domenica 18 dicembre 2011

L'interrogazione di Sonia Alfano sui CIP6 e la risposta della commissione UE

La Commissione UE sta valutando se i CIP6 agli inceneritori autorizzati entro il 2009 come quello di Manfredonia sono aiuti di Stato.
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"1. Considerando che oggi in Italia esistono impianti che ricevono incentivi per bruciare indifferentemente i rifiuti organici e non, secondo il principio per cui più bruciano più guadagnano, a tutto discapito di una gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, ritiene la Commissione di dover aprire un’indagine riguardo al regime attualmente vigente in Italia per gli incentivi alla produzione di energia derivante dall’incenerimento di rifiuti, alla luce della situazione sopra descritta e dell’esistenza di decine di impianti che ricevono contributi in palese violazione della normativa europea?

2. Sono conformi alla normativa europea le ordinanze governative n. 3656 del 06/02/2008 e 3657 del 20/02/2008, sulle quali la Commissione aveva espresso giudizio sospeso con risposta all’interrogazione P-1826/2008?
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E' il caso dell'inceneritore ETA-Gruppo Marcegaglia di Borgo Tressanti, in territorio di Manfredonia? Pare di no!, dato che questo è stato autorizzato con VIA del Servizio Ecologia della Regione Puglia nel marzo del 2009. Infatti, l’articolo 9 della legge n. 210/2008 (Finanziaria del 2009) modifica la legge n. 244/2007 (Finanziaria del 2008) ponendo un’ulteriore deroga per l’incentivo alla produzione di energia derivante dall’incenerimento della frazione organica e inorganica dei rifiuti per gli impianti costruiti entro la fine del 2008.

Ebbene, la risposta all'interrogazione parlamentare di Sonia Alfano (qui il collegamento originale: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2011-006489+0+DOC+XML+V0//EN&language=EN) è arrivata il 28 settembre 2011; la prima questione riguarda gli impianti già attivi, la seconda quelli nuovi autorizzati nel 2008 e nel 2009:

Interrogazioni parlamentari
28 settembre 2011
E-006489/2011
Risposta data da Günther Oettinger a nome della Commissione

Negli ultimi anni la Commissione ha archiviato una serie di casi d’infrazione riguardanti possibili conflitti tra la legislazione italiana che offre incentivi agli impianti di incenerimento di rifiuti non biodegradabili e le finalità della direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità(1). Questi casi sono stati archiviati perché le autorità italiane hanno chiarito che, a norma dell’articolo 17 del decreto legislativo italiano n. 387, i rifiuti non biodegradabili sono semplicemente ammessi a beneficiare del regime di sostegno riservato alle fonti energetiche rinnovabili, senza essere considerati fonte rinnovabile. Questa estensione non costituisce una violazione della direttiva 2001/77/CE. La Commissione sta attualmente monitorando il recepimento della direttiva 2009/28/CE sull’energia da fonti rinnovabili(2), e non mancherà di intervenire se necessario.

Quanto al sostegno concesso dall’Italia sotto forma di prezzi dell’energia elettrica sovvenzionati per l’energia prodotta da inceneritori di rifiuti in base alle ordinanze governative n. 3656/2008 e n. 3657/2008, tutti i progetti di aiuti di Stato dovrebbero essere notificati alla Commissione a norma dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFEU. Poiché l’Italia non ha notificato le misure menzionate dall’onorevole parlamentare, la Commissione sta esaminando le informazioni in suo possesso alla luce delle norme in materia di aiuti di Stato.

(1) GU L 283 del 27.10.2001.
(2) GU L 140 del 5.6.2009.



http://www.soniaalfano.it/parlamento/2011/08/21/cip6-e-incentivi-allincenerimento-dei-rifiuti-in-italia-2-2/

Aggiornamento gennaio 2012: nuova interrogazione depositata!

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