lunedì 23 gennaio 2012

LETTERA AGLI UOMINI E ALLE DONNE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI

Ecco la lettera del comitato 21 gennaio, promotore della manifestazione di Monopoli:
LETTERA AGLI UOMINI E ALLE DONNE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI

Chi scrive è l’anima turbata e scossa del Comitato Provvisorio 21 gennaio 2012.
Siamo tutti e siamo nessuno. Siamo gli sconfitti, i feriti, gli offesi dalla centrale a carbone di Brindisi, dall’ILVA di Taranto, dall’inceneritore di Foggia.
Siamo i figli di una terra ancora martoriata dalle discariche, che stentano troppo a lasciare il posto a una vera differenziata.
Siamo i combattenti di una terra infestata dai veleni, i difensori di un ambiente aggredito dalle sorpassate trivelle dove le multinazionali del petrolio mercanteggiano al ribasso sugli indennizzi detti eufemisticamente “royalties”.
Ma siamo anche i sognatori attivi di un possibile futuro migliore, quelli che credono nel lavoro che qui in Puglia va avanti da generazioni: quello dei pescatori, degli agricoltori, degli allevatori, degli operatori turistici, dei rappresentanti di cultura e spettacolo, che da anni hanno chiesto per il nostro territorio un modello di sviluppo ecosostenibile, basato sul rispetto dell’ambiente e sull’impiego dei propri talenti.
Un impegno che nel corso degli anni si è fatto strada. Oggi la Puglia ha incrementato, pur tra qualche contraddizione, l’impiego delle fonti rinnovabili e produce, da sola, il 160% del proprio fabbisogno energetico.
Qui un altro modello di sviluppo non solo è possibile. E’ già in costruzione.
Siamo per un modello di sviluppo che sia sostenibile.
Siamo per stili di vita che non sia tornare ad andare in bicicletta, ma risparmiare sui consumi, utilizzare le risorse responsabilmente, rispettare il pianeta Terra come l’unico che abbiamo…
Siamo per un piano energetico che sia democratico, scelto, cioè dal popolo in una nazione in cui gli esiti di un’azione plebiscitaria qual è un referendum siano “diktat”per chi ci rappresenta in Parlamento.

Oggi, 21 gennaio 2012, migliaia di persone scendono in Piazza per chiedere che, in tempi brevi si arrivi all’emendamento e approvazione di una legge nazionale, di cui qui, oggi, avanziamo una proposta scritta, che vieti le trivellazioni petrolifere e che rimetta al centro dell’agenda politica una discussione, seria, reale e concreta su come il nostro Paese decida di comporre il proprio portafoglio energetico.
Chiediamo che si vada dritti verso la stipula di accordi transfrontalieri con i paesi mediterranei per evitare la beffa di piattaforme petrolifere appena oltre le 12 miglia.
Chiediamo che si aprano i giusti procedimenti, a livello europeo, per evitare che la scelta petrolifera ci possa venire imposta dall’alto, senza che i rappresentanti di un territorio possano dire la propria in maniera vincolante.

Oggi, 21 gennaio 2012, è l’ultimo momento per percorrere la strada del cambiamento. E proprio oggi dobbiamo percorrerla tutti.
Ma da oggi, 21 gennaio 2012, non saranno ammessi più errori o tentennamenti. Noi semplici cittadini, impegnati nei mille rivoli della solidarietà e dell’impegno sociale vi chiediamo di essere degni rappresentanti delle istanze più nobili, non complici pedine nello scacchiere delle onnipotenti oligarchie economiche mondiali.
Vogliamo sentire la vostra passione per il nostro lavoro che non c’è, per il nostro pane e le nostre case, la nostra terra e il nostro mare.

Nessuno, neanche lo Stato, può ignorare il parere di una moltitudine di persone, della maggior parte delle regioni adriatiche, espresso non solo attraverso una manifestazione di massa ma anche attraverso richieste chiare, approfondite e specifiche.

L’era del petrolio è in declino, ma non è finita. Non possiamo ignorarlo, anzi, dobbiamo sottolinearlo. La questione energetica è un grande punto interrogativo che campeggia pesantemente sulla testa nostra, ma soprattutto dei nostri figli.
Vogliamo essere protagonisti di questo percorso.
Un percorso che è partito da lontano, che passa oggi di qui, e che speriamo riesca ad arrivare lontano.
Dietro tutte le associazioni qui presenti, dai più esigenti e agguerriti comitati ambientalisti ai più concilianti e solidali gruppi di volontariato, c’è un unico afflato che ci anima, riassunto luminosamente da un importante documento della nostra storia non molto recente:
Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di coloro che si impegnano nel volontariato di ogni tipo con generosità e gratuità e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. (Gaudium et Spes - Documento del Concilio Ecumenico Vaticano II, 1965)

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