domenica 5 febbraio 2012

Nel Mille Proroghe c'è spazio per nuovi inceneritori nel 2012

IL VERO PUNTO ARCHIMEDEO DELLA NORMA ITALIANA ED EUROPEA SUI RIFIUTI, LA RIDUZIONE E IL RICICLO


Nel Milleproroghe sta scritto:
"in relazione alla carenza di impianti di recupero energetico dei
rifiuti in ambito nazionale, viene prorogata al 31 dicembre 2012 l'entrata in vigore del divieto di conferimento in discarica di tutti i rifiuti speciali e urbani, con Potere Calorifico Inferiore(pci), superiore a 13.000kj/kg".

Il governo si appresta ad autorizzare nuovi inceneritori. Infatti, semmai la proroga a mettere a discarica rifiuti ad elevato potere energetico, doveva essere giustificata per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata con il riciclo del 65% entro il 2012 dal Decreto n. 22 del 1997 (cosiddetto "Ronchi", dal nome dell'allora ministro dei Verdi). Da quando questa norma (di derivazione europea: "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.") e' stata introdotta in Italia, e' stata presentata come la norma che "obbligava" ad avviare a incenerimento i rifiuti indifferenziati o la parte con potere
calorifico elevato in quanto o non potevano entrare direttamente in
discarica oppure necessitava un trattamento meccanico per togliere la parte
combustibile da avviare a incenerimento/recupero energetico. (Ovviamente questo "automatismo" non e' contenuto nella norma stessa, tant'è che la commissione europea nei giorni scorsi ha ricordato all'Italia - analoghi moniti sono stati rivolti a Polonia, Germania, Cipro e Grecia - di dover aggiornare la Parte IV del vigente Testo Unico sulle Leggi Ambientali, ovvero il DLgs 152/06,
essendo in corso di recepimento nell’ordinamento nazionale del Dlgs 250/10 la Direttiva Europea sulla gestione dei Rifiuti 2008/98/CE, che specifica ulteriormente la gerarchia virtuosa del Decreto Ronchi coi nuovi concetti di preparare al riciclo, riduzione del quantitativo d'avviare a recupero energetico e - soprattutto - "responsabilità estesa del produttore": cioé progettazione industriale e eco-design mirato alla "prevenzione", a monte, cioè nella produzione di manufatti e oggetti di consumo esclusivamente riutilizzabili e biodegradabili-compostabili).

Tale proroga, dunque, non è altro che una "forzatura" abbastanza ridondante di un automatismo già presente nella stessa legge vigente. Il riciclo e la riduzione delle plastiche, unico scarto con elevato potere calorifico, avrebbero permesso - invece - di ottemperare agli obbiettivi.

Per altro, si tratta di una pessima, e strumenntale, interpretazione (spesso usata da parte del COREPLA, ma non solo purtroppo) del divieto di collocazione a discarica dei materiali ad elevato PCI stabilito dal DLgs 36/03, più volte prorogato negli anni scorsi. Ad ogni modo, anche i consorzi obbligatori hanno già avuto il loro "proprio" dal neoministro Corrado Clini ...

Ma, guarda caso, è proprio questo il punto archimedeo usato dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori per promuovere strategie alternative meno costose e più compatibili con l'ambiente, flessibili e convertibili, e soprattutto più velocemente realizzabili (argomento usato con successo in Sicilia), quali i pretrattamenti a freddo con recupero di materia.

A questo punto, spettaanche a noi rovesciare l'interpretazione della norma.

Tutto questo è descritto con precisione nel documento della Versilia sulla ch iusura dell'inceneritore e la riconversione al TMB (trattamento meccanico-biologico), a firma di Enzo Favoino della Scuola agraria agrario di Monza, lo stesso progetto che stiamo impiegando, oltre ai siciliani, agli amici di Parma e di Pietrasanta (LU), anche noi a Manfredonia (scaricabile qui).

(* Si ringraziano Federico Valerio, Felice Airoldi, Enzo Favoino e Marco Caldiroli, che sono i veri autori di questa nota "recuperata" da una conversazione sulla mailing list della rete nazionale rifiuti zero).

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