domenica 22 luglio 2012

Sulla stampa è cominciata la campagna acquisti dell'inceneritore di Borgo Eridania


E' cominciata sui quotidiani locali la campagna acquisti della Enterra, società che ha ottenuto il permesso a costruire un inceneritore di "biomasse" nell'agro di Foggia. Dalle pagine de "L'Attacco", il rotocalco a noi noto perché un anno fa ha pubblicato un'intervista a quattro di Franco Bellizzi, in cui i sindaci Giannatempo (Cerignola) e Riccardi (Manfredonia) elemosinavano gli ultimi spiccioli a Garavaglia, amministratore delegato del Gruppo Marcegaglia.

La turbogas Enplus di San Severo ha insegnato qualcosa: nella convenzione per le cosiddette compensazioni ambientali prevedere una clausola per dare lavoro ai giornali locali, comprando gli spazi pubblicitari per "periodiche inserzioni informative" è una mossa vincente: intanto, il quarto potere non esprimera mai dei seri dubbi sulla centrale termoelettrica e né pubblicherà i comunicati stampa della cittadinanza, anche se di fatto questi spazi per le inserzioni non sono stati mai richiesti. Dovessero farlo - e finché non lo fanno c'è speranza -, sceglieranno sicuramente la testata che si è dimostrata più riverente al potere: questo è il ragionamento di un direttore editoriale. Se poi questa promessa da parte dei gestori della centrale rimane solo sulla carta, allora si pubblica un trafiletto sui "controlli delle emissioni" della centrale, e puntualmente parte la campagna acquisti della stampa locale.
Poi, c'è chi anticipa i tempi, come la TRE (Gruppo Tozzi), per esempio, la cui campagna è cominciata con "Il Mattino di Foggia" subito dopo la presentazione del progetto alla Provincia (il cui Settore Ambiente starebbe approposito per rilasciare l'autorizzazione).
Ma veniamo senz'altro all'inceneritore di Rignano Scalo della ENTERRA (alla fine dell'articolo sono pubblicate le foto del cartello di inizio lavori). Il Comune di Foggia, in particolare la tecnostruttura diretta dall'ing. Francesco P. Affatato (a capo dell'urbanistica, ma con delega all'ambiente e fino a pochi mesi fa anche al SUAP, lo sportello unico per le attività produttive: insomma, un vero Octopus!) si è lasciata sfuggire in un documento del Piano Urbanistico Generale, o in breve "PUG", che l'impianto è previsto a funzione del ciclo integrato dei rifiuti.
Anzi, c'è da aggiungere una recente ordinanza del governatore Nichi Vendola ha già disposto di cominciare a produrre "ecoballe" da stoccare momentaneamente nella discarica di Passo Breccioso, anche se questa prassi è illegale. Faremo la fine della Campania, con un solo inceneritore a Acerra e montagne di ecoballe stoccate all'aperto? Una cosa è certa, speriamo di non fare la fine della Capitanata, sommersi da inceneritori e asfissiati dalle polveri sottile e le nanoparticelle!

La società Enterra, da par suo, dichiara di non aver intenzione di bruciare rifiuti. Ma le caratteristiche tecniche di una caldaia atta a bruciare "biomasse solide" sono le stesse di una da rifiuti o CDR. Inoltre, non basteranno tutti gli sfalci di potature di ulivo della Puglia per alimentare un impianto di queste dimensioni (identiche a quello del Gruppo Marcegaglia tra i borghi Tressanti e Mezzanone). A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: il dubbio, dunque, è che la fattibilità dell'investimento stia nella combustione illegale dei rifiuti speciali, visto che nessun li vuole e non si sa mai dove farli sparire? A tal proposito, è istruttivo ciò che è successo al Dottor Scotti, titolare di una "centrale a biomasse" (scarti della produzione del riso) a Pavia che è stato beccato a bruciare rifiuti speciali: arrestato e condannato a restituire decine di milioni di euro acquisiti grazie ai "certificati verdi".

Ma nemmeno l'ipotesi che la costruzione dell'ennesimo inceneritore di agromasse in Capitanata sia una sorta di bandierina per marcare un territorio perennemente in crisi rifiuti, dove da un momento all'altro il Governo nazionale può far scattare l'emergenza, imponendo la militarizzazione del territorio ed in particolare dei siti di smaltimento e bruciare rifiuti al posto delle biomasse in deroga alle attuali autorizzazioni. Molti sperano che l'inceneritore Marcegaglia non entri mai in funzione, perché costruito senza una serie di cautele tecniche e legali. Fra questi, purtroppo, ci sono tanti imprenditori senza scrupoli pronti ad accappararsi i rifiuti del foggiano e del resto della Puglia, proponendo in giro per la Daunia diverse centrali: Carapelle Energia, Ecoenergia a Borgo La Rocca e Enterra a Borgo Eridania (Foggia), AgriTRE a Sant'Agata di Puglia, e persino Castelluccio Valmaggiore, San Paolo di Civitate, e così via.
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Per approfondire il caso Enterra: http://noinceneritoretressanti.blogspot.de/2011/12/einterrogazione-parlamentare-di.html

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