mercoledì 27 aprile 2011

Comunicato Stampa: Esposto alla magistratura

Il Comitato Spontaneo contro gli inceneritori – Provincia di Foggia, nei suoi referenti in diverse città della Capitanata, ha inviato ai Comuni territorialmente confinanti con l’inceneritore in Contrada Paglia – Manfredonia – nonché ai Comuni che subiranno gli effetti inquinanti di questo impianto (all'Unione dei Cinque Reali Siti, Zapponeta, Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando); alle Amministrazioni provinciali e a quelle regionali; ai tribunali di Foggia e Bari; alla Commissione Europea per l’Ambiente,

un esposto sul procedimento autorizzativo dell’impianto di incenerimento di proprietà di E.T.A. S.p.A. del Gruppo Marcegaglia. In particolare si mette in evidenza la insufficiente informazione dei cittadini, sia per il mancato utilizzo di tutti i mezzi previsti per legge, sia per aver utilizzato canali di informazione scarsamente diffusi sul territorio, sia per aver ignorato quei Comuni interessati dagli effetti di un impianto così inquinante. Da qui discendono tutta una serie di irregolarità che inficiano alla base il procedimento autorizzativo. Pertanto si chiede di riaprire nuovamente l’intero iter autorizzativo onde garantire la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati.
Anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) non è priva di anomalie in tutte le sue fasi: non si evidenzia l’utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili (MTD); scarsa attenzione alle caratteristiche del territorio in termini di emungimento di acqua dal sottosuolo, degli effetti delle emissioni sulle colture, anche di pregio, di una vasta area agricola; nessuna valutazione dell’impatto che tale impianto avrà sulle aree protette circostanti, nonché sulle colonie di volatili (alcuni dei quali specie protetta) a poche centinaia di metri dall’inceneritore.
Si continua a ritenere questo come un impianto di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’Europa lo dice dal 2001 (Direttiva 2001/77/CE), il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) non è considerato fonte rinnovabile, bensì rifiuti speciali. Così come recita (finalmente) una legge dello Stato D.lgs 4/2008. Non basta. Secondo un modo tutto italiano di intendere le leggi, utilizziamo la soluzione peggiore per chiudere il ciclo dei rifiuti, senza prima avere un’alta percentuale di raccolta differenziata. Anche questa è una violazione di legge.
Ricordiamo che l’inceneritore verrà costruito nel bel mezzo di tre città quali Foggia, Manfredonia e Cerignola già gravemente inquinate da traffico veicolare e da impianti inquinanti industriali. Così come riportato dal Piano Regionale Qualità dell’Aria, divenuto in seguito Regolamento Regionale n°6 del 21 maggio 2008. Queste città devono obbligatoriamente presentare domanda di finanziamento per ristabilire un’aria salubre. Avranno presentato la domanda?

Ci auguriamo che le Autorità competenti ravvisino gli estremi per il blocco dei lavori di costruzione e la riapertura di tutte le fasi di valutazione attenta e scrupolosa dell’impatto che tale impianto avrà sulla salute, sul territorio, sul nostro futuro.
Dopo aver constatato che esistono già soluzioni alternative all’incenerimento, non potremo che dire addio a questa pratica dannosa, costosa e dalle bassissime ricadute in termini di occupazione.



Comitato Spontaneo
contro gli inceneritori
Provincia di Foggia
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/ http://noinceneritoretressanti.blogspot.it/2012/05/integrazioni-allesposto-alla.html

lunedì 25 aprile 2011

25-4-2011 NO alla Centrale Enplus a S.Severo DISARMIAMO gli AGGRESSORI


Il Presidente Nazionale: dr. d’Angelo Fernando Antonio (Tonino)

Tel. 329 2921273; e mail: toninodangelo@libero.it

San Severo,25-4-2011
La Centrale Enplus. "Ci deruba la vita,la salute,il territorio e il futuro dei nostri figli!".

E’ una pistola puntata contro tutti noi: DISARMIAMO l’aggressore!!!
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Ma cosa succede invece nel nostro territorio? A Apricena vogliono fare un cementificio, un inceneritore a Borgo Mezzanone, discariche e altri impianti che ci impoveriscono e “tolgono il respiro”.

E tutto ciò mentre si legge che nella giornata del venerdì santo - 22 aprile 2011 (il giorno della morte di Gesù per 30 denari …) è stata raggiunta l'intesa tra il Comune di S.Severo e la "Enplus", la società che ha costruito la centrale a turbogas in contrada Ratino ormai prossima all'attività, per la firma della convenzione.

Ed ecco i 30 denari concordati sulla pelle dei cittadini: Un milione e 500mila euro una tantum, energia a basso costo per le aziende che operano nelle zone Asi e Pip e un contributo annuo pari al 20% della spesa comunale per la pubblica illuminazione.


Ora basti sapere che:
Con particolare riferimento all’inquinamento atmosferico, le associazioni tra mortalità e/o morbosità di carattere cardiaco e respiratorio in particolare in soggetti predisposti (gli anziani, i bambini e soggetti il cui stato di salute è già compromesso) sono rilevate a causa di variazioni di breve periodo dell’inquinamento. Inoltre: “L’effetto sulla mortalità è evidente anche a dosi inferiori a quelle previste dagli standard di qualità dell’aria di molti paesi occidentali" . (Per una trattazione esaustiva dello stato dell’arte della ricerca epidemiologica sull’argomento, si rimanda a “Metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico” di A. Biggeri, P.Bellini e B. Terracini, in Epidemiologia & Prevenzione, supplemento 2, marzo-aprile 2001.)
Se è vero che “i rischi relativi per incremento unitario dell’esposizione ai vari inquinanti esaminati sono in genere di piccola entità ... data la numerosità della popolazione esposta, la frazione attribuibile è tutt’altro che trascurabile”. Dalla metanalisi applicata alle principali città italiane, “per tutti gli inquinanti è stata osservata un’associazione significativa con un incremento su tutte le cause di morte e di ricovero esaminate” nello specifico associate a incrementi di 10 microg/mc anche di ossidi di azoto e ozono (e di 1 mg/mc nel caso del CO).

In altri termini. Considerando la mortalità e i ricoveri giornalieri (il periodo considerato nello studio è dal 1990 al 1999) nel giorno e nei 2/3 giorni successivi a incrementi uguali o superiori a 10 microgr/mc e limitandoci all’apporto dei soli NOx si sono evidenziati incrementi pari al 1,4 % della mortalità per cause cardiovascolari, del 1,7 % per patologie respiratorie, mentre per quanto concerne i ricoveri ospedalieri questi incrementi sono stati, nello stesso periodo, 1,6 per cause cardiache e 2,5 per quelle respiratorie. Lo studio peraltro sottolinea un incremento di tale associazione nel secondo quinquennio considerato (1995-1999) rispetto a quello precedente. Per inciso, limitandoci all’area di San Severo e solo per gli aspetti e inquinanti citati, l’incidenza sui ricoveri, considerando solo gli aspetti economici dovuti ai costi dei ricoveri ospedalieri, è di decine di milioni di euro l’anno,senza considerare la mortalità e la devastante conseguenza socio-economica sulle persone colpite e i loro familiari. Poi al danno aggiungeremo la beffa, cioè che i benefici “economici” da ricovero, ovvero i loro costi saranno sì sostenuti dai pugliesi,ma andranno anche a ingrassare le casse di ospedali del nord,per via della “mobilità passiva” (pellegrinaggio di nostri malati verso il nord),da dove provengono gli imprenditori “benefattori” dell’Enplus.

Altre conseguenze economiche incalcolabili sono collegate ai danni sull’agricoltura, sull’attrattività turistica, sull’artigianato, compromessi dall’impatto devastante della centrale.


A che servono quindi un milione e 500mila euro una tantum, energia a basso costo per le aziende che operano nelle zone Asi e Pip e un contributo annuo pari al 20% della spesa comunale per la pubblica illuminazione? ... serviranno a mala pena a pagare ricoveri e funerali per alcuni mesi, semmai l’illuminazione “gratuita” delle lapidi dei nostri cari al cimitero!!!

OCCORRE ANCHE DI FRONTE AD AUTORIZZAZIONI PERVERSE, A “DATI DI FATTO”, UNA FORTE INDIGNAZIONE E UNA MOBILITAZIONE CHE ABBATTA QUESTO MOSTRO E RIMANDI A CASA QUESTI AUTORI DI UNA AGGRESSIONE MORTALE DEL TERRITORIO.

San Severo è fuori da Agenda 21 locale!!!

Sulla vicenda centrale termoelettrica, il Consiglio Comunale pare quindi abbia dimenticato il fatto che aderisce ad Agenda 21 locale e che esiste l’obbligo di assicurare la partecipazione del Forum e di tutte le Associazioni locali e dei paesi limitrofi: Il Forum aveva già deliberato la incompatibilità della Centrale termoelettrica con lo sviluppo sostenibile nel territorio (delibera di Consiglio Comunale n° 18 del 10.02.2005).

Ancora qualche dato: Cosa è successo e sta succedendo a San Severo?

30 luglio 1627: Un forte terremoto rade al suolo la Città.
Il terremoto, con magnitudo 6,7 e con epicentro proprio San Severo, fece arretrare il mare di 3-4 chilometri che poi si riverso sulla costa Garganica distruggendo villaggi e inondando le città di Lesina e Manfredonia (è stato uno dei cinque tsunami più devastanti della storia italiana del secondo millennio).

31 ottobre 2002: OK alla Centrale e terremoto a San Severo!!

Il Comune di San Severo nella conferenza di servizio a Roma dà l’ok definitivo alla Centrale, mentre la città è colpita dal terremoto, lo stesso che colpì S.Giuliano di Puglia con la distruzione di una scuola e la morte di 57 bambini, 8 insegnanti e 2 bidelli.
22 Aprile 2011: nel giorno di venerdì’ santo, con 30 denari si concorda con la Ditta la nostra fine.

La Centrale ci espone altresì a gravissimi rischi connessi con eventuali terremoti e/o attentati terroristici.

Tutto ciò in una Puglia che produce quasi il doppio dell’energia di cui ha bisogno e che subisce quindi il doppio dell’inquinamento a cui sarebbe sottoposta se producesse solo per quanto consuma, con costi elevatissimi dal punto di vista sanitario, ambientale, economico, sociale, che pagano i pugliesi per i profittatori del Nord.

Che brutta storia dobbiamo raccontare ai nostri figli!!

- su quali elementi di corruzione erano e sono alla base del mancato rispetto del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che nei fatti non prevede la Centrale a San Severo, Centrale ritenuta incompatibile dal Forum di Agenda 21 locale, peraltro in una area già destinata allo sviluppo agricolo secondo altri strumenti di programmazione e pianificazione territoriale?;

- su quali elementi di corruzione erano e sono alla base della mancata nullità del decreto n. 55/02/2002 di autorizzazione della centrale per incompetenza assoluta del dirigente regionale dell’epoca ad emettere provvedimento valido a perfezionare la necessaria intesa Stato/Regione?;

- su quali fenomeni speculativi nei passaggi della titolarità delle autorizzazioni rilasciate e nell’indebita rivalutazione dei terreni destinati ad accogliere il sito della centrale, tenendo conto altresì di chi erano i progettisti ab inizio, quale rapporto avevano con gli Amministratori dell’epoca, chi erano i proprietari dei suoli?;

- su quali omissioni in ordine al rispetto della specifica normativa europea, più volte gravemente disattesa?;

- su quali motivazioni ad oggi alla base della omissione di attuare la VAS (Valutazione Ambientale Strategica)?, unica metodologia in grado di operare una valutazione complessiva che tenga conto dello stato di crisi ambientale derivante da una pluralità di fattori (traffico e altre produzioni…), della situazione epidemiologica con riguardo alla diffusione di patologie e dell'esistenza di soggetti sensibili ai diversi inquinanti, dell’impatto idrogeologico,
del rischio sismico, dell’impatto agricolo, dell’impatto sul sito archeologico riguardo alla sede dell’impianto e delle opere connesse.



VOGLIAMO, A DIFESA DEL CREATO,
UNA FONTE ENERGETICA DI PACE: IL SOLE DI PUGLIA

La Centrale turbogas è contro tutti noi e i nostri figli !!
Chi vuole venderci per “30 denari” ?
Se ti puntano una pistola contro, anche se con l’ “autorizzazione ministeriale” e ti vogliono uccidere, spegnere le possibilità di sviluppo per te e i tuoi figli, che fai?
Allora bisogna disarmare gli aggressori!!!!

domenica 17 aprile 2011

A Parma Slow Food dice no all'inceneritore


Slow Food dice no all'inceneritore

16/04/2011

In questi giorni Parma celebra la propria cultura e tradizione gastronomica a Cibus Tour, la fiera a cui Slow Food Italia partecipa con un evento nell’evento: Po(r)co ma Buono.
Inevitabile che in questa situazione finiscano sotto i riflettori anche altri temi, ben più controversi: ci riferiamo in particolare alla vicenda della costruzione di un inceneritore di rifiuti proprio alle porte della città.
Il progetto per la costruzione dell’inceneritore è nato nel 2005 e si concluderà nel 2012, quando l’impianto verrà messo in funzione. Molti cittadini e organizzazioni della società civile si sono mobilitati fin dalle primissime fasi, organizzandosi nell’Associazione gestione corretta rifiuti e risorse di Parma (AGCR) e portando avanti campagne di informazione e sensibilizzazione, soffermandosi soprattutto sugli aspetti sanitari e sull’impatto ambientale di questa struttura, quali l’emissione di polveri sottili e di diossina nell’atmosfera.
«Slow Food Italia non può esimersi dal prendere una posizione chiara su questo tema, cosi rilevante sia per la salute dei cittadini che per il futuro del territorio. Sosteniamo la campagna dell’AGCR No Inceneritore, Si Rifiuti Zero, schierandoci contro la costruzione di un impianto definito incompatibile dalla legge italiana con le produzioni agricole di qualità. Gli impianti di incenerimento rientrano infatti tra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994, s.o.n.129)» commenta Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia.
«Il problema della gestione dei rifiuti e il diritto a un cibo buono, pulito e giusto sono fortemente correlati, se pensiamo che la maggior parte dei rifiuti che produciamo è proprio legata ai prodotti alimentari e ai loro imballaggi. Da tempo Slow Food sostiene politiche di riciclaggio e riduzione degli sprechi: ne abbiamo fatto un tratto distintivo persino dei nostri grandi eventi, a partire dal Salone del Gusto di Torino. La nostra sensibilità si sta sempre più spesso traducendo in iniziative concrete come quelle che vedono impegnata la Condotta Slow Food Vesuvio. In un territorio dilaniato dal problema delle immondizie, infatti, i rappresentanti locali di Slow Food, in collaborazione con associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, hanno fondato “Cittadini per il parco”, un movimento per lo sviluppo sostenibile dell’area vesuviana. Al suo interno tre gruppi di studio analizzano la situazione per cercare concrete soluzioni per la riqualificazione ambientale e l’attuazione del modello “Rifiuti zero” ideato da Paul Connett», continua Burdese.
La combustione dei rifiuti, infatti, rispetto al riciclaggio, pone il serio problema della contaminazione dei suoli, danneggiando le filiere agricole, patrimonio di valore inestimabile e fiore all’occhiello del parmense. «È ora di iniziare un profondo cambiamento nel nostro stile di vita, e dobbiamo partire proprio dal nostro modello alimentare, senza cercare palliativi e soluzioni temporanee. Se un pezzo di questa rivoluzione prendesse le mosse proprio da Parma, luogo simbolo del buon cibo, sarebbe un segnale straordinario per tutta Italia», aggiunge Antonio Cherchi, Presidente di Slow Food Emilia Romagna.
«L’incenerimento dei rifiuti è una tecnologia ormai in via di abbandono, come testimoniano numerosi Paesi europei che stanno spegnendo, o pensando di farlo, i loro impianti: dire NO all’inceneritore non significa risolvere i problemi ambientali, ma può voler dire molto di più. Significa dire SI alle politiche delle 4R che l’Europa ci chiede in tema di rifiuti: Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero.
Significa dire SI a un cibo pulito, significa preservare risorse per le prossime generazioni», commenta Antonella Ferrari, Fiduciaria della Condotta Slow Food Parma, e conclude «Anche se AGCR non riuscirà a bloccare l’accensione dell’inceneritore, continueremo a promuovere quei comportamenti virtuosi che portino al suo spegnimento, per iniziare ad alleggerire il carico inquinante, per tutelare la salute dei nostri figli e la terra in cui viviamo, considerati i dati emersi dalle ultime ricerche, che ne confermano la pericolosità. I limiti di legge sugli inquinanti sono infatti insufficienti in quanto considerano per le diossine rilevamenti nell'aria, mentre è riconosciuto che ben più efficaci sarebbero le analisi su matrici ambientali quali esseri umani, animali, piante e suolo dove la diossina si deposita e si accumula nella catena alimentare nel corso degli anni. I filtri degli impianti di ultima generazione non riescono poi a intercettare le nanopolveri, che possono passare attraverso gli alveoli polmonari, entrare nel circolo ematico e sono in grado di modificare il DNA».

Ufficio stampa Slow Food

Processo Giardinetto: sopralluogo il 29 aprile, a luglio la perizia




LUCERA– Dalle ore 9 di giovedì 31 marzo, presso la Sezione Penale del Tribunale di Lucera, a tenere banco è stata la seconda udienza nel procedimento sulla presunta discarica di rifiuti pericolosi, in località ‘Giardinetto’, nell’agro di Troia. Fari puntati sull’ingegner Salvatore Masi, docente di Ingegneria Sanitaria e Ambientale all’Università della Basilicata, nominato perito dal collegio giudicante, presieduto dal dottor Giancarlo Pecoriello, affiancato da Stefano Celentano e Monica Sgarro. Masi ha prestato giuramento questa mattina, la sua investitura si era registrata nel corso della prima udienza dibattimentale, andata in scena il 10 febbraio scorso. A lui spetterà il compito di ispezionare i luoghi, nel corso di una verifica sul campo prevista di qui ad un mese, il 29 aprile. Dopodiché, entro il 10 luglio, dovrà intervenire il deposito del documento periziale, in altri termini della relazione tecnica e solo dopo, il 22 settembre, sarà possibile fare rientro in aula. A comparirvi, stamane, il Pubblico Ministero della Procura lucerina, Pasquale De Luca, da un lato e i tre imputati: Giuseppe De Munari, ex dirigente della IAO srl, la ditta proprietaria del sito in cui sarebbe avvenuto lo stoccaggio del materiale, l’attuale amministratore unico di IAO, Vincenzo Piccirillo e Vito Balice un consulente dell’azienda. Diverse le costituzioni di parte civile che avevano fatto seguito alla prima udienza. Basti pensare a quelle dei Comuni di Troia, Castelluccio dei Sauri; oltre alla Legambiente Foggia, al Centro Studi Naturalistici, all’Associazione dei Consumatori Udico, all’Associazione Salute e Territorio di Troia; all’Associazione Codici Onlus. Al loro fianco diciassette tra i centoquaranta residenti a Giardinetto di Troia. A dibattimento d’aula concluso l’Associazione Salute e Territorio di Troia ha confermato che si adopererà per la realizzazione di uno studio epidemiologico nelle realtà comunali interessate dalla vicenda. La nuova fase giudiziaria, invece, ha conosciuto inizio sedici mesi fa, nel novembre 2009 con l’attività di indagine condotta dalla Procura di Lucera e dalla Guardia di Finanza di Foggia. Nei settanta ettari dell’area in oggetto sarebbero state scoperte 250 mila tonnellate di scarti da industria che sarebbero da ritenersi pericolosi. Di qui il procedimento che è in corso. (Costantino Montuori)

FONTE: newsetvlucera.it


venerdì 15 aprile 2011

"Mettete dei preservativi sulle vostre ciminiere".


"Mettete dei fiori nei vostri cannoni" cantavano i pacifisti negli anni sessanta.
Oggi, esiste davvero qualcuno che possa definirsi ambientalista nel terzo millennio (nel senso che, col riscaldamento globale, non possiamo non esserlo tutti)?
Gli ambientalisti di professione come Gian Maria Gasperi (ex presidente della Legambiente in Puglia) poi finiscono per relativizzare il significato di pratiche sbagliate e inutili come l'incenerimento dei rifiuti.
Se ci fosse, l'ambientalista del terzo millennio canterebbe; "mettete dei profilattici sui vostri inceneritori ..."

mercoledì 13 aprile 2011

Pro Ambiente di Modugno ricorre al TAR contro il ministero dell'ambiente per la turbogas

Il giorno 11 marzo il Comitato Cittadino Pro Ambiente ha depositato il ricorso contro il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, nella persona del Ministro e nei confronti della Società Sorgenia Puglia Spa. in qualità di parte contro-interessata.

Il ricorso è stato presento al TAR Lazio per l’annullamento del Decreto del Ministero dell’Ambiente prot. N. DVA /DEC 2010 /0000995 il cui avviso è stato pubblicato sulla G.U. serie Generale n. 13 del 18 .01.2011 con il quale si è provveduto al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Società Sorgenia Puglia. L’A.I.A veniva rilasciata per garantire l’esercizio della centrale termoelettrica turbogas da 800 Mw, nonché la conferma di ogni altro atto aggiuntivo tra cui;
il Parere Istruttorio Conclusivo comprensivo del Piano di monitoraggio e controllo delle emissioni, il resoconto ed i verbali della Conferenza dei Servizi tenutasi a Roma il giorno 21 ottobre 2010 in cui il Ministero dello Sviluppo Economico e la Provincia di Bari esprimevano parere FAVOREVOLE mentre il Comune, direttamente interessato, esprimeva parere CONTRARIO motivato.
A detta Conferenza aveva partecipato una delegazione del Comitato a spese proprie, in rappresentanza del Comune di Modugno, legittimato da una delibera del Consiglio Comunale.

Il ricorso affidato al proprio legale, avv. Attilio Converso, consta di 18 pagine ed è supportato da un’ampia quanto dettagliata documentazione che, secondo lo scrivente Comitato, dimostrerebbe come tale decreto sia da considerarsi pretestuoso, infondato, illegittimo, nullo. La nullità è la patologia più grave che può colpire un negozio giuridico viziato dalla mancanza di volontà della parte principale; potremmo dire pertanto che l’atto giuridico è nato morto. La nullità è la conseguenza voluta dall'ordinamento in seguito ad un vizio particolarmente grave che colpisce un negozio giuridico; tale vizio può consistere nella mancanza di un elemento essenziale, nella illiceità del negozio, della causa o dei motivi o infine per mancanza dei requisiti relativi all'oggetto. Gli atti giuridici leciti e volontari costituiscono un'espressione di volontà di due o più soggetti circa la costituzione, l'estinzione o la modifica di una situazione giuridica meritevole di tutela secondo l'ordinamento giuridico. Ciò non è avvenuto.

Una battaglia iniziata oltre 4 anni fa e sospesa a seguito della necessità che tale impianto fosse assoggettato all’acquisizione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale richiesta dalla Regione.

L’impianto è comunque entrato in esercizio a Gennaio 2010, in spregio della vigente normativa, ed a tutt’oggi è sprovvisto di alcuni titoli abilitativi tra cui il certificato di agibilità della struttura secondo le normative in materia edilizia. Il Comune di Modugno, a tal proposito diffidò la Società e inoltrò ricorso giurisdizionale.
Eppure, nonostante le ripetute richieste avanzate dal Comune di Modugno in sede di ripetute riunioni tenutesi presso la sede dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a Roma, convocate per la predisposizione del Parere Istruttorio conclusivo e le cui disposizioni finali sono state quelle della riduzione delle emissioni in atmosfera e l’uso delle migliori tecnologie disponibili, non vi è stata alcuna attestazione da parte delle Autorità preposte della verifica di ottemperanza alla prescrizioni contenute nel Decreto 55/09/2004 del Ministero Attività Produttive, oggi Ministero Sviluppo Economico.

Il Comune di Modugno si è sempre opposto all’esercizio della Centrale
e la Cittadinanza non ha ricevuto alcuna informazione relativa ai rischi in caso di incidente rilevante come previsto dalle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Giova ricordare la violazione della Convenzione di Arhus del 1998 sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale secondo cui i cittadini devono avere accesso alle informazioni, essere ammessi a partecipare ai processi decisionali e avere accesso alla giustizia in materia ambientale; nel gioco degli inganni con subdola viltà mai fu apertamente permesso.

L’articolo 1 della Convenzione entrata in vigore dal 30 ottobre 2001 esprime la sua finalità:
contribuire a tutelare il diritto di ogni persona a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, per cui ciascuna Parte contraente la convenzione garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale.
Mentre l’articolo 2 comma 5 informa che il "pubblico interessato", è il pubblico che subisce o può subire gli effetti dei processi decisionali in materia ambientale o che ha un interesse da far valere al riguardo; ai fini della detta definizione si considerano titolari di tali interessi le organizzazioni non governative che promuovono la tutela dell'ambiente.
Non tedieremo affrontando le mefistofeliche mancanze degli Organi preposti e la beffardia della Sorgenia.
Si sappia che abbiamo una serpe in grembo, mai accolta, infida e noncurante della Legge e dei diritti dei cittadini.

11 marzo 2011

Lo stato della differenziata a Cerignola e nell'(ex) bacino FG4. Comunicato del Coordinamento No Rifiuti



La presentazione del progetto per le scuole elementari di Cerignola "L'isola che c'è" è stata per noi l'occasione per conoscere lo stato dell'arte della RD nei comuni serviti dalla ex municipalizzata SIA e utilizzatori della discarica Forcone-Cafiero.

A margine dell'incontro pubblico, rivolto specialmente ai presidi dei circoli di Cerignola, siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con un esperto del settore, Roberto De Giorgi di Taranto (ideatore dell'iniziativa didattico-educativa).
Il problema serio, in questo momento - ci dice - è il vuoto amministrativo: gli ATO locali sono stati definitivamente soppressi nel 2010 (ultima proroga al 31 marzo 2011) e non è stato ancora avviato il processo di costituzione degli Ato unici provinciali, di cui gli enti delle 6 province pugliesi insieme alla Regione sono responsabili.
Il secondo problema sono le municipalizzate (o ex tali) che vanno tolte: bisogna trasferire le a piccole cooperative, società private o miste (pubblico-private) il servizio di raccolta, ai comuni e alla provincia deve restare la gestione delle strutture: discariche, centri di selezione e compostaggio, isole ecologiche che non ci sono ... o meglio, come a Cerignola, che c'erano (Liceo d'Arte) ma poi sono state smantellate (e tutte le attrezzature buttate).
Infine - continua De Giorgi -, in base al Decreto "Centri di Raccolta" del 2006, Cerignola avrebbe diritto ad un finanziamento di 115.000 euro, se solo volesse, un finanziamento che nessuno sembra aver mai chiesto però ("basta dirlo all'ufficio tecnico e predisporre un progettino", chiosa il buon De Giorgi).

Ma la situazione attuale è, invece, la seguente. Il Comune di Cerignola ha da tempo riservati dei fondi regionali per costruire una nuova isola ecologica. Essa doveva essere costruita in via Torino (ottimo posto, poiché centrale), ma poi qualcuno ha deciso per la lottizzazione di quella zona (ufficialmente la vendita dei terreni dovrà servirà a pagare i TFR dei netturbini). Quando e dove si farà l'isola ecologica (che non c'è) ..., questo non è dato saperlo!

Ritorniamo al progetto/concorso a tema ispirato alla figura di Peter Pan.
Per il progetto, che consiste in un concorso a punti tra le scuole (vince chi conferisce di più), verrà allestita una mini-isola ecologica provvisoria fino a settembre, data di conclusione del concorso. Quest'isola sarà aperta solo ai bambini delle scuole nel pomeriggio (dalle 16,30 alle 20) e sarà collocata alle Fornaci, vicino alle elementari. Servirà solo per depositare carta e plastica per lo più. Si tratta di buon inizio, ma pur sempre di un inizio.

L'intervento di Stefano Palladino: "Abbiamo avviato a febbraio la raccolta dei cartoni e dell'"umido" fra gli esercenti dei 9 comuni del vecchio bacino ATO-FG4 e serviti ancora da SIA; in due mesi siamo passati dall'8% al 15% di RD (questi dati non sono verificabili sul sito della Regione, che dal 2011 non è più aggiornato). Abbiamo intenzione di arrivare al 30% entro il 2011 e di far partire la raccolta porta a porta nel 2012. Inoltre, stiamo stilando un documento di budget insieme a Vasciaveo (direttore del consorzio SIA-FG4) per realizzare tutti questi interventi. Infine, bisogna rivedere i contratti con SIA per migliorare le "performance" e ridurre i conferimenti in discarica per risparmiare".

Il deposito della vecchia municipalizzata - attualmente in liquindazione - ASIA, in via Torino, era stato scelto come zona ideale per ospitare la grande isola ecologica per la città di Cerignola (preferita alla zona industriale). Poi, però, la volontà di parte della maggioranza di "lottizzare", approvando variante al piano regolatore, per edificare i suoli; ma i vecchi creditori di ASIA potrebbero avanzare pretese di pignoramento. La situazione è ancora incerta dunque. Se ne parlerà al prossimo consiglio comunale.

Forse è finito del tutto il tempo in cui gli amministratori progettano il nostro vivere quotidiano collettivo, senza coinvolgere i cittadini nelle deliberazioni importanti, cittadini che potrebbero essere anche utili portando proposte positive. L'assessore all'ambiente di Capannori, Alessio Ciacci, è stato ospitato dal nostro coordinamento per due giorni tra Cerignola e San Ferdinando (qui ha incontrato anche le scuole). Il coordinamento "No Rifiuti" del Basso Tavoliere chiede ormai da più di sei mesi un incontro aperto con Vasciaveo e tutti i sindaci dei comuni che conferiscono attualmente nella "nostra" discarica, benamata e ancora sotto sequestro.

Prossimamente protocolleremo ai Comuni un documento di proposte, chiederemo che sia predisposto un piano partecipato per la gestione dei "rifiuti" (noi li vogliamo chiamare materiali!), e non solo un budget, chiederemo ancora una volta un incontro e l'istituzione di un "forum" permanente: una specie di osservatorio, dove tutti possano prendere parola, dove cittadini, associazioni di categorie, scuole, società civile, ecc. possano confrontarsi serenamente in un clima collaborativo come nella due giorni di convegno organizzata a Cerignola a novembre. I rifiuti devono diventare la nostra risorsa, per gestire spazi pubblici e di socialità, per aggiustare le scuole ed investire nel futuro.

Inceneritori. O Briganti o emigranti (Video Manifestazione)

martedì 12 aprile 2011

Foggia città. Prove tecniche d'incenerimento dei rifiuti.

Come la crisi rifiuti si evolve in "emergenza" grazie ai bidoni in fiamme e al panico.

Nella notte del 12 aprile si è verificato a Foggia l'ennesimo episodio di combustione di cassonetti dei rifiuti (questa volta ben 16). Chi ha parlato di "inceneritori momentanei" ha fatto bene, perché questi sono solo i preliminari dell'accensione dell'inceneritore di Borgo Tressanti che sarà ultimato entro l'estate, se non lo fermeremo prima.

Ogni tipo di combustione genera (sempre) diossine e furani, altre sostanze (come benzoapirene, arsenico, mercurio, ecc.), ma quelle alle alte temperature di inceneritori e centrali - specialmente quelle progettate negli ultimi 10 anni -, producono nanoparticelle, dei "killer invisibili" (dato che esistono a malapena apparecchiature in grado di misurarle) e dalla tossicità elevata, che possono penetrare fin nei tessuti delle cellule.

L'unica risposta possibile al problema dei rifiuti è la raccolta differenziata! Gli inceneritori moltiplicano le discariche autorizzate e abusive e favoriscono chi guadagna coi traffici illeciti dei rifiuti.

Per questo, è necessario che dalle stesse periferie di Foggia parta una ferma e vibrante richiesta: Strategia Rifiuti Zero, raccolta differenziata spinta col sistema porta a porta, ritiro domiciliare della frazione organica ("umido"), posti di lavoro da impiegare nei centri di selezione e per un ciclo trasparente di gestione dei rifiuti, dalla loro diminuzione sino alla fase conclusiva dello smaltimento.

lunedì 11 aprile 2011

Ci state uccidendo

Quanti occupati sono previsti per l'inceneritore della E.T.A.?


La risposta sta nelle carte del Contratto d'Area e nei documenti ufficiali allegati allo studio d'impatto ambientale. Per l'inceneritore ETA-Marcegaglia a Manfredonia si parla di massimo 32 unità lavorative (indotto incluso), posti di lavoro a basso costo e a minime garanzie di stabilità. Essendo il processo automatizzato sia in entrata sia in uscita delle combustibile derivato dai rifiuti (ecoballe), gli unici altri posti saranno quelli dei camionisti. Le mansioni sono di pura manovalanza per lo più (nastro trasportatore), e non ci sarà lavoro per giovai laureati del Mezzogiorno. I tecnici verranno invece da fuori, dalle aziende di famiglia del gruppo Marcegaglia.

Speriamo che l'ingegnere del gruppo Marcegaglia ha delle figlie bone ...

domenica 10 aprile 2011

Consiglio Comunale sul progetto di discarica di Poggio Giardino

INVITIAMO TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO CHE SI TERRA' MARTEDI 12 APRILE A PARTIRE DALLE ORE 19 PRESSO LA PALESTRA COMUNALE DI POGGIO IMPERIALE, ARGOMENTO DISCARICA RIFIUTI SPECIALI ... PARTECIPATE NUMEROSI.

Conclusa la manifestazione contro l'inceneritore Marcegaglia a Manfredonia






Si è conclusa senza intoppi la manifestazione contro l'inceneritore Marcegaglia, attualmente in costruzione in territorio di Manfredonia alla località Paglia (Borgo Fonterosa).

I partecipanti, provenienti da tutta la Puglia, hanno sfilato con partenza da Piazza Marconi con conclusione alle ore 20 in Piazza Duomo. Da segnalare la presenza, oltre ai comitati civici,- che in provincia si battono contro la costruzione di questi impianti come San Severo e Apricena - , dei migranti di Borgo Tressanti e Mezzanone, degli studenti della Rete della Conoscenza, di numerose associazioni di volontariato da tutta la provincia di Foggia. Presenti anche numerosi produttori biologici della zona.

Il comitato spontaneo ha ricordato che lo scopo della manifestazione è quello di richiedere al sindaco di Manfredonia, la massima autorità sanitaria nel terrirorio su cui ricadono le opere, di bloccarne i lavori di costruzione e la messa in funzione utilizzando strumenti di autotela amministrativa, e cioè, revocandone l'autorizzazione sanitaria concessa dal suo predecessore. Le responsabilità di Paolo Campo ricadrebbero dunque anche e soprattutto sull'attuale primo cittadino Angelo Riccardi. Si tratta, a questo punto, di un atto di dovere per salvaguardare salute e territorio e popolazione, da preferire a facili profitti portatori solo di morte.

Durante la manifestazione è stata lanciata anche l'idea di fare della data del 9 aprile la giornata nazionale in memoria dei martiri dei petrolchimici e dell'inquinamento delle centrali. La data è l'anniversario della morte di Nicola Lovecchio, l'operaio dell'Enichem che insieme ai medici di Medicina Democratica fece partire con un esposto alla procura di Foggia il processo alla dirigenza dell'ENI, e che si è concluso un mese fa con l'assoluzione in appello di tutti gli imputati.

Alcuni slogan della manifestazione:

"I rifiuti non bruciare, è molto meglio differenziare".

"Quale sviluppo e occupazione, l'inceneritore è morte e distruzione"

"O Ma- Ma- Manfredonia, o Ma- Ma- Manfredonia,
sai che c'è, qui vicino a te,
c'è un inceneritore, c'è un inceneritore,
l'ENICHEM non ti è bastato già ...".

"Con l'inceneritore ti becchi un bel tumore, con la differenziata salute assicurata".

sabato 9 aprile 2011

C'era una volta il Granaio d'Italia



Report del convegno "Coltiviamo biodiversità" al lago Salso.


Alla conferenza "Coltiviamo Biodiversità" svoltasi ieri presso l'Oasi Lago Salso erano presenti, tra le varie personlità, l'assessore all'assetto del territorio della regione puglia Angela Barbanente, l'assessore all'Ambiente provinciale Stefano Pecorella. Da segnalare anche la presenza di Pietro Salcuni che, oltre a presiedere l'oasi protetta del WWF (che non è stata convocata alle conferenze di servizi sull'inceneritore), della Coldiretti (in quanto tale, ha espresso due mesi fa durante un'intervista una posizione contraria a questo tipo d'impianti) e del Consorzio di Bonifica di Capitanata (che ha dato, invece, parere favorevole all'impianto).

Siamo riusciti a porre personalmente all'attenzione di Barbanente e Pecorella uno studio della LIPU, già pubblicato su una rivista internazionale, che certifica insediamenti di diverse specie di uccelli a ridosso dell'inceneritore (Borgo Fonterosa/località Paglia), alcune delle quali sotto protezione speciale, come il falco naumanni o "falco grillaio".
Durante la discussione finale, siamo intervenuti dal podio espondendo alla sala il male che da lì a una decina di km si sta compiendo e informato della nostra manifestazione del 9 aprile a Manfredonia. Alla fine, l'intervento, pur non previsto, ha suscitato l'apprezzamento di tutti i presenti.

Scheda di presentazione del convegno.

lunedì 4 aprile 2011

Giovedì al LUC per i preparativi della manifestazione


Giovedì serà alle ore 20 presso la sede del LUC (ex mercato ittico) di Manfredonia
si riunirà il comitato organizzatore della manifestazione del 9 aprile. Diverse ancora le tessere da mettere insieme per comporre il puzzle della grande partita contro l'inquinamento e lo scempio ambientale, che si svolgerà sabato prossimo. Ma, soprattutto, bisogna sistemare i temibilissimi "ultimi dettagli" dei preparativi.