giovedì 2 gennaio 2014

Nuove evidenze e video sulle centrali a biomasse

Le ultime notizie arrivano dall'Agenzia Europea per l'Ambiente, che recentemente ha invitato a guardare con maggiore precauzione l'opportunità di sostituire in un rapporto di "uno ad uno" le fonti fossili (carbone e metano) con centrali a biomassa, soprattutto se legnosa (come saranno appunto quella di Sant'Agata di Puglia, da alimentarsi a paglia, e quella di Foggia-Borgo Eridania, prevalentemente a sansa vergine ma anche a scarti di potatura). Questo lo sapevamo bene già dal 2007 grazie al Piano di tutela ambientale del Trentino redatto dall'Università di Trento. Le caldaie e gli impianti a bio combustibili non devono necessariamente sostituire le stufe a metano, ma questa possibilità va valutata di caso in caso: "La realizzazione di impianti di teleriscaldamento alimentato con cippato, principalmente derivante da scarti di attività industriali (segherie, falegnamerie...) o agricole (residui di potature, ramaglie..) porta ad una riduzione delle emissioni se ubicati in zone non servite dal metano ed installati in sostituzione di apparecchi privati obsoleti. Se ne dovranno valutare gli effettivi vantaggi in zone gia servite dalla rete del gas, in particolare per le emissioni di PM10 e SO2." (Come ha finalmente stabilito a ottobre 2013 IARC, l'agenzia che si occupa della ricerca di sostanze potenzialmente cancerogene per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non solo l'inquinamento in generale, ma anche le polveri sottili sono adesso inserite nella lista nera per gli esseri umani.)
A proposito, gli ultimi post del blog di Federico Valerio dell'Istituto Tumori di Genova:
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/bio-combustibili-legnosi-il-modello.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/la-qualita-dellaria-bene-comune.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/08/centrali-biomasse-tutte-illegali.html
http://federico-valerio.blogspot.it/2013/12/il-crescente-uso-di-biocombustibili.html

Infatti, in una risposta della Commissione Europea ad un'interrogazione parlamentare di Andrea Zanoni, datata 30 maggio 2013, si parla di una "persistente violazione degli articoli 13 e 23 della direttiva 2008/50/CE" da parte dell'Italia.

Una seconda novità è costituita da una recente sentenza del TAR Marche, secondo cui anche le centrali a biomassa inferiori ad 1 MW devono essere sottoposte a procedura di assoggettabilità a VIA, stabilendo la precedenza del principio di precauzione rispetto a quello meramente quantitativo della soglia dimensionale. http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/12/13/le-centrali-a-biomasse-vanno-assoggettate-a-procedura-di-valutazione-di-impatto-ambientale/ (attenzione il titolo dell'articolo non è corretto, perché parla di procedura VIA anziché - come si evince dalla sentenza - di assoggettabilità alla VIA, dunque di una fase preliminare del procedimento).

Un'altra novità positiva è rappresentata dal Decreto Biometano del dicembre 2013 che spinge l’uso del biometano, soprattutto se ottenuto da rifiuti e sottoprodotti ed in impianti piccoli. Le prospettive più interessanti sono per l'uso nei trasporti come biocarburante, al posto della combustione cogenerativa in caldaia. In futuro, avremo anche in Italia distributori rurali di biometano da trazione gestiti da cooperative agricole?

Per concludere, una videolezione a cura di Energ-Etica.

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