domenica 24 giugno 2012

La propaganda della Regione Puglia sui tumori dei pugliesi

di Agostino Di Ciaula (Medici per l'Ambiente ISDE Puglia) In data 4 aprile 2012 è stato divulgato dalla Regione Puglia un comunicato stampa (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=12704&opz=display) nel quale si informano i pugliesi come secondo i dati ISTAT “la Puglia sia la regione italiana con il tasso di mortalità grezzo più basso del Paese, con un valore di 83,7 per 1000 abitanti rispetto alla media nazionale di 94,6 (dati 2008)”. La Regione ci informa che l’importanza di questi dati sta nel doversi basare su essi per definire le “priorità di intervento delle strategie di prevenzione a livello individuale e collettivo” e che queste informazioni servono “all’elaborazione delle direttrici di una programmazione sanitaria che sia pienamente rispondente ai bisogni di salute della popolazione”. Se effettivamente sono queste le intenzioni della Regione Puglia, è opportuno che aggiorni e completi le informazioni in suo possesso.

Le informazioni divulgate con tanto ottimismo e in tipico stile propagandistico sono infatti solo parziali, come è facilmente intuibile dalla visione della curva di crescita del tasso di mortalità per tumore maligno nei pugliesi di entrambi i sessi, che è in progressivo e costante aumento. Questa informazione è derivata dallo stesso database ISTAT (“Health for All”) dal quale derivano i dati divulgati dalla Regione Puglia, ma non ne è stata fatta menzione. È vero che, come viene riportato nel comunicato “Il tasso di persone che ha riportato di avere un tumore nel periodo 2004-2005 è inferiore al dato italiano”, ma è anche vero che stiamo rapidamente recuperando terreno e che ci sarebbe da chiedersi perché. Ci sarebbe da ricordare, parlando di prevenzione, la lezione di Lorenzo Tomatis: "Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La PREVENZIONE PRIMARIA si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il povero - ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie" (Lorenzo Tomatis, Settembre 2005).

L’informazione che la Regione Puglia non ha divulgato è scomoda, perché obbliga a farsi delle domande e a darsi delle risposte. Domande e risposte che da tempo si pongono i pugliesi residenti nelle 14 aree definite proprio da ARPA Puglia nel suo PRQA (già nel 2008) “da risanare” e che invece sono continuamente e costantemente oggetto di installazione di nuovi e pericolosi insediamenti inquinanti (ultimo in ordine temporale l’inceneritore di Massafra). La media italiana di insorgenza dei tumori non è una meta da raggiungere. Se è vero che siamo al di sotto di quella soglia, conviene darsi da fare per invertire la tendenza attuale, altrimenti la Puglia primeggerà presto anche in questo.

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