giovedì 12 gennaio 2012

Chiesto il sequestro della viabilità interna all'inceneritore ETA

11.01.2012
Depositato in procura un nuovo esposto per chiedere il sequestro della strada interna di collegamento fra i due impianti per la produzione delle ecoballe e dell'inceneritore, in quanto presumibilmente priva di autorizzazione. Secondo il comitato spontaneo, ci sono gli estremi per il reato di occupazione di suolo pubblico e per chiamare in causa le competenze di controllo dell'assessore provinciale all'urbanistica Domenico Farina.
(Nella prima, a differenza che nell'immagine sottostante, non è visibile la strada)

La strada, della quale si chiede di accertare proprietà ed effettivo possesso, è quella sita tra i due dimpianti, rispettivamente di produzione di combustibile derivato dai rifiuti o "cdr" (Co.Ge.Am.) e del termodistruttore (E.T.A.), entrambi facenti capo al Gruppo Marcegaglia; la strada di viabilità interna, alla quale si accede attraverso la pubblica viabilità, si affaccia liberamente sulla SP 80 (Orta Nova- Borgo Inacaquata).

La situazione è paradossale, in quanto non si comprende la natura pubblica (comunale o provinciale) o privata, a servizio di una delle due società del Gruppo Marcegaglia.
Dalla documentazione prodotta dall'ufficio urbanistica del Comune di Manfredonia, si dedurrebbe il configurarsi del primo dei due casi sopraelencati (strada da cedere al Comune di Manfredonia come "standard", cioè come suolo pubblico, anche se a servizio dell'impianto); ma di tale circostanza non vi è alcun riscontro adeguato nelle autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Puglia e nelle relative conferenze dei servizi tenutesi sin dal 2009 e su questo si chiede di eseguire approfondimenti.


Di fatti, nella "DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 12 marzo 2009, n. 129" (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.70 del 2009; rintracciabile sul web tramite motori di ricerca), si legge:

"Per quanto concerne gli effetti sul traffico, la localizzazione dell’impianto in adiacenza all’esistente consente di evitare che il trasporto dal sito di produzione alla centrale interessi la viabilità pubblica. Di conseguenza non è ipotizzabile un’ interferenza cumulata significativa dei due impianti sul traffico lungo la viabilità limitrofa.[...] Il CDR sarà trasportato dall’ adiacente impianto di produzione da automezzi dedicati attraverso il cancello collocato sul lato ovest della centrale termoelettrica senza interessare la viabilità pubblica" (grassetto nostro).

In pratica, come ribadito più volte in questo stesso parere favorevole della procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale dell'impianto della ETA, il passaggio del rifiuto trattato e imballato nell'impianto di produzione di CDR CoGeAm dovrebbe avvenire "senza interessare la viabilità pubblica", pur essendo i due impianti certamente adiancenti, ma non contigui.

Scarica l'esposto

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