sabato 21 gennaio 2012

Il tubo Brindisi-Minerbio passerà da Biccari

Da Nord a Sud, un mega gasdotto, “Rete Adriatica”, progettato dalla Snam, attraverserà 10 regioni dello Stivale, da Massafra in Puglia a Minerbio (Bologna), tre parchi nazionali, uno regionale e 21 aree protette dalla Ue, oltre a gran parte dell'Appenino: per questo ribattezzato come Il gasdotto dei terremoti. Uno dei cinque tronconi dell'opera, già autorizzato, è il tratto pugliese da Massafra (Taranto) a Biccari, nella provincia altamente sismica di Foggia. Ma senza la TAP questa grande opera potrebbe diventare "inutile" (in fondo, quale grande opera italiana non lo è ... ?). La TAP (conosciuto con l'acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline) è un progetto volto alla costruzione di un nuovo gasdotto che connetterà Italia e Grecia attraverso l'Albania, permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dalla zona del Caucaso, del Mar Caspio (Azerbaigian) e, potenzialmente, del Medio Oriente. Gli azionisti attuali del progetto sono la norvegese Statoil (20%), l'inglese BP (20%) l'azera SOCAR (20%), la belga Fluxys (16%), la francese Total (10%), la svizzera Axpo Holding (5%) e la tedesca Eon-Rhurgas (9%). Ma la popolazione si oppone. Primo a "saltare", si fa per dire, è stato il progetto del rigassificatore prima a Trinitapoli poi a Brindisi (non a caso, si tratta di un impianto la cui esplosione rischierebbe di radere al suolo la città, perché situtato direttamente nel porto). Infine, la nascita di un comitato spontaneo NO TAP, con l'adesione di alcuni sindaci salentini, che si oppone all'approdo del megagasdotto in Italia, sta dando filo a da torcere a quel leitmotiv geopolitico che sta alla base della realizzazione dell'opera, il cui scopo conclamato è rendere il Belpaese un "hub" energetico. Tutte le informazioni sul sito del Comitato No Tubo Un esempio illuminante su come si blocca un'infrastruttura strategica in Italia

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