venerdì 17 febbraio 2012

Texas dauno: a Torremaggiore sondaggi petroliferi



E' stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 16 febbraio 2012 un avviso relativo a perforazioni a Torremaggiore, località Signorella (scaricabile qui; pp. 201-210).

Proponente è la Vittorito Petroleum Srl., che intende ricercare (principalmente) gas naturale, cioè "metano", in terraferma.

L'area del probabile giacimento sotterraneo si estende per 82 kmq e ricomprende i territori di Torremaggiore e San Severo.

Come si legge nella sintesi del rapporto ambientale, la campagna di sondaggi petroliferi consiste di:
- esplosivo - carica di dinamite posta in un pozzetto di piccolo diametro;
- vibroseis - massa di varie tonnellate appoggiata al suolo e fatta vibrare;
- massa battente - massa di circa tre tonnellate che viene lasciata cadere sul terreno.

Si prevede l'uso di una torre di perforazione di tipo "rotary".

Fra le criticità elencate dalla stessa proponente, oltre al rischio inondazione e alla subsidenza di vaste aree per via dei numerosi pozzi per l'emungimento d'acqua, vi è il fatto che tutta la zona dell'Alto Tavoliere è zona a "medio-elevata pericolosità sismica".
Attualmente le concessioni ministeriali a terra in Puglia sono concentrate escusivamente in Capitanata. Nella provincia di Foggia sono presenti i seguenti pozzi, che danno luogo a delle "royalties" ridicole che non vanno neppure destinate in progetti di compensazioni ambientali.
Infine, va considerato che il gas estratto nei nostri territori ha alte caratteristiche di "corrosività", che lo rendono inidoneo allo stoccaggio e alla messa in rete per lunghi periodi. Mentre la centrale turbogas a Candela è stata costruita per sfruttare i giacimenti già presenti, qui la sequenza è invertita, nel senso che è possibile (ma non c'è scritto nella richiesta) che il pozzo sia costruito al fine immediato di approvvigionare la centrale turbogas della En Plus (ex "Mirant-Techint") a San Severo, alla località Ratino.

Certo è che - anche a livello geopolitico - il gas è una risorsa sempre più scarsa e che la transizione verso una low-carbon economy non è ancora entrata nella mentalità dei governanti italiani.
DUE DOMANDE:
- Ma la Puglia non doveva concedere la moratoria alle estrazioni petrolifere?
- Visto che le estrazioni di idrocarburi in Puglia risalgono ormai a più di mezzo secolo fa, perché le istituzioni non fanno un'indagine epidemiologica per capire la possibilità di danni alla salute di queste attività sulla popolazioni (il registro tumori, già istituito in Capitanata, ma non ancora attivo)?
"In realta’ i rischi esistono anche per le estrazioni di gas. Un report di Scientific American, dal titolo “Drilling for Natural Gas, Contaminating Water” mostra che negli Stati Uniti, dove i controlli sono di gran lunga piu’ severi e meticolosi che in Italia, si sono registrati circa 1000 casi di contaminazione di sostanze tossiche nei pozzi d’acqua ad uso umano a causa di estrazioni di gas naturale. In vari casi, sono stati trovati benzene, lubrificanti e altri composti chimici nell’acqua teoricamente ‘potabile’". Da un'intervista alla Prof. D'Orsogna sui rischi legati all'estrazione del gas

Visualizza il progetto depositato presso la Provincia

PER APPROFONDIRE:
La situazione dei permessi estrattivi in Italia direttamente sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico
Un interessante reportage di Stefania Divertito

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