giovedì 9 febbraio 2012

NO svendita di Matteo Salvatore a ETA del Comune di Manfredonia

Come abbiamo appreso ieri dagli organi di informazione (http://www.statoquotidiano.it/08/02/2012/concerto-matteo-salvatore-16mila-euro-spesa-10-a-carico-eta-gruppo-marcegaglia/68730/), il concerto che si terrà questa sera (ore 21) giovedì 09 febbraio presso il Teatro comunale di Manfredonia intitolato "Il bene mio" per la regia di Cosimo Damiano Damato con l'adattamento di Raffaele Nigro e con la partecipazione di Lucio Dalla verrà per la gran parte finanziato dalla società E.T.A. S.P.A. del Gruppo Marcegaglia, proprietaria dell'inceneritore in accensione nonostante le denunce e il ricorso al Presidente della Repubblica. E' proprio vero che ormai non c'è più rispetto per nessuno, nemmeno per la memoria di un grande poeta popolare come Matteo Salvatore che ha vissuto una vita di stenti, anche per il riconoscimento della sua carriera artistica. Di lui, Italo Calvino disse una volta che le sue parole non erano mai state inventate da nessuno. Oggi le uniche parole possibili sono di sdegno e indignazione. L'amministrazione comunale di Manfredonia non è nuova a questi mercimoni. In questi giorni, in cui a Casal Monferrato il sindaco ha finalmente ascoltato i suoi cittadini rifiutando la transazione nel processo contro la più grande di fabbrica di Eternit d'Europa, a Manfredonia torna a galla un triste vissuto. Perché nessuno dice che il primo cittadino di Manfredonia che trattò il ritiro della costituzione di parte civile della cittadinanza nel processo contro il petrolchimico per 300.000 euro è lo stesso che ha dato il permesso di costruire l'inceneritore ETA a Borgo Tressanti, ponendolo ai confini del territorio comunale come avevano fatto i politici di Monte Sant'Angelo con l'ANIC? Che l'attuale sindaco di Manfredonia è stato fra i più alti resposanbili della gestione del contratto d'area? Questa stessa gente ha svenduto il territorio per quaranta denari e continuerà a farlo anche in futuro con l'attacco delle banche e di Confindustria al diritto al lavoro e all'art. 18. Specialmente in questa parte del Sud, ancora oggi - per parafrasare una frase pronunciata dall'operaio dell'Enichem Agricoltura Nicola Lovecchio, morto di tumore, non solo la salute, ma finanche l'arte è SUBORDINATA al profitto. Pertanto, preferiremmo non dover assistere questa sera allo spettacolo di artisti che obbediscono, piuttosto che alla loro coscienza, al vile danaro, al pari delle amministrazioni comunali di Cerignola e Manfredonia.

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