venerdì 13 gennaio 2012

Delibera-vergogna: Il Comune di Cerignola ricorre al TAR contro il referendum dei sannicandresi




La città di Cerignola si è sempre distinta per la sua solidarietà (sempre abusata da politica e istituzioni, offrendo la sua disponibilità), eccessiva da parte dei politici locali (in cambio di "compensazioni" personali), per ospitare rifiuti provenienti da fuori bacino e da tutta la Puglia.

Con questa delibera, invece, la città di Cerignola si espone al ridicolo, ricorrendo al TAR per imporre a Sannicandro di ritirare la delibera del consiglio comunale garganico, con cui l'amministrazione locale ha detto no alla discarica, anche in base ad un referendum popolare di quattro mila cittadini contrari su una popolazione di poco più di diecimila anime. Inoltre, tale delibera poggia sulla pianificazione regionale che prevede tre discariche in provincia (Deliceto, Foggia e Cerignola) e San Nicandro e nella zona nord della provincia e del Gargano solo microimpiantistica (centro di selezione e preselezioni, compostaggio ed biostabilizzatore per l'indifferenziato), ma nessuna discarica come si vuole far credere. Forse, si crede - sbagliando - che il TAR stia ai capricci di una classe politica locale marcia, che ha appaltato il ciclo dei rifiuti ad una serie di aziende con curricula processuali rilevanti.

E' una vergogna che il Comune di Cerignola, che è sempre stato incapace di far valere i suoi diritti e il suo modello di sviluppo basato sull'agricoltura di qualità, faccia atto d'ingerenza nelle politiche ambientali altrui e imponga meschinamente (e supinamente!) la propria volontà alla popolazione sannicandrese, che ha votato il referendum. Volontà sovradeterminata, perché in realtà al consiglio comunale di Cerignola non interessa avere una nuova discarica a Sannincandro, in concorrenza con quella locale, fonte indiretta di finanziamento.

E' una vergogna quella di "chiedere e ottenere" la presenza dell'assessore provinciale all'ambiente Stefano Pecorella durante l'assise comunale a Cerignola, solo per fare aprire una nuova buco, quando questo potrebbe essere incaricato di combattere a livello provinciale l'inceneritore, oppure di non firmare più ordinanze di deroga che per far confluire tutti i comuni della provincia a Cerignola e di risolvere, innanzitutto, le situazioni delle discariche di Vieste, Foggia e Deliceto che sono alla base del collasso di Forcone-Cafiero. Perché non chiedergli, invece, di imporre alti standard di qualità della raccolta differenziata in una provincia che resta appesa all'asticella del 10%, cioè di fare il suo mero dovere?

E' un'ignominia per la collettività di Cerignola, che deve anche finanziare un ricorso al TAR che serve interessi chiaramente personalistici (ma non c'era la crisi a pesare sui bilanci degli enti locali?). Abbiate almeno la decenza di pagarlo con le vostre tasche, cari politici della casta foggiana!

E' un atto ignobile forzare per la realizzazione a San Nicandro una discarica in deroga al piano regionale, con la scusante di dar sollievo a Cerignola. Qui, dopo il quinto lotto in ultimazione, è già stata presentatata la richiesta per un mega sesto lotto che renderà Cerignola la rifiutopoli della Capitanata per i prossimi 20 anni, senza informare la comunità locale. E non sarà l'ultimo, se continua così.

Intanto, se il ricorso dovesse andare storto, Apricena - dopo la battaglia dell'inceneritore - è fra le papabili per la discarica.
http://www.box.com/files#/files/0/f/189962224/Delibera_Vergogna_Ricorso_al_TAR_Cerignola_Vs_Sannincandro

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