giovedì 26 gennaio 2012

Comunicato Stampa di Medicina Democratica sull'inceneritore di Manfredonia

25-10-2002 SINDACO, COERENZA !

La vicenda dell’inceneritore di borgo Mezzanone sta facendo emergere ancora una volta l’assenza di una vera politica ambientale e sanitaria locale, effettivamente attenta allo sviluppo sostenibile del territorio. Già l'insediamento di una grande vetreria a due passi dall’abitato ha rappresentato e rappresenta una “ferita” gravissima al territorio e ai suoi cittadini. Ne è riprova il fatto che l'Amnistrazione comunale sollecitò persino l'esonero del progetto dalla "valutazione d’impatto ambientale" (VIA), lo strumento tecnico‑giuridico in grado di accertare la sostenibilità di un impianto insediato, al di fuori d’ogni logica, su di un'area disseminata da discariche non bonificate contenenti ingenti quantità di rifiuti industriali tossici e pericolosi. Purtroppo persistono ancora veri e propri comitati di affari che fanno scempio della democrazia e degli interessi legittimi della popolazione ad avere uno sviluppo sostenibile capace di coniugare occupazione e tutela della salute e dell’ambiente. Questi signori si sono resi protagonisti ancora una volta, come per Porto Marghera, per Brindisi, per l’Enichem di Manfredonia, di una voluta contrapposizione tra lavoro e ambiente, quando invero è possibile costruire migliaia di posti di lavoro, rispettando la vocazione agricola, turistica, e dell’indotto, in grado di assicurare livelli occupazionali stabili e non, come per l’Enichem, di breve durata e con conseguenze nefaste.
Le procedure fin qui seguite per autorizzare l'inceneritore di Borgo Mezzanone mostrano che i problemi ambientali e sanitari sono stati del tutto trascurati. In realtà, si è aperto un contenzioso tra il Comune di Manfredonia e quelli di Foggia in ordine alla ubicazione di una grande piattaforma per il trattamento dei rifiuti solidi urbani: dai rifiuti selezionati per tipologie ed avviati alle diverse forme di riutilizzo residua il"c.d.r.”:, ossia i1 "combustibile da rifiuto" utilizzabile per l'alimentazione degli inceneritori, anche di quello di Borgo Mezzanone.
Altro che generatore d’energia alimentato a biomasse!
Perché la verità è stata taciuta? Perché certi progetti industriali non si portano tempestivamente a conoscenza delle popolazioni che vengono sempre a trovarsi innanzi al fatto compiuto?
Ancora una volta interessi materiali e di pochi, sono anteposti ai valori costituzionalmente garantiti della salute e dell'ambiente. Ma altre domande attendono risposta. E' corretto finanziare con le risorse del "contratto d'area", regalando alle industrie diversi milioni d’euro, impianti dalla bassissima ricaduta occupazionale e, per di più, sottraendo grandi capitali ad iniziative che avrebbero consentito l'insediamento di numerose realtà produttive dal basso impatto ambientale?
Non è il "contratto d'area" lo strumento che si propone di favorire lo sviluppo socio‑economico del territorio in armonia con le sue vocazioni più sentite? Perché mai Manfredonia deve continuare ad essere considerata una Città‑pattumiera con il beneplacito del suo sindaco? A proposito dei quale va denunziato l'atteggiamento poco coerente: non votò qualche mese addietro in Consiglio provinciale una mozione con la quale si decideva una moratoria per la costruzione delle centrali elettriche progettate sul territorio provinciale, tra le quali rientrava anche 1' inceneritore di Borgo Mezzanone ?
Non può il primo cittadino" rammaricarsi ora per il rifiuto delle associazioni ambientaliste e culturali di continuare a far parte di "Agenda 21", l'organismo di partecipazione popolare chiamato a garantire lo sviluppo sostenibile del territorio: le scelte che toccano gli interessi dell'intera popolazione devono essere il più trasparente possibile, così da consentire il pubblico confronto. Una diversa impostazione finisce per risolversi in uno spregiudicato e demagogico tentativo di strumentalizzazione destinato a vanificare un’esperienza ricca di prospettive, proprio perché capace di stimolare concretamente i meccanismi della partecipazione democratica. Le associazioni che sottoscrivono questo documento insieme al Coordinamento per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio di Manfredonia, nel denunziare l’estrema gravità dell'accaduto, chiamano tutte le forze politiche cittadine a adoperarsi affinché l'Amministrazione comunale revochi il provvedimento autorizzato dell'impianto di borgo Mezzanone ai cui abitanti, che legittimamente rivendicano il diritto di scegliere liberamente il tipo di sviluppo che intendono dare al proprio territorio, va espressa piena solidarietà in favore della giusta lotta nella quale sono impegnati, che ricorda quella condotta dalla intera popolazione di Manfredonia contro il petrolchimico di Macchia.

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