domenica 12 febbraio 2012

ECODI: ancora un altro inceneritore a Taranto. Firmato Vendola, Florido, Stefano

Qui, Taranto. Abbiamo fatto 90, facciamo 91. Parola del governatore Vendola, del presidente della Provincia Florido e del primo cittadino Stefano. Con determinazione del dirigente del Servizio Ecologia regionale Antonello Antonicelli del 13 gennaio 2012, pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP 21 del 09.02.2012), è stato autorizzata la realizzazione di un impianto di stoccaggio ed incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi all’interno dell’impianto industriale esistente, sito in Taranto alla località Santa Chiara. Nella determinazione, si legge in part.: "Il medesimo Servizio provinciale aveva accertato che per l’impianto in questione, ricadente al punto A.1.g) dell’all. A1 della L.R. n. 11/2001 e s.m.i. la competenza concernente la V.I.A. è della Regione Puglia, mentre il procedimento relativo al rilascio dell’A.I.A. resta di competenza della Provincia di Taranto che in data 08.02.2011 aveva già tenuto la prima conferenza di servizi." In pratica, l'AIA potrebbe non essere stata ancora rilasciata (vedi documentazione dell'impianto: http://www.provincia.taranto.it/via/dettagli.php?id_elemento=45&i=1&parola_chiave=&data_dal=&data_al=): qui, bisogna ricordare che è facoltà dei comitati, delle associazioni e dei cittadini, in quanto interessati, di chiedere ex L 241/90 di partecipare alle conferenze dei servizi e di richiedere in fase di autorizzazione integrata ambientale all'autorità procedente (in questo caso, la Regione) la prescrizione di espressione del parere del Sindaco, in quanto primo responsabile della salute pubblica, ai sensi degli articoli 216 e 217 del regio decreto del 27 luglio 1934 n. 1265, relative alle industrie insalubrie (cd "autorizzazione sanitaria"). Si tratta di un impianto di stoccaggio ed inc mento di rifiuti pericolosi e non pericolosi (capacità di smaltimento: 8.500 t/anno), che affiancherà un vecchio inceneritore ("ex termovalorizzatore", precisa la determinazione) in funzione dal 1998 e già potenziato in seguito. Nello specifico, l’impianto della Società ECODI s.r.l. serve alla termodistruzione di rifiuti provenienti da strutture sanitarie (ospedali e cliniche), da laboratori, ambulatori e studi medici e dentistici, da attività agricole e dalla raccolta differenziata e non dei rifiuti urbani. A parte gli inceneritori di rifiuti speciali attualmente chiuso Ecocapitanata e il progetto VOMM nel Salento, questo progetto è ora il quinto progetto di inceneritore già autorizzato in Puglia destinato allo smaltimento dei rifiuti urbani: oltre a quelli in accensione della ETA (Gruppo Marcegaglia) a Manfredonia, vicino Borgo Tressanti, e della APPIA Energy (stesso gruppo industriale) a Massafra, quello pubblico di Statte (AMIU "Città di Taranto) e la "nuova CEMENTIR" (progetto di revamping finanziato coi fondi regionali ed europei), che è in realtà un vero e proprio inceneritore prim'ancor che una cementeria autorizzata al "co-incenerimento". Soltanto l'inceneritore Marcegaglia e il vecchio impianto comunale dell'AMIU - quest'ultimo, senza nemmeno recupero energetico, dovrebbe essere in dismissione, anche perché posto all'interno di una zona (Parco delle Gravine) in cui è obbligatoria l'autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza - sono presenti nel piano rifiuti provinciale; tutto il resto è in deroga alle normative vigenti.

Secondo l'assessore all'ambiente Lorenzo Nicastro il ciclo dei rifiuti in Puglia (attualmente a meno del 20% di percentuale di raccolta differenziata) può considerarsi sufficientemente "chiuso" o si preferisce continuare a battere tutti i record diventando la regione italiana col maggior numero di impianti di incenerimento di cdr ("ecoballe") e di percentuale di preziosi materiali mandati in fumo? Autorizzare l'ennesimo impianto a bruciare rifiuti urbani, pratica dannosa e costosa, senza valutare che esistono alternative (strategia rifiuti zero), è sintomatico della "patologia" di cui è affetta la gestione dei rifiuti solidi urbani in regione.
(Il cementificio Buzzi-Unicem di Barletta in centro città brucia attualmente 25.000 t/a tra plastiche e pneumatici e ha ottenuto la VIA per arrivare a 80.000, tra cui anche rifiuti urbani - in attesa dell'AIA).

POST SCRIPTUM: Sul BURP 28 del 23.02.2012 è apparsa una precisazione alla precedente determinazione: "L’impianto è conforme al Piano Gestione Rifiuti Speciali della Regione Puglia e ricade in zona industriale C1. La destinazione dell’area risulta idonea allo scopo con distanza congrua da ferrovie, strade, cimiteri ed infrastrutture in genere. I codici CER sono gli stessi già autorizzati con determina della Provincia di Taranto n. 146 del 19-09-2005". Ma, ancora una volta, non si dice nulla sulla conformità al piano dei rifiuti urbani!


NOTIZIE CORRELATE:
CISA e Gruppo Marcegaglia hanno chiesto il raddoppio dell'inceneritore APPIA Energy di Massafra con una seconda linea da altrettante 100,000 t/a:
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=48.htm&anno=xliii&num=24
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=49.htm&anno=xliii&num=24

PER APPROFONDIRE
La procedura ancora in corso per l'inceneritore "Città di Taranto" AMIU di Statte sul sito della Provincia di Taranto e le nostre contro-osservazioni.
Il piano rifiuti provinciale del tarantino non prevede questo scempio: nuova Cementir, Massafra, Statte e Taranto, ormai la capacità di incenerimento supera la produzione globale dei rifiuti!

AGGIORNAMENTI:
venerdì 24 febbraio 2012 - Replica della Provincia: ""Nessuna inerzia."
gennaio 2014: l'ARPA dice NO!

1 commento:

  1. Il progetto del "raddoppio" dell'inceneritore non è stato ancora pubblicato sul sito della Provincia. Non appena pronto, integreremo il link all'interno di questo stesso articolo del blog, come sempre.

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