agglomerati per gli insediamenti produttivi alle reti di trasporto nazionali.

Nel secondo, invece, interventi di completamento delle aree strettamente connesse alle imprese insediate finalizzati alla completa operatività delle infrastrutture primarie, interventi di ammodernamento e rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti strettamente connesse alle imprese insediate (con esclusione degli interventi di manutenzione), realizzazione di reti tecnologiche (reti energetiche, reti per la fornitura di acqua industriale, infrastrutture per la sicurezza, infrastrutture ICT), interventi di infrastrutturazione di nuove aree e per il miglioramento delle condizioni di accessibilità degli agglomerati per gli insediamenti produttivi alle reti di trasporto nazionali.

Nella stessa delibera è previsto un primo stanziamento per l’esercizio 2013 di 700mila euro per consentire il rimborso ai Comuni dei costi sostenuti per dotarsi delle progettazioni necessarie. Tutte le attività saranno gestite dall'Assessorato allo Sviluppo Economico.“

Dunque, i fondi regionali sono stati stanziati e sarebbe in progettazione da parte dei Comuni il loro utilizzo. Ma resta da capire che cosa ne è del fondo governativi, di cui parla per l'appunto il giornalista Gianni Lannes. Questi fondo dovrebbe, a nostro avviso, essere concesso direttamente ai Comuni (come avviene in urbanistica per gli "oneri di urbanizzazione"), non per progetti ed infrastrutturazioni che, alla fine, risulterebbero funzionali agli stessi interventi di sfruttamento dei giacimenti. Bensì, per progetti di compensazione ambientale (offsetting) miranti alla riduzione dell'inquinamento e al monitoraggio dello stesso, che non è mai stato effettuato e che potrebbe essere inaspettatamente rilevante soprattutto su alcune componenti come le falde acquifere (ricordiamo che i Monti Dauni "eccellono" nelle statistiche dell'atlante provinciale dei tumori, e non se ne conosce il motivo).

Ps.: Mentre in Norvegia grazie alle royalties del petrolio si viagga solo con mezzi di trasporto rinnavabili, nel Subaappenino dauno le strade sono disconnesse e sgarrupate.

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