venerdì 20 dicembre 2013

Diritto di accesso alle informazioni ambientali ex Dlgs. 192/05

Il diritto di accesso alle informazioni contenute in un documento, reperibile presso una Pubblica Amministraziome (PA), è regolamentato dalla L. 241 del 1990 (art. 22 e seguenti), che espressamente riconosce tale diritto non a tutti i cittadini, ma solo a chi è detentore di un interesse concreto ed attuale alla consultazione del documento stesso.
Occorre però sottolineare che l'accessibiltà delle informazioni in materia ambientale è regolamentata anche diversamente e con meno restrizioni rispetto alla 241/90. Infatti il nuovo D. Lgs. 195 del 2005 ("Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale") trae origine dall'art. 14, c. 3 della legge 349 del 1986 ("Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale"), che consente a chiunque di conoscere il contenuto degli atti riguardanti un'informazione di carattere ambientale disponibile presso la PA.

In tutti i casi in cui la PA neghi l'informazione al cittadino, questi ha il diritto di essere informato:
del rifiuto entro i termini suddetti (ovvero 30 giorni dalla presentazione della richiesta di accesso);
delle motivazioni sottostanti il rifiuto; della possibilità di ricorre presso il Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) o presso il Difensore Civico detto anche Ombudsman (art. 7 D.Lgs. 195/05). La Regione Puglia non ha un Ombudsman.

L'informazione ambientale ha un contenuto preciso e determinato che il D. Lgs. 195 indica all'art. 2, comma 1, lett. (a) come: "qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente:

- lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversità biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;
- fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
- le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonchè le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivitè finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
- le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;
- le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell'ambito delle misure e delle attività di cui al numero 3);
- lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3)."

Sul sito dell'ISPRA è disponibile una elenco di FAQ.

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