mercoledì 1 febbraio 2012

A che punto siamo con la raccolta differenziata a Stornarella?

Pubblichiamo un estratto dell'intervento della nostra Marialucia Tummolo, da poco consigliera comunale di Stornarella, in un consiglio comunale in cui sono stati da lei toccati in realtà diversi punti: dall'inceneritore di Borgo Tressanti all'inquinamento della falda acquifera dell'Ofanto ad opera dell'inceneritore di Meldi, passano per il problema della bonifica "integrale" della discarica di rifiuti solidi urbani di Stornarella.
A questo link è possibile visionare il video del consiglio comunale (presto pubblicheremo una versione curata del video su youtube).

Nella relazione tecnica per la gestione del centro Comunale di raccolta e nell’attività di sensibilizzazione ed informazione del Comune di Stornarella è descritta una raccolta differenziata con il sistema porta a porta veramente notevole che rivela una considerevole sensibilità verso la tutela dell’ambiente. In esse sono fortemente e giustamente considerati i benefici economici e ambientali che scaturiscono da una raccolta porta a porta, ma è in contrasto con la proposta progettuale del Bacino FG4, da Lei approvata il 12.07.2011, nr. 18.

Altro che una proposta di raccolta differenziata calibrata alla nostra realtà
, come ha affermato Lei Sig. Sindaco in una sua nota del 10.10.2011, protocollata al n. 6440 dell’Ente. Inoltre il “ Regolamento tipo di gestione del nostro centro Comunale di raccolta “ a pag 8 e 9, si parla, senza possibilità di dubbio, del Comune di Policoro: un mortificante e misero copia e incolla. Questo è l’interesse per il nostro paese.

D’altronde, la proposta progettuale del nostro Bacino, ha predisposto il porta a porta solo per un quartiere del Comune di Cerignola. Un progetto, quello del Bacino FG/4, sotteso da continui riferimenti alla termodistruzione dei rifiuti, che ne diventa l’elemento portante, la finalità ultima.

L’emergenza rifiuti nell’ambito territoriale di Bacino FG/4, è ormai acclarata, infatti i lotti sono praticamente saturi, anche perché trenta Comuni della Capitanata su sessanta, più altri Comuni fuori Provincia, quotidianamente conferiscono i loro rifiuti nel nostro bacino, di cui il 90% sono indifferenziati, peraltro senza contribuire ai costi dello smaltimento.

La Regione Puglia, inoltre, ha imposto il conferimento del CDR del Bacino all’impianto di incenerimento del gruppo ETA, che fa capo alla Marcegaglia, realizzato a Borgo Tressanti. Occorre considerare che l’inceneritore è un impianto che non chiude il ciclo dei rifiuti, ma ne apre un altro ancora più pericoloso, poiché produce ceneri e polveri altamente tossici, per il cui smaltimento occorre a sua volta, una discarica per rifiuti speciali. Praticamente si entra in uno stolto circolo vizioso inutile e dannoso con un impatto tale sulla nostra salute e sulla nostra agricoltura da ipotecarne il futuro. Infatti gli impianti di incenerimento, rientrano fra le industrie insalubri di classe I, in base all’art. 216 Testo Unico delle Leggi Sanitarie ( G.U. nr. 220 del 20.09.1994 ) […]. Ricordiamo che la Legge prevede controlli solo per alcuni di essi, per poche volte all’anno, in regime di autocontrollo del gestore, per le diossine ad es. i controlli sono previsti 3 volte all’anno, con una durata di 8 ore su 24, su 8.000 ore di funzionamento ... Gli inquinanti emessi dagli inceneritori esplicano i loro effetti nocivi sulla salute o perché vengono inalati, o per contatto cutaneo, o perché, ricadendo, inquinano il territorio e quindi i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia, contaminando la catena alimentare. Non a caso, il Decreto Legislativo 228 del 18/05/2001 ("Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57"; http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01228dl.htm) stabilisce che non sono idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti, e il nostro territorio rientra a pieno titolo tra questi. [...]

La proposta progettuale del Bacino FG/4 disattende persino le direttive Regionali in materia di raccolta differenziata. Difatti la Regione Puglia ha individuato come punto di criticità, che ha decretato l’insuccesso della raccolta differenziata su tutto il territorio Regionale, proprio il mancato servizio del porta a porta. Nell’allegato A del Regolamento per l’applicazione della tariffa di igiene ambientale all’art. 17 comma 2, recita “ gli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dalla termodistruzione dei rifiuti, saranno computati a riduzione della parte variabile dei costi del servizio. Alla luce dei danni che un inceneritore produce, è immorale che si strumentalizzi la riduzione delle tariffe come incentivo per fare una raccolta differenziata che servirà da combustibile all’inceneritore. E’ una vera e propria beffa questo invito ad essere virtuosi per produrre combustibile per un impianto che condizionerà pesantemente la nostra salute e la nostra economia. Ci stanno mettendo nelle condizioni di avvelenarci da soli “ e lo chiamano virtuosismo “. La raccolta differenziata non si pratica per un puro virtuosismo, né per farne combustibile. La raccolta differenziata, intanto ha un senso, in quanto dovrebbe essere seguita da una fase di recupero e di riciclaggio. Questo è un mezzo subdolo di utilizzare ciò che la popolazione ritiene cosa buona, e cioè la raccolta differenziata, per fini non solo completamenti estranei ad essa, ma addirittura in pieno contrasto con lo scopo per cui è nata “ questa è una manipolazione psicologica “.

Occorre mettere in ordine la scala dei valori e riportare ai primi posti, la salute e l’economia, di fronte alle quali non si può che smontare l’eterna giustificazione di un porta a porta troppo costoso per realizzarlo.
1-la presenza di un’area di stoccaggio nel nostro territorio;
2-un servizio già disponibile di raccolta differenziata per le attività, che può essere integrata con una raccolta porta a porta;
3- minori costi per il conferimento ridotto di indifferenziata in discarica.
4-eco tassa dall’1.1.2013 che i Comuni che non raggiungeranno il 65% di raccolta differenziata, dovranno versare a favore di quei comuni più virtuosi, sono i presupposti per un servizio di raccolta differenziata porta a porta fattibile.
Si vuole ricordare che la salute rappresenta il terreno comune sul quale si riducono le distanze tra amministratori e cittadinanza, tra maggioranza e minoranza e si chiede perciò ai Consiglieri un voto favorevole per sancire concretamente questa unità di intenti, quale espressione di profonda civiltà e amore per il paese.

(Il testo della relazione è scaricabile per intero qui)

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