domenica 19 febbraio 2012

Carlo Vulpio | Lettera a "Il Giornale" su Altamura e Salemi

Perché sciogliere per presunte “infiltrazioni mafiose” il consiglio comunale di Salemi in Sicilia e non, per esempio, quello...

Ecco il testo integrale della lettera aperta di Carlo Vulpio, indirizzata anche al ministro dell’Interno, pubblicata da “il Giornale” il 15 febbraio 2012 in versione rimaneggiata (ma senza tradirne il senso, poiché i tagli sono stati eseguiti per sole ragioni di spazio).



Caro direttore, egregio signor ministro dell’Interno,

conosco bene Sgarbi, conosco Salemi – tanto che Sgarbi nel 2010 mi chiese di andare lì a fare l’assessore nella sua giunta – e conosco benissimo Altamura, 70 mila abitanti, in Puglia, sia perché ci sono nato sia perché – per il mio giornale, il Corriere della Sera – ho avuto modo di occuparmene diverse volte.

Cosa lega Salemi e Altamura? Quello che da oggi potremmo chiamare “il paradosso di Sgarbi”: se il consiglio comunale è quello di Salemi, è da sciogliere per presunte infiltrazioni mafiose, come recita il rapporto di polizia degli ispettori del Viminale; se invece il consiglio comunale è quello di Altamura, un bubbone in metastasi – come vedremo più avanti – esso può continuare a rappresentare il popolo, nonostante le inchieste delle procure antimafia, gli assassinii, gli attentati, le connivenze manifeste.

Non intendo svolgere analisi, ma solo mettere in fila dei fatti, affinché ciascuno possa formarsi una opinione da solo. Prima però devo dire una cosa essenziale. Sgarbi non solo non è mafioso – nemmeno per mentalità -e non ha favorito né la mafia né i mafiosi. Ma ha fatto un tale “pressing” con denunce alla magistratura, alle forze dell’ordine e all’opinione pubblica sul tema del più grande business di stampo mafioso del secolo, l’eolico e il fotovoltaico industriali, da essere diventato, come sindaco di Salemi, il candidato naturale delle ritorsioni mafiose, paramafiose e finto-antimafiose, queste ultime tipiche dei professionisti dell’antimafia.

Veniamo però ad Altamura ed elenchiamo, in 22 schematici punti, i fatti.

1) Questa ricca e operosa città è stata l’epicentro della inchiesta Sanità-Rifiuti, tutt’ora in corso, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Inchiesta che ha messo nei guai, tra gli altri, il senatore pd Alberto Tedesco (che, diciamolo subito, rischia di essere l’unico a pagare, affinché tutti gli altri si salvino). Un’inchiesta devastante che tuttavia è stata metodicamente “oscurata” dalle imprese della escort D’Addario. 2) Altamura è la città in cui opera l’azienda di raccolta e smaltimento rifiuti – azienda leader in Puglia – che ha il più grosso appalto della città (e in diverse altre città), coinvolta nell’inchiesta della Dda. 3) Questa azienda ha apertamente sostenuto la campagne elettorali di Tedesco e di Vendola. 4) Questa azienda, con la giunta Vendola, ha realizzato discariche da un capo all’altro della Puglia, in consorzio con il gruppo Marcegaglia, impresa capofila. 5) Un collaboratore di giustizia affiliato al clan del boss ammazzato il 6 settembre 2010 – che si e’ autoaccusato dell’attentato ad Alessio Dipalo, un giornalista indipendente che denunciava il malaffare attraverso l’ascoltatissima Radio Regio -, ha rivelato di averlo fatto nell’interesse dell’azienda in questione allo scopo di “dissuadere” il giornalista. 6) Di Palo è stato minacciato, picchiato, ha subìto un attentato con una bomba, gli hanno incendiato l’auto e – come risulta dagli atti processuali –doveva essere ucciso. 7) I vertici dell’azienda in questione sono stati arrestati e risultano indagati per questi e altri fatti connessi. 8) Per gli stessi fatti e’ stato anche arrestato un comandante dei carabinieri e sono indagati un sottufficiale dei carabinieri, alcuni politici e professionisti, tutti accusati di aver protetto il boss poi ucciso. 9) Negli ultimi quindici anni, in questa città che non è Salemi, sono state uccise 15 persone, e nessuno di questi casi è stato ancora risolto. 10) Dal 2005, in questa città che non è Salemi, sono sparite tre persone, tre casi di “lupara bianca”. 11) Mentre accadeva tutto questo, i politici di destra e di sinistra hanno fatto a gara a querelare Dipalo per diffamazione. 12) I pm di Bari hanno fatto a gara nel chiedere e ottenere il rinvio a giudizio di Dipalo per diffamazione. 13) Il procuratore aggiunto di Bari, Marco Di Napoli, oggi capo della procura di Brindisi, ha addirittura chiuso preventivamente Radio Regio, cosa mai accaduta a una radio libera dal 1976 a oggi (salvo casi legati a fatti di terrorismo). 14) Dipalo intanto, per l’altro pm che conduce l’inchiesta, Desirèe Digeronimo – contro cui si è scagliato Vendola con una lettera pubblica minacciosa e violentissima -, diventa supertestimone dell’inchiesta in corso. Oggi, dice il Rapporto Ossigeno della Federazione nazionale della stampa e dell’Ordine dei giornalisti, Dipalo è primo in classifica tra i giornalisti italiani in grave pericolo. Mentre il fratello di Dipalo, imprenditore taglieggiato, è diventato testimone di giustizia e con la famiglia si trova in una località protetta. 15) Il presidente del consiglio comunale di questa città che non è Salemi, è cugino e fan del boss ucciso. 16) Il sindaco, di centrodestra (ma la situazione non era diversa con il predecessore di centrosinistra), e un assessore di questa città che non è Salemi, erano anche loro fan su Facebook del boss ucciso e lo frequentavano. 17) Gli odierni consiglieri comunali di Sel e Pd, con la sponda di colleghi del PdL, sono gli stessi che hanno chiesto alla questura e al prefetto, con un provvedimento di consiglio comunale (!) di tenere “sotto osservazione” Radio Regio e i giornalisti troppo curiosi (per intimorirli, ovviamente), e oggi fanno “ammuina” e cadono dalle nuvole. 18) Per queste vicende, l’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, ha più volte pubblicamente paragonato Altamura a Corleone (senza offesa per Corleone) e ha chiesto dimissioni ai soggetti interessati, i quali, sostiene Mantovano, “non possono stare nelle istituzioni e nemmeno far politica”. 19) Alcuni giorni fa, il gruppo dei Radicali, su questi avvenimenti, ha depositato una durissima interrogazione parlamentare, anche al ministro dell’Interno, chiedendo al ministro della Giustizia di inviare una ispezione alla procura di Bari e di appuntare l’attenzione sulle discariche e sul business dell’eolico e del fotovoltaico industriali, in cui la Puglia è regione “leader” in Italia. 20) La magistratura barese indaga. E va bene. Ma sembra procedere a 10 km all’ora. Evidentemente a Salemi sono così veloci da rischiare di essere sommari. 21) Anche al sottoscritto, e sia detto non per fatto personale, hanno rubato e incendiato l’auto. 22) Chiedo: ce n’è a sufficienza per sciogliere il consiglio comunale di Altamura? O “il paradosso di Sgarbi” da Salemi diventerà più noto di quello di Zenone da Elea?



http://carlovulpio.wordpress.com/2012/02/15/perche-sciogliere-per-presunte-infiltrazioni-mafiose-il-consiglio-comunale-di-salemi-in-sicilia-e-non-per-esempio-quello-di-altamura-in-puglia/

Nessun commento:

Posta un commento