lunedì 1 ottobre 2012

La turbogas di San Severo non pubblica i report, ma finanzia monumento a Giovanni Paolo II

Riportiamo uno stralcio da un comunicato delle ore scorse di Bruno Maizzi, presidente del Movimento Consumatori di Capitanata: "L’amministrazione comunale continua ad essere sorda alle richieste dei cittadini, per questo chiederò l’intervento del Prefetto. Da mesi, tutte le richieste dei cittadini restano senza riscontro alcuno ... Abbiamo chiesto un confronto sui benefici relativi alle partite I.V.A. destinati dall’En Plus ai sanseveresi, ma che ancora non partono. Abbiamo chiesto spiegazioni riguardanti la decisione di costruire una statua dedicata a Giovanni Paolo II sempre con i soldi derivanti dall’En Plus, che andrebbero secondo noi destinati ad altri interventi". Ma quali benefici? La Puglia produce già il doppio di energia elettrica rispetto al suo fabbisogno, esportandola nelle altre regioni (eppure molta viene dispersa perché la rete è obsoleta); soltanto la Provincia di Foggia ospita il 20% del potenziale nominale eolico di tutto lo Stivale e c'è già una turbogas attiva da qualche anno a Candela, che dovrebbe bastare. Se è uno è contrario alla costruzione della centrale, lo è fino in fondo, e non elemosina spiccioli per sé e "per la comunità". La turbogas di San Severo produce da sola la stessa quantità di inquinamento (PM10 e PM2,5) di una città della grandezza di Bari, e quest'aria la respirano tutti i cittadini di San Severo e del Tavoliere. Le nanoparticelle non guardano se uno ha partita IVA e hanno effetti micidiali sulla salute, per non parlare della salubrità del territorio. E' quanto meno fuoriluogo dedicare una statua al Papa, quando non c'è ancora nessuna trasparenza sulla pubblicazione dei monitoraggi mensili sulla qualità dell'aria, così com'è fuoriluogo usare la presa sulla gente di un argomento così delicato per farsi campagna elettorale anticipata ...

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