venerdì 16 dicembre 2011

Il no della Regione Puglia all'inceneritore Marcegaglia a Modugno

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=15.htm&anno=xlii&num=194
DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 21 novembre 2011, n. 272


L.R. N. 11/2001 e ss.mm.ii. - Procedimento integrativo alla Valutazione Impatto Ambientale - Impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi - Zona Industriale - Comune di Modugno (Ba) - Proponente: Ecoenergia S.r.l.



L’anno 2011 addì 21 del mese di Novembre in Modugno (Ba), presso il Servizio Ecologia,
IL DIRIGENTE DEL
SERVIZIO ECOLOGIA

Ing. Antonello Antonicelli, sulla scorta dell’istruttoria amministrativo-istituzionale espletata dall’Ufficio Programmazione V.I.A. e Politiche Energetiche, confermata dal Dirigente ad interim dell’ Ufficio VIA/VAS ing. Caterina Dibitonto, e dell’istruttoria tecnica svolta dal Comitato Reg.le per la V.I.A. (ex R.R. N. 10/2011, art.1, art. 4, comma 6 e art. 11, comma 4), ha adottato il seguente provvedimento:

PREMESSO CHE:
• In data 14.02.2002 la società EcoEnergia richiedeva al Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari (di seguito Consorzio) l’assegnazione di un area nell’agglomerato industriale di Bari-Modugno per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica alimentata a combustibile da rifiuti (di seguito cdr) e biomasse da 10 MW.
Con deliberazione n. 147/02 del 04.04.2002 il Consorzio si impegnava ad assegnare, a condizione che fossero positivamente definite le procedure di acquisizione di alcuni terreni, una superficie di suolo e
modo sulla collocazione delle stesse.
La stessa Regione Puglia, come già evidenziato nel precedente parere da ARPA Puglia, con l’adozione del proprio Piano regionale di Qualità dell’Aria, ha previsto la ricollocazione di questa cabina (insieme alle altre che non rispondono ai requisiti di legge) in un nuovo sito.

MISURE DI COMPENSAZIONE
E CONSIDERAZIONI FINALI
Come già evidenziato da ARPA Puglia nel precedente parere, la proposta progettuale avanzata non prevede misure dì compensazione delle emissioni inquinanti generate. Questa carenza appare particolarmente grave, poiché l’opera proposta si inserisce in un contesto ambientale già degradato, peraltro prossimo all’area urbana di Modugno. Poiché il funzionamento dell’impianto proposto produrrebbe un indubbio incremento delle emissioni inquinanti in atmosfera (come detto, non bilanciate da alcun intervento compensativo) e, quindi, un peggioramento della qualità dell’aria, la scrivente Agenzia ritiene che ciò si configurerebbe come una situazione di mancato rispetto tanto della normativa nazionale, quanto del documento di riferimento regionale in materia di qualità dell’aria, ovvero il Piano Regionale dì Qualità dell’Aria, nel quale la zona di Modugno è classificata quale meritevole di azioni di risanamento volte, in pa
sovraordinato “Piano di Area di Sviluppo Industriale” rispetto alla pianificazione comunale.

3.4.1 PUTT/P
“Territori costruiti”
Il punto 5 dell’articolo 1.03 delle NTA, definisce i “territori costruiti” ovvero quei contesti territoriali (prevalentemente urbani) in cui non trovano applicazione gli indirizzi di tutela di cui al titolo II, le direttive di tutela e le prescrizioni di base di cui al titolo III.
Nei territori costruiti sono incluse:
- le zone omogenee “A” e “B” dei piani urbanistici generali,
- le aree tipizzate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone omogenee “C” oppure come aree turistiche, artigianali, industriali se alla data del 6 giugno 1990 erano incluse in strumento urbanistico esecutivo regolarmente presentato ed inoltre le aree incluse, anche se in percentuale in Programmi Pluriennali di Attuazione (PPA) approvati alla stessa data
- Proprio al punto 6 dell’articolo 1.03 delle NTA si precisa infatti che “le norme contenute nel piano non trovano applicazione all’interno dei territori disciplinati dai Piani delle Aree di Sviluppo Industriale”.
In particolare occorre evidenziare che la “Lama Misciano” è un affluente della “Lama Balice” (classificata come “acqua pubblica” ai sensi del Regio Decreto 1775 del 1933) e non risulta inclusa negli elenchi di cui all’art. 3.06.2 delle NTA del PUTT/P relativo alle “Individuazioni” delle “Emergenze” inerenti le Componenti Geo-morfo-idrologiche (Capo II) e come tale risulta non soggetta alle norme di tutela di cui al successivo art. 3.07.
In ogni caso ed alla luce delle su esposte considerazioni la “Lama Misciano” potrebbe costituire, in quanto emergenza idrologica, un ATD (Ambito Territoriale Distinto) del PUTT/P; come tale, rientrando in un ambito oggetto di Piano ASI quindi in un territorio costruito, insistere in un contesto in cui non trovano applicazione gli indirizzi di tutela di cui al titolo II, le direttive di tutela e le prescrizioni di base di cui al titolo III.
Si ribadisce infine che nei “territori costruiti” non esplicano efficacia ai fini paesaggistici (indirizzi, direttive e prescrizioni di base) i vincoli ed i beni, ferma restando la necessità dei dovuti nulla osta nel caso di vincoli imposti da leggi dello Stato: il vincolo diretto ex lege 1497/39; i vincoli ex lege 431/85 (salvo esclusioni previste); i vincoli idrogeologici; i vincoli naturalistici (aree protette ex LR 19/97, SIC e ZPS).
Occorre aggiungere che l’intervento proposto ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico con DM 1/8/85 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle lame ad Ovest ed a Sud-Est di Bari”

3.4.2 PAI
Il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) è uno stralcio del Piano di Bacino previsto dalla legge 183/89 ed è finalizzato al miglioramento delle condizioni di assetto del regime idraulico e della stabilità geomorfologia: per quanto attiene al sito oggetto dell’intervento, mancando specificazioni areali nelle tavole tematiche del PAI (Figura 3.5a), valgono i contenuti di cui all’art. 6 che si riferiscono all’alveo fluviale in modellamento attivo e aree golenali.
Ai sensi dell’art. 36 delle richiamate norme, si intende per “alveo in modellamento attivo: porzioni dell’alveo interessato dal deflusso concentrato delle acque ancorché non continuativo, legato a fenomeni di piena, ancorché stagionale”; e per “area golenale: una porzione di territorio contermine all’alveo in modellamento attivo, interessata dal deflusso concentrato delle acque, ancorché non continuativo, per fenomeni di piena con frequenza pluriennale. Il limite è determinabile in quanto coincidente con il piede esterno dell’argine maestro o con il ciglio del versante”.
Nel caso in esame, stante la mancata cartografazione nel PAI dell’area in oggetto si deve tenere presente il corso e l’alveo della “Lama Misciano”.
Usualmente l’Autorità di Bacino ha utilizzato per la definizione di tali aree la cartografia IGM in scala 1:25.000 del 1950, ove sono riportati con apposita simbologia (aste di colore azzurro) i corsi d’acqua, ancorché stagionali presenti sul territorio. Come si evince dalla Figura 3.5b dello SIA, l’asta del corso relativo alla Lama Misciano inizia all’altezza del vecchio tratturo, per cui calcolando, come impone la disciplina del PAI, la fascia di rispetto di 75 m per lato, l’area oggetto di intervento risulta del tutto estranea.
Considerato che risulta di tutta evidenza la non pericolosità idraulica del contesto (un piccolo bacino di raccolta delle sole acque meteoriche), si ribadisce che le modifiche introdotte sono da considerarsi migliorative delle condizioni di assetto rispetto alle problematiche della pericolosità idraulica.
A conferma di ciò si evidenzia che con nota del 4/11/09 l’Autorità di Bacino della Puglia esprimeva parere favorevole con condizioni all’impianto proposto.

4. AGGIORNAMENTO DEL QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE DELLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE
In questa parte dello studio è stato molto approfondito e rivisto il capitolo relativo alla qualità dell’aria e quindi dei dati metereologici, di ventosità che costituiscono i dati di input degli inquinanti da inserire nei modelli di diffusione per caratterizzare il livello di inquinamento indotto dall’attività sia della centrale a CDR che dalla centrale a turbogas di proprietà SORGENIA.
E’ stato anche parzialmente rivisto il quadro ambientale relativo al rumore eseguendo anche nuovi rilievi fonometrici.
Tale aggiornamento dei dati meteo si riferisce all’anno 2007.

4.1 METEOROLOGIA E QUALITÀ DELL’ARIA
4.1.1 Meteorologia
Per quanto riguarda la direzione dei venti non si rileva una direzione netta prevalente di provenienza del vento: si hanno venti provenienti da Nord con intensità maggiore e venti provenienti dai quadranti Ovest e Sud-Ovest, con velocità minori, inoltre si ha una minima parte di frequenza del vento con direzione da Nord- Est.
Per quanto riguarda le classi di stabilità le condizioni meteorologiche dell’area analizzata sono caratterizzate dalla preponderanza della classe D (45,4%) che determina situazioni principalmente di neutralità, seguite da condizioni di stabilità, classe F+G (18,9%). Le velocità del vento prevalenti risultano per il 40,1% comprese tra 1 e 3 m/s e per circa il 35% tra 3 e 5 m/s: la zona si presenta quindi come caratterizzata da venti sostanzialmente deboli, con calme minori di 1%.

4.1.2 STATO ATTUALE DI QUALITÀ DELL’ARIA
Come è noto il D.M. 60 del 2 Aprile 2002 che ha recepito rispettivamente la Direttiva 1999/30/CE che stabilisce i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato, il piombo oltre al benzene ed al monossido di carbonio.
Il citato DM fornisce anche i criteri per l’ubicazione ottimale dei punti di campionamento in siti fissi oltre ad altri parametri quali la raccolta minima dei dati ed il dato di incertezza della misura effettuata.
Il D. Lgs 183 del 21/05/2004 ha recepito la Direttiva 2002/3/CE relativa all’ozono nell’aria; con tale Decreto vengono abrogate tutte le precedenti disposizioni concernenti l’ozono e vengono fissati i nuovi limiti.

Caratterizzazione della Qualità dell’Aria
La caratterizzazione della qualità dell’area del contesto di studio è stata effettuata analizzando i dati registrati nel triennio 2006-2007-2008 dalle centraline appartenenti alla Rete di Monitoraggio della Qualità dell’Aria (RRQA) della Regione Puglia gestite da ARPA Puglia e dalla Rete delle centraline facenti capo alla Sorgenia per gli anni 2007-2008, con riferimento ai risultati riportati nelle relazioni mensili sulla qualità dell’aria redatte da ARPA Puglia relativamente allo stesso triennio.
Nello specifico sono state considerate le stazioni ubicate nelle vicinanze della Centrale in progetto.
Nella tabella che segue si riportano, solo per il parametro PM10 e per ciascuna stazione di monitoraggio, i dati relativi al triennio citato. Oltre ai dati sul PM10 nello studio sono anche inseriti quelli analitici degli altri inquinanti che tuttavia sono stati in questa relazione omessi in quanto rientrano quasi sempre, ad eccezione dell’O3, nei limiti previsti dalla norma.
Tra le centraline RRQA è stata presa in considerazione anche la stazione di Bari - Caldarola, ubicata in una zona urbana oltre alle centraline CIAPI ed ENAIP ubicate nella zona industriale. In particolare la Centralina ENAIP risulta localizzata presso l’Assessorato all’Ecologia subito adiacente alla cancellata dello stabile ENAIP. Nella tabella viene anche indicata l’efficienza intesa come raccolta minima dei dati che nella fattispecie deve essere per le PM10 almeno pari al 90% come previsto dal D.Lgs 60/02.
Esaminando gli indicatori statistici riportati nella Tabella precedente si nota che l’efficienza, che altro non è il rendimento strumentale delle due centraline, è stata quasi sempre inferiore a quello richiesta dal D.M. 60/2002 ossia il 90%, fatta eccezione per la centralina Caldarola nel 2007 e nel 2008.
Inoltre emerge che, nel periodo considerato, il limite dei 35 superamenti della media giornaliera di 50 ?g/m3 per la stazione di Bitonto - EN 01 per entrambi gli anni e per quella di Modugno per l’anno 2008 risulta rispettato.
Il limite della media annuale per la protezione della salute umana, pari a 40 ?g/m3, non risulta rispettato per la stazione di Bitonto, mentre lo è stato per quella di Modugno per tutto il periodo considerato.
Passando alle simulazioni effettuate mediante sistema modellistico Calpuff relative alle ricadute degli inquinanti emessi dal camino dell’impianto, lo studio conclude che l’esercizio delle due centrali è assolutamente compatibile con lo stato esistente di qualità dell’aria ed in particolare:
- i contributi riferibili alla centrale a CDR e Biomasse di Modugno sono molto contenuti e pari al massimo a 0,73 ?g/m3 per gli ossidi di azoto;
- per le PM10 tale contributo è pari a 0,06 ?g/m3;
- nel centro abitato di Modugno tali valori sono ancora più ridotti, pari a 0,1 ?g/m3 per gli ossidi di azoto e a 0,01 ?g/m3 per le polveri (PM10).
- Infine presso l’ospedale San Paolo, localizzato a circa 4 km dal sito le concentrazioni indotte dal funzionamento della centrale di Modugno sono pari a 0,1 ?g/m3 per gli ossidi di azoto e a 0,01 ?g/m3 per le polveri (PM10).

4.1.3 RUMORE
Il presente paragrafo ha l’obiettivo di integrare ed aggiornare la caratterizzazione della componente rumore effettuata nello Studio di Impatto Ambientale presentato in precedenza da Ecoenergia per l’impianto di Modugno.
L’area di studio appartiene ai territori comunali di Modugno, Bari e Bitonto. Ad oggi nessuno dei Comuni interessati ha provveduto a dotare il proprio territorio di un piano di zonizzazione acustica ai sensi della Legge 447/95.
Pertanto, nell’area di influenza dell’impianto valgono i limiti di immissione previsti dal DPCM del 1/03/1991.
Con riferimento alla classificazione acustica del territorio ipotizzata, si osserva che i valori medi diurni e notturni registrati presso le quattro postazioni microfoniche rispettano tutti il limite di 60 dB(A) e di 50 dB(A) rispettivamente per il periodo diurno e notturno valido per le Classi III, “Aree di tipo misto” (soltanto il valore medio notturno registrato in P1 supera il valore di 0,5 dB(A), limite di classe III).
Per quanto sopra detto è possibile concludere che i livelli sonori monitorati durante la campagna di misura effettuata nel maggio 2009 risultano ampiamente inferiori ai limiti validi per tutto il territorio nazionale previsti dal DPCM 1/03/1991.

5. PARERI DELL’ARPA DEL 26/10/2009 E DEL 23/2/2010
L’ARPA ha condotto diverse campagne di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area industriale di Bari-Modugno e nella città di Bari, concludendo, per quanto riguarda il parametro PM10, per la non sostenibilità della realizzazione dell’impianto.
Nelle note citate sono state prese in considerazione le seguenti centraline che fanno parte della Rete Regionale della Qualità dell’Aria ossia la RRQA:
a. Bari-CIAPI
b. Modugno-ENAIP
c. Bari- San Nicola

Sono anche state considerate le seguenti che costituiscono la rete Sorgenia:
d. EN 01 (AQP Bitonto)
e. EN 02 (c/o Ass.Ecologia)
f. EN03 (Modugno)
g. EN 04 San Paolo
h. EN 05 Palo del Colle

Nella tabella che segue viene sintetizzata la situazione analitica globale relativa all’intero anno 2009 in riferimento alle polveri PM10 per le centraline citate.
Il DM 60/02 pone i seguenti limiti:
a. Valori limite di 24 ore per la protezione della salute umana= 50µg/Nmc da non superare più di 35 volte per anno civile
b. Valore limite annuale per la protezione della salute umana=40µg/Nmc

Si pongono all’attenzione le seguenti osservazioni:
- l’unica centralina che supera il limite dei superamenti annuali (115 rispetto ai 35 della norma) e della media annua è l’EN02 situata all’interno dell’assessorato all’ecologia;
- tutte le altre centraline forniscono dati nei limiti previsti dalla normativa (D. Lgs 60/02) ivi compresa la centralina ENAIP, che pur essendo collocata a circa 100-150 m da EN02 fornisce i valori più bassi del parametro polveri sia come media annuale (23µg/Nmc) che come numero di superamenti annuali(4);
- l’unico superamento della media annuale di 40µg/Nmc si ha nella centralina EN02;
- tutte le altre centraline della zona industriale di Bari ossia EN04 San Paolo, EN01Bitonto, EN05 Palo del Colle e Bari CIAPI, hanno un numero di superamenti rispettivamente pari 12, 24, 18, 16 quindi a livello ampiamente rispettoso dei limiti massimi previsti dalla norma (35 superamenti). Alla luce dei risultati della precedente tabella appare inconfutabile che la stazione EN02 risulta out of rule per motivi tecnici dovuti probabilmente a mancata taratura della stessa;
- al riguardo l’ARPA ha effettuato una campagna analitica su tutti i parametri, ivi compresi le PM10 e PM2.5, con laboratorio mobile posizionato all’interno della sede ENAIP, quasi a metà strada tra la postazione delle centraline EN02 ed ENAIP. La campagna analitica si è svolta dal 5 Agosto al 20 Settembre 2010. Sono stati in ogni caso, nel citato periodo, registrati dati di PM10 costantemente inferiori a quelli misurati dalla stazione EN02. I dati di PM2.5 sono risultati sempre inferiori ai limiti della normativa di riferimento. Tali dati sono stati confermati con il campionamento ad alto volume e successiva analisi gravimetrica. Conclude l’ARPA che il monitor di PM10 della cabina EN02 fornisce dati non accurati ed affetti da una sovrastima, verosimilmente a causa di una anomalia strumentale con conseguente revisione e annullamento (stralcio) dei problemi posti dalla stessa ARPA nell’ambito del proprio parere in merito ai parametri PM10 e PM2.5.

Sotto diverso profilo l’ARPA Puglia, per quanto riguarda il ciclo delle acque, evidenzia sia il fatto che l’azienda non abbia fatto alcun riferimento al DM 185/2003 in tema di riutilizzo di acque reflue ivi comprese le acque di prima e seconda pioggia, sia la scelta del sistema di approvvigionamento di acqua di falda in caso di emergenza pari a circa 1l/s. Le valutazioni sulla qualità delle acque apportate nello studio si basano sulla conoscenza dei dati di pochi pozzi risultati attualmente in uso, mentre non è noto il reale numero dei pozzi esistenti e delle relative portate emunte nonché il reale stato della falda.
Infine, l’ARPA sottolinea la mancanza dello studio di impatto elettromagnetico richiesto.

6. Osservazioni del Pubblico interessato
Le principali osservazioni del pubblico interessato riguardano essenzialmente i seguenti argomenti:
a. titolo di proprietà dell’area
b. assenza del nulla Osta ENAC
c. efficienza energetica dell’impianto
d. mancata previsione del monitoraggio in continuo diossine ed il monitoraggio dovrà essere effettuato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 133/05
f. elevata tossicità delle ceneri
g. necessità di conseguire specifica AIA per l’esercizio dell’impianto
h. mancanza del nulla osta dell’Autorità di Bacino.
i. mancanza di correlazione tra la presenza della Centrale ed alcuni strumenti pianificatori generali quali il PEAR ed il PRQA oltre al Piano di gestione dei rifiuti della Regione Puglia e quello della Provincia di Bari.

Le citate osservazioni sono puntualmente riscontrate nella narrativa e nelle conclusioni del presente parere.
Quanto al problema del monitoraggio si fa rilevare che il comitato ritiene opportuno prescrivere l’adozione di tecniche di campionamento in continuo delle diossine da concordare con ARPA Puglia, secondo quanto prescritto dalla l.r. 44/08 per impianti analoghi, nonché il monitoraggio previsto dal D. Lgs. 133/05.

CONCLUSIONI
Si ritiene, per quanto esposto in narrativa, che la proposta progettuale in questione, successivamente al parere espresso dal Comitato regionale VIA nella seduta del 05.09.07, sia stata integrata ed aggiornata con soluzioni impiantistiche significative in sintonia con le BAT, migliorando sensibilmente e mitigando gli impatti negativi riguardo le principali componenti ambientali.

In particolare:
- Per quanto riguarda il comparto atmosferico i dati analitici rivenienti dalle centraline della zona industriale e riguardanti i parametro PM10 e PM2.5 rientrano nei limiti della norma fatta eccezione la centralina EN02, i cui dati sono poi risultati sovrastimati a seguito di verifica analitica effettuata dall’ARPA. Tutti gli altri parametri risultavano già nei limiti previsti dalla normativa.
- Al riguardo del comparto idrico l’approvvigionamento di acqua di falda è limitato solo al periodo di fuori uso dell’acquedotto ASI per cui verosimilmente i quantitativi di acqua emungibile non possono essere previsti ma potrebbero non essere di rilevante quantità.
- La centrale a CDR risulta coerente con quanto previsto dai principali strumenti pianificatori regionali quali il il PEAR, il Piano di gestione dei rifiuti Regionale. Aggiungasi a quanto sopra la nota quanto evidenziato dal Servizio Rifiuti nel corso del procedimento. L’impianto di Modugno gode delle agevolazioni (CIP6/92) che rendono conveniente l’impiego energetico di tale combustibile con conseguente riduzione del costo del combustibile CDR.
- Le tecnologie adottate nella centrale in oggetto possono ritenersi le migliori disponibili attualmente: vedasi il forno a letto fluido, il filtro di abbattimento delle polveri, il filtro SNCR di abbattimento degli NOx integrato, nella versione ultima, con un ulteriore filtro catalitico SCR.
- L’utilizzo del CDR come combustibile va ritenuto, coerentemente con quanto previsto dal trattato di Kyoto sulla diminuzione dei gas climalteranti e da quanto previsto dal PEAR, una sostanziale misura di compensazione in quanto consente la mancata emissione di una notevole quantità di CO2 in atmosfera a causa del mancato utilizzo come combustibile dei combustibili tradizionali quali metano o gasolio. Il CDR infatti, anche se non utilizzato come combustibile, avrebbe prodotto, se smaltito in discarica, lo stesso quantitativo di CO2 prodotto con la combustione anche se con una cinetica differente. Tuttavia, trattandosi di nuovo impianto, si rende necessario prevedere uno specifico piano di compensazione delle emissioni con ricadute a favore del territorio comunale interessato.

In caso di realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, sarebbero necessarie le seguenti prescrizioni:
- per quanto riguarda le emissioni elettromagnetiche venga eseguita una campagna di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche all’entrata a regime dell’impianto;
- venga annualmente presentato lo stato di emissioni dei microinquinanti quali PCDD/F,PCB ed IPA;
- dopo il primo anno di gestione l’azienda invii alla Regione il consumo di acqua di falda si da avere contezza dell’entità del consumo di acqua di falda prelevata in caso di emergenza ossia di mancato approvvigionamento da parte del consorzio ASI;
- per quanto riguarda il ciclo delle acque l’azienda non ha fatto alcun riferimento al DM 185/2003 in tema di riutilizzo di acque reflue ivi comprese le acque di prima e seconda pioggia. Orbene l’azienda presenti durante il 1° anno di esercizio un progetto che consideri il recupero delle acque di prima e seconda pioggia, opportunamente trattate;
- venga definito un piano di campionamento in continuo delle diossine, soggetto all’approvazione da parte di ARPA Puglia, e di monitoraggio secondo quanto previsto dalla vigente normativa;
- l’impianto venga prioritariamente destinato al CDR prodotto in ambito regionale.

Al riguardo del vincolo paesaggistico richiamato dal DM 1/8/85, nel rimarcare l’autonomia di questo procedimento rispetto alla VIA in quanto riferito all’attuazione dell’articolo 44 del D. Lgs. 42/04, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici in data 5/1/2011 ha inviato il seguente parere: “…Considerato che tali modificazioni, qualora realizzate, si tradurrebbero in una totale perdita di qualità dell’attuale sistema paesaggistico oggetto di tutela che residua nell’ambito fortemente antropizzato del territorio circostante, in quanto di carattere totalmente distruttivo e non reversibile nel tempo, si ritiene la localizzazione dell’intervento non compatibile con il contesto paesaggistico tutelato.”.
Il Comitato Reg.le di V.I.A. pur rilevando che:
- le questioni sopra esposte e gli aggiornamenti tecnologici effettuati hanno consentito un ulteriore incremento delle tutele ambientali;
- i valori di emissione registrati da ARPA di PM10 e PM2.5 risultano entro i limiti della vigente normativa, contrariamente a quanto precedentemente riportato e posto alla base di tutte le osservazioni delle associazioni ambientaliste, comitati cittadini e soggetti a vario titolo portatori di interesse, nonché del Comune di Modugno;

prende atto del su citato parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del 05.01.11, ostativo alla realizzazione dell’impianto, e, pertanto, esprime parere contrario alla realizzazione dello stesso.

Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

Vista la L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii.;

Visto il D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.;

VISTA la D.G.R. n. 1099 del 16.05.2011 con la quale è stato approvato il Regolamento Regionale n. 10, pubblicato sul BURP n. 79 del 20 maggio 2011, recante le modalità e la disciplina del funzionamento del Comitato Regionale per la VIA, ai sensi dell’art. 28 della L.R. 11/2001 e ss.mm.ii.;

Verifica ai sensi del D. Lgs. 196/03

Garanzie della riservatezza.
La pubblicazione dell’atto all’Albo salve le garanzie previste dalla L 241/90 in tema di accesso ai documenti amministrativi, avviene nel rispetto della tutela alla riservatezza dei cittadini tenuto conto di quanto disposto dal D. Lgs. 196/03 in materia di protezione dei dati personali, nonché dal vigente regolamento regionale n. 5/2006 per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.
Ai fini della pubblicità legale, l’atto destinato alla pubblicazione è redatto in modo da evitare la diffusione di dati personali identificativi non necessari ovvero il riferimento a dati sensibili; qualora tali dati fossero indispensabili per l’adozione dell’atto, essi sono trasferiti in documenti separati, esplicitamente richiamati.

COPERTURA FINANZIARIA AI SENSI DELLA L.R. N. 28/2001 e s.m.i.
La presente determinazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del Bilancio Regionale

Tutto quanto sopra premesso, sulla base del parere espresso dal Comitato Reg.le di V.I.A., così come previsto dall’art. 2, comma 2 (ultimo capoverso) del precitato Regolamento Regionale


DETERMINA

• di esprimere, nell’ambito del procedimento integrativo di V.I.A., per tutte le motivazioni espresse in narrativa che qui si intendono integralmente riportate ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 17.01.2011, parere sfavorevole all’impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi - Zona Industriale - Comune di Modugno (Ba), proposto da EcoEnergia S.r.l., con sede in Massafra (Ta), c.da Forcellara San Sergio -;

- di notificare il presente provvedimento al proponente ed agli enti interessati, a cura del Servizio Ecologia;

- di far pubblicare, a cura del proponente, un estratto del presente provvedimento sul BURP, a cura del Servizio Ecologia;

- di far pubblicare, a cura del Servizio Ecologia, il presente provvedimento sul sito web della Regione Puglia;
- di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

- copia del presente atto sarà trasmesso al Settore Segreteria della Giunta Regionale.

I sottoscritti attestano che il procedimento istruttorio affidatogli è stato espletato nel rispetto della normativa nazionale, regionale e comunitaria e che il presente schema di provvedimento, predisposto ai fini dell’adozione dell’atto finale da parte del Dirigente del Settore Ecologia, è conforme alle risultanze istruttorie.
Avverso la presente determinazione l’interessato, ai sensi dell’art. 3 comma 4° della L. 241/90 e ss. mm., può proporre ricorso giurisdizionale amministrativo al competente Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia entro il termine di 60 giorni dalla piena conoscenza dell’atto, o, in alternativa ricorso straordinario al presidente della Repubblica (ex D.P.R. 1199/1971) entro il termine di 120 giorni dalla sua conoscenza.

Il Dirigente a.i. Il Dirigente del
dell’Ufficio VIA/VAS Servizio Ecologia
Ing. C. Dibitonto Ing. A. Antonicelli

Il Funzionario amministrativo P.O. VIA
Sig.ra C. Mafrica

_________________________
Questa invece la VIA originale rilasciata dalla Regione Puglia, prima del sequestro:
_________________________

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SETTORE ECOLOGIA 25 settembre 2007, n. 450


L.R. n. 11/01 - Procedura di Valutazione Impatto Ambientale – Impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in Via Fiordalisi – Zona Industriale – Comune di Modugno (Ba) – Proponente: EcoEnergia S.r.l.


IL DIRIGENTE

Dott. Luca LIMONGELLI, sulla scorta dell'istruttoria espletata dall'Ufficio V.I.A., ha adottato il seguente provvedimento:

- con nota acquisita al prol. n. 5914 del 10.04.2007, indirizzata oltre che al Settore Ecologia anche al comune di Modugno ed alla provincia di Bari, la EcoEnergia S.r.l. - Via Giuseppe Bozzi, 8 - Bari - depositava lo Studio di Impatto Ambientale relativo all' impianto in esercizio di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (CDR e biomasse), ubicato in Via Fiordalisi, Zona Industriale del comune di Modugno (Ba), così come richiesto dall'Assessorato-all'Ecologia della Regione Puglia con nota prot. n. 1955 del 06.02.2007, al fine di ottemperare agli obblighi conseguenti la decisione della Corte di Giustizia Europea - causa C-486/04 - che imponeva al predetto impianto di Modugno l'avvio di un formale procedimento di valutazione degli impatti ambientali derivanti dal funzionamento dello stesso;

- con nota acquisita al prot. n. 6428 del 17.04.2007 venivano trasmesse le copie delle pubblicazioni di rito previste dall'art. 11, comma 2, L.R. n. 11/01, effettuate sul quotidiano nazionale "QN" del 03.04.2007 (pag. 25). sul quotidiano regionale "Puglia" dell'03 07 e sul BURP 51 del 05.04.2007 (pagg. 5714 e 5715);

- con nota prot. n. 6522 del 20.04.2007 il Settore Ecologia richiedeva alle amministrazioni interessate dall'opera in argomento (amministrazione provinciale di Bari e amministrazione comunale di Modugno) il parere di cui all'art. 11, comma 4 della L.R. N. 11/01;

- con nota acquisita al prot. n. 6570 del 23.04.2007 la società istante trasmetteva copie delle note di avvenuto deposito dello Studio di Impatto Ambientale presso la Provincia di Bari - Servizio Ambientale - ed il comune di Modugno;

- con nota prot. DSA-2007-00l 3947 del 16.05.2007 il Ministero dell'Ambiente - Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale - trasmetteva l'atto di diffida con il quale il comune di Modugno, per mezzo del sindaco pro tempore, diffidava, tra gli altri, anche lo stesso Ministero a porre in essere ogni attività atta ad eliminare la situazione di fatto riportata.nel medesimo atto di diffida;

- con nota acquisita al prot. n. 8863 dell'01.06.2007 il Sindaco del comune di Modugno depositava il parere di competenza richiesto;

- con nota prot. n. 9224 del 06.06.2007 il Settore Ecologia in riscontro alla nota del Ministero dell'Ambiente ed in considerazione delle motivazioni nella stessa evidenziate, precisava che la EcoEnergia S.r.l. aveva presentato istanza per la Valutazione di Impatto ambientale, con nota acquisita al prot. n. 5914/07. Comunicava inoltre che la stessa società aveva provveduto al deposito degli elaborati presso le amministrazioni interessate, nonché alle pubblicazioni di rito. A seguito ditali adempimenti, e sulla scorta dei pareri di competenza delle amministrazioni coinvolte, lo stesso Settore avrebbe provveduto a sottoporre il progetto all'esame dell'apposito Comitato Reg.le di V.I.A. per le valutazioni di competenza;

- con nota prot, n. 11587 del 16.07.2007 il Settore Ecologia, a seguito delle determinazioni assunte in seno al Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 12.07.2007, richiedeva alla società proponente documentazione integrativa;

- con nota acquisita al prot. n. 12257 del 25.07.2007 la società proponente trasmetteva quanto richiesto;

- con nota acquisita al prot. n. 13430 del 04.09.2007 il Sindaco del comune di Modugno inviava ulteriore copia dei parere richiesto e relativi allegati tecnici;

- il Comitato Regionale per la V.I.A., nella seduta del 12.07.2007, ha rilevato quanto segue:

La centrale produrrà energia elettrica bruciando principalmente CDR considerato fonte di energia rinnovabile. Il flusso di combustibili all'ingresso è pari a 90.000 t/a di CDR oltre alle biomasse per una potenza elettrica di circa 10MWe. Il combustibile di cui è previsto l'utilizzo è costituito principalmente da CDR prodotto da impianti pugliesi previsti dalla pianificazione regionale sui rifiuti in accordo con il Decreto Commissariale 296/02. Quanto sopra va nella direzione di quanto previsto dal PEAR Puglia recentemente approvato con DGR n. 827/07 e del Protocollo di Kyoto ratificato dall'Italia con Legge n. 120 del 1/6/02 ed entrato in vigore il 16/2/05. Tale protocollo impone a tutti i paesi firmatari la riduzione del gas serra ottenuto tramite la diminuzione dell'utilizzo delle fonti combustibili fossili e la promozione tra l'altro anche di fonti di energia rinnovabile.

A.1 Antecedenti

1. La società EcoEnergia in data 14/2/02 ha chiesto concessione edilizia all'ASI di Bari ed al comune di Modugno per la realizzazione di una CTE da 10 MWe alimentata a CDR . Il consorzio ASI ha- fornito parere favorevole ed il Comune di Modugno ha rilasciato il permesso di costruire n. 47 del 6/10/07.

2. La soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia con nota del 30/4/04 n. 8376 ha rilasciato il nulla osta alla realizzazione dei lavori.

3. In data 16/5/07 il Ministero dell'Ambiente informava l'Assessore all'Ecologia della Regione ed il Presidente della Provincia di Bari che era pervenuto al ministero stesso un atto di diffida alla costruzione della CTE da parte del comune di Modugno, pur avendo il comune stesso fornito autorizzazione alla costruzione con atto n.47/03. Tale fatto nuovo scaturiva dall'evidenza che, con sentenza datata 23/11/06 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l'italia per non avere sottoposto a procedura di V.I.A. l'impianto per la produzione di energia mediante incenerimento di rifiuti di Massafra in quanto, detto impianto generando energia elettrica mediante la combustione di biomasse e CDR cori una capacità superiore alle 100 t/d risultando compreso nell'allegato I punto 10 della Direttiva 85/337. doveva essere assoggettato a procedura V.I.A. In conclusione non risultava applicabile la procedura autorizzativa semplificata prevista anche dalla LR 11/01.

4. Per tali ragioni l'azienda ha presentato lo studio che si va ad analizzare in dettaglio.

B. Quadro di Riferimento Programmatico .

Il sito ricade nell'area ASI di Bari-Modugno e pertanto usufruisce di tutte le infrastrutture di servizio esistenti nell'area. Risulta inoltre ottimamente collegato dal punto di vista viario con i più importanti nodi stradali quali A14 BO-TA, SS 16 "Adriatica", e strada statale 100 per Taranto indi con l'aeroporto di Bari-Palese. Nelle immediate vicinanze sono inoltre presenti un elettrodotto da 150kV dell'ENEL ed una sottostazione di trasferimento. Nelle vicinanze del sito oltre la fascia di rispetto regolarnentare è presente una costruzione di interesse storico-archeologico per la cui tutela il Consorzio ASI ha istituito una area di oltre 10 ha destinata alla valorizzazione di tale manufatto. Sempre in prossimità del sito è stato istituito nel 1992 un Parco Naturale Regionale di circa 125 ha per proteggere e valorizzare l'ecosistema della Lama Balice dal degrado. Per la presenza di un area di interesse archeologico e con la necessità di discriminare in modo preciso i riempimenti, i vuoti e le cave eventualmente esistenti come disposto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia in fase di concessione Edilizia, sono state eseguite varie tomografie elettriche della zona da cui è emerso che lungo gli allineamenti investigati non sono presenti resti di interesse archeologico.

Passiamo ora in rassegna la congruità dell'opera con gli strumenti pianificatori esistenti:

a. PEAR L'impianto utilizzando fonti energetiche rinnovabili ed essendo localizzato in zona AS risulta pienamente compatibile con gli indirizzi del PEAR. Il PEAR prevede anche che l'utilizzazione prevalente del CDR sarà affidata ad impianti privati di energia.

b. PUTT/P. Il sito ricade in zona industriale e quindi stralciata dagli ambiti di pianificazione del PUTT/P.

c. Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e di Bonifica delle Aree Inquinate. Tale piano emesso con Decreto del Commissario all'Emergenza Rifiuti n. 41 del 6/3/01 indica gli obiettivi cui bisogna tendere nel campo dei rifiuti che consistono:

- nella contrazione dei consumi, ossia ci si riferisce ad interventi modificativi dei cicli industriali di produzione;

- nella modifica dei cicli produttivi

- nella sottrazione di quote sempre maggiori di rifiuti dal circolo dello smaltimento attraverso il riciclo e riutilizzo.

Indica inoltre in particolare che questa tipologia di impianto deve essere ubicata in zona industriale laddove sussistono servizi ed infrastrutture in grado di venire incontro alle esigenze dell'impianto. Il Decreto Commissariale 41/01 è stato in seguito integrato con il Decreto 296/02 teso anche a completare il sistema impiantistico integrato per il recupero, riutilizzo e smaltimento. In particolare con la destinazione della frazione secca combustibile alla produzione di CDR, il piano prevede di limitare lo smaltimento in discarica ad una frazione residuale stimabile intorno al 35%. Infine Il Decreto 187/2005 fornisce indicazioni circa la potenzialità del sistema impiantistico da realizzarsi in ciascun bacino della Regione tramite anche l'integrazione delle esigenze impiantistiche. Da questo si evidenzia complessiva di CDR a regime pari a 432.000 t/a che risulterebbe assorbibile da:

- inceneritori

- sansifici

- cementifici

- CTE

- recupero energetico da CDR.

Infine il Decreto 246/06 piano di gestione rifiuti speciali e pericolosi integra la programmazione regionale in materia di rifiuti

Il Piano fissa i criteri di localizzazione degli impianti industriali che utilizzano il CDR o le biomasse sottoponendoli al rispetto dei seguenti vincoli:

- localizzazione in aree industriali;

- tutela delle fonti di approvvigionamento idrico;

- distanza dai corpi idrici;

- distanza da aree residenziali;

- aree protette;

- rischi di frana ed erosione.

d. Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT). Non si hanno particolari correlazioni tra l'impianto ed il sistema di trasporti delineato dal PRIT.

e. PAI Il PAI individua le aree soggette a rischio idrogeologico nel territorio. In particolare in direzione N-NW rispetto all'area ASI il PAI individua una fascia di rispetto ad elevato rischio idrogeologico coincidente con la Lama Balice. Il sito si trova a circa 750 m dalla Lama Balice.

f. PRG del Comune di Modugno e Piano Regolatore Territoriale del consorzio ASI di Sviluppo Industriale

La centrale in questione si colloca in un'area per insediamenti produttivi identificata con il termine di "opificio in programma "Il sito non ricade in alcuna delle aree soggette a progettazione particolareggiata previste dal Piano Regolatore del Consorzio ASI.. In conclusione, la localizzazione effettuata, è stata resa possibile dall'ottimizzazione dei seguenti vincoli di natura sia tecnica che ambientale:

- localizzazione in aree appartenenti al consorzio ASI Bari-Modugno

- presenza di attività industriali e commerciali all'intorno;

- vicinanza all'elettrodotto ENEL;

- buoni collegamenti viari.

C. Quadro di Riferimento Progettuale

La centrale è ubicata nella zona industriale di Modugno in via dei Fiordalisi su un'area di 35000 mq in località Misciano del Comune di Modugno (BA). Quindi il sito si trova in piena zona ASI, a circa 3 km in direzione O-SO da Bari San Paolo, a circa 4 km dal Comune di Modugno in direzione NO, a circa 5 km in direzione Sud da Bari-Palese e circa 9 km in direzione Ovest dal centro di Bari e circa 6 km dal comune di Bitonto.

C.1 Descrizione del Progetto

In breve il CDR, alimentato con nastri trasportatori giunge nella caldaia di un combustore a letto fluido ove bruciando produce la quantità di calore necessaria alla vaporizzazione dell'acqua demineralizzata ad una ben determinata T e P, indi il vapore giunge ad una turbina dove si espande producendo energia meccanica che viene trasformata in energia elettrica dall'alternatore. I fumi dopo avere ceduto il loro contenuto entalpico all'acqua che evapora, passano a dei filtri di abbattimento delle emissioni prima di essere espulsi nell'atmosfera. L'area dell'impianto è suddivisa nelle seguenti sezioni:

- zona di ingresso: portineria e pesa:

- deposito ed officina:

- area di preparazione e stoccaggio del CDR ove tramite mezzi meccanici dalla zona di stoccaggio il materiale viene inviato alla zona di preparazione del CDR,

- isola produttiva che comprende la sezione termica, la linea di depurazione dei fumi, la turbina. il condensatore di vapore di scarico della turbina, la sottostazione elettrica per l'interconnessione con la rete nazionale, il sistema di produzione dell'acqua demineralizzata, il camino con altezza di 45 m.

Le seguenti scelte tecnologicamente apprezzabili sono state adottate nel progetto in oggetto:
- per il sistema di combustione è stato scelto il forno a letto fluido che produce minori emissioni;

- elevata efficienza di combustione (oltre ii 99%) dovuto ai maggiori tempi di contatto;

- temperature di combustione relativamente basse

- riduzione degli SOx per la presenza di CaCO3. Per i sistema di trattamento fumi sono state anche scelte le seguenti tecnologie up to date:

- SNCR per il trattamento degli NOx N02 ridotti ad N2 . Con tale sistema si ha una riduzione di oltre il SO% nell'eventuale riformazione di diossine;

- sistema a secco per la rimozione degli acidi con NaHCO3;

- sistemi di adsorbimento a CA per i microinquinanti organici;

- filtri a manica per la depolverazione;

- biofiltro per la deodorizzazione delle emissioni rivenienti dallo stoccaggio di CDR;

- sistema di monitoraggio continuo delle emissioni come previsto dal D.Lgs 133/05 per i seguenti parametri:

- Polveri, COT, HCI, HF, SOx, NOx,CO.02,Umidità, T°C, Portata.

La condensazione del vapore avviene con sistemi ad aria si da evitare l'uso di enormi masse d'acqua. Le tecnologie adottate (sistema di combustione e di abbattimento) sono considerate tra le migliori tecniche disponibili dalle Linee Guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili per gli impianti di incenerimento dei rifiuti redatte dalla Commissione Nazionale istituita ai sensi dell'articolo 3 del D.Lgs 372/99. Tutta l'area dell'impianto è limitata da una recinzione . Esiste inoltre una rete interna per la raccolta dei seguenti reflui liquidi:

- rete di raccolta delle acque meteoriche e/o di lavaggio rivenienti da strade, piazzali, coperture;

- rete di raccolta delle acque di processo e dell'impianto di demineralizzazione;

- rete di raccolta dei reflui civili;

- rete di raccolta del percolato e delle acque di lavaggio rivenienti dalle aree di produzione e stoccaggio del CDR.

L'impianto di trattamento dei reflui permetterà di convogliare e trattare i reflui provenienti dalle varie aree dell'impianto in due linee di trattamento, in cui la prima linea riceve l'acqua dai piazzali e dalle strade (acqua di prima pioggia), mentre la seconda linea di trattamento dovrà trattare le altre acque ossia le acque di processo e principalmente il concentrato dell'osmosi inversa e gli spurghi di caldaia. Le acque della prima e seconda linea servono ad umidificare le ceneri prodotte dalla combustione. I fanghi dai trattamenti vengono smaltiti da ditte esterne.

C.2 CDR

Un discorso a parte merita il CDR che può avere una composizione molto variabile, tuttavia esso dovrà avere le caratteristiche minime di conformità a quelle indicate nell'allegato 2, sub allegato 1 del DM 5/2/98. In aggiunta a quanto sopra la norma UNI EN ISO 9903 stabilisce le caratteristiche del CDR in base alle % dei suoi costituenti ed alle sue caratteristiche fisiche.

In particolare vengono individuate le seguenti tre tipologie di CDR:
Il CDR rilento a campioni prodotti in alcuni centri della Puglia è superiore in qualità al CDR normale avvicinandosi come proprietà all'elevata qualità e talvolta superandolo almeno per quanto riguarda i metalli presenti in tabella. I fabbisogni idrici dell'impianto, pur non elevati, saranno soddisfatti dalla rete di distribuzione consortile dell'ASI. Tutte le altre aree non occupate dall'impianto saranno destinate a verde. Sono inoltre previsti scavi per la realizzazione dell'opera per un volume di 10.000 mc che saranno riutilizzati nel cantiere secondo il regolamento regionale.

Il traffico indotto dovuto alla costruzione della CTE sarà organizzato in, modo tale da evitare l'attraversamento di centri abitati ed aree residenziali. Nella fase di costruzione vengono prese le misure opportune per la mitigazione degli impatti soprattutto nei comparti atmosferico (polveri) e dei rumori.

C.3 Parametri significativi dell'impianto
C.4 Uso di risorse

C.4.1 Combustibili

Il consumo previsto di CDR, combustibile principale, sarà di 90.000 t/a (12 t/h) oltre alle biomasse.

C.4.2 Acqua

Il fabbisogno di acqua si aggira intorno ai 51/s (19,5 mc/h)

C.4.3 Materie prime

Per il sistema di trattamento dei fumi si ha il seguente consumo di reagenti considerando un esercizio di 8000 h/a:

- CaCO3 230kg/h

- NH3 138 kg/h

- NaHCO3 200 kg/h

- carboni attivi 9.5 kg/h

D. Quadro di Riferimento Ambientale

Lo studio estende l'analisi delle varie componenti ambientali ad un'area vasta avente un raggio di 5km intorno al sito. Quindi l'area vasta interessa oltre il comune di Modugno,parte del territorio comunale di Bari e Bitonto. L'utilizzo energetico delle biomasse si inquadra nell'ambito delle azioni che l'Italia deve favorire per ottenere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto ossia la diminuzione per l'anno 2012 del 12% delle emissioni della C02 prodotta nel 1990. Le componenti ambientali interessate dall'impianto sono:

a. Atmosfera

Le caratterisliche climatiche dell'area sono quelle tipiche della Puglia, con bassa piovosità che risulta abbondante in autunno ed inverno. Come risulta dalla stazione metereologica di Bari -Palese si ha una elevata variabilità anemologica con una leggera prevalenza di vento di libeccio e ponente che soffiano rispettivamente da Sud Ovest e da Ovest. Esiste una ampia trattazione delle altre condizioni climatiche della zona in esame

Qualità dell'aria

La rete di monitoraggio della qualità dell'aria della Provincia di Bari è costituita da 5 stazioni, di cui 2, attivate nel 2004, sono localizzate nel comune di Modugno presso l'ENAIP ed il CIAPI. In riferimento al 2005 non si sono verificati superamenti dei limiti di legge per i parametri monitorati: S02,N02, CO. L'applicazione di un modello diffusionale del tipo ISC3 per il calcolo delle concentrazioni di inquinanti in seguito all'esercizio della centrale, ha mostrato che i valori medi annuali sono piuttosto modesti per tutti gli inquinanti esaminati ed i picchi di concentrazione sono localizzati a circa 1000 metri dalla sorgente. In tabella si notano i risultati dello studio espresso come concentrazioni medie annuali
Nella tabella che segue viene evidenziato il riepilogo delle concentrazione calcolate espresse come concentrazioni orarie:

Infine nella tabella che segue vengono indicate le concentrazioni massime al suolo S02, N02, PTS ed i livelli attuali di qualità dell'aria, ricavati dalle registrazioni delle centraline monitoraggio presenti nell'area
Nella concentrazione massima calcolata cumulativa è stato evidenziato anche il contributo di altre aziende ed impianti e soprattutto della prevista centrale a turbogas da 750 MWe.

b. Ambiente idrico

Non esiste rete idrica superficiale a causa della natura prevalentemente fessurata dei calcari costituenti il sottosuolo. Le uniche manifestazioni superficiali esistenti sono le Lame che sono solchi visibili nel terreno, tracce di antichi corsi d'acqua ampi ma poco profondi. Attualmente le Lame servono solo da compluvio per la raccolta delle acque piovane.

In tutto il territorio esiste inoltre una ricca falda idrica sotterranea contenuta nelle rocce calcareo-dolomitiche permeabili per fessurazione e carsismo. Si trovano anche livelli cospicui di calcari poco fratturati praticamente impermeabili che determinano una circolazione in pressione della falda. L'area vasta intercetta parzialmente Lama Balice, per la cui protezione è stato istituito un Parco Naturale Regionale. Questa lama ha origine sulla Murgia di Ruvo di Puglia a quota 410 mslm e sbocca nel Mare Adriatico a Pesca dopo un percorso di 37,2 km.


c. Suolo e sottosuolo

L'area in studio è posta ad una quota media di circa 40 mslm ed ha una conformazione stratigrafico-strutturale tale da non presentare emergenze morfologiche particolari. La Lama Misciano risulta adiacente all'area in studio. Non sussistono emergenze geomorgologiche in quanto l'area si colloca su una superficie sub pianeggiante.

Aspetti geologici e litologici

L'area ricade in un ampio contesto geologico all'interno della struttura geologico-sedimentaria denominata "Piattaforma Apula"

Vincoli e dissesti

Il PAT individua le aree soggette a rischio idrogeologico nel territorio. In particolare in direzione N-NW rispetto all'area ASI il PAT individua una fascia di rispetto ad elevato rischio idrogeologico coincidente con la Lama Balice. Il sito si trova a circa 750 m dalla Lama Balice.
Uso del suolo Si trovano intorno al sito estese aree agricole con presenza di ulivi e viti.

d. Vegetazione, Flora, Fauna ed Ecosistemi.

Nell'area di studio hanno il sopravvento tre tipologie vegetazionali: -vegetazione forestale - vegetazione arbustiva - vegetazione erbacea

Per quanto riguarda la fauna l'eccessiva antropizzazione insieme al degrado dell'area con formazione di aree simil desertiche ha prodotto la scomparsa della fauna presistente. Le aree protette più vicine al sito sono il Parco Regionale Lama Balice a 2km di distanza e l'area SIC Posidonieto San Vito-Barletta a circa 8 km dall'impianto.

e. Rumore

Nei territori dell'area di studio ossia I comuni di Modugno. Bari e Bitonto non esiste un piano di zonizzazione acustica ai sensi della Legge 447/95, onde risultano validi i valori del DPCM 1/3/91. Dalle misure effettuate sia all'interno che all'esterno del sito è risultato che le misure acustiche sono ovviamente influenzate dalle emissioni rivenienti dagli altri impianti industriali pur rispettando i limiti previsti dal citato DPCMI/3/91. Per quanto riguarda le misure mitigative adottate si teng presente che il turbogruppo è alloggiato in una cabina tamponata con pannelli prefabbricati con buone capacità fono- assorbenti. La piantumazione di alberi lungo il perimetro dell'impianto contribuisce a mitigare le conseguenze del rumore. Inoltre tutte le macchine principali saranno caratterizzate dal minimo livello di potenza sonora tecnicamente ottenibile sul mercato.

g. Radiazioni ionizzanti, . Non vengono emesse dall'impianto.

Considerato quanto sopra evidenziato il Comitato V.I.A. ha espresso la necessità di richiedere all'azienda le seguenti integrazioni allo studio presentato:

1. contestualizzazione delle emissioni su ortofoto con precisa indicazione dei centri abitati e regime dei venti e le relative concentrazioni al suolo;

2. ulteriore indagine in aggiunta oltre le 24 tomografie elettriche realizzate volte a evidenziare sulla base dei risultati di resistività la presenza nel sottosuolo di eventuali strutture archeologiche sepolte.

Il Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 05.09.2007 ha riscontrato che:

Relativamente alle integrazioni di cui al punto 1

- 4 tavole in cui sono evidenziate su ortofoto le emissioni con indicazione dei centri abitati e del regime dei venti,

- altre 4 tavole in cui si evidenziano le concentrazioni al suolo degli inquinanti.

Nella tabella che segue si evidenziano i risultati salienti delle indagini effettuate:

Come si può ulteriormente notare il contributo della centrale a CDR e biomasse all'inquinamento del suolo per le polveri totali e pari ad una concentrazione di 0,0091 (µg/Nmc) che corrisponde ad un contributo dello 0,02% all'inquinamento totale, ad una concentrazione di 0,1 78(µg/Nmc) per l'N02 che corrisponde ad un contributo dello 0,45% all'inquinamento totale ed infine una concentrazione di 0,045 (µg/Nmc) di S02 che corrisponde ad un contributo dello - all' inquinamento globale nell'area investigata.

Per l'N02 sono stati calcolati anche gli impatti cumulativi considerando anche la centrale turbogas da 800 MWe che ha fornito un valore di concentrazione di 0393 (µg/Nmc rispetto il valore di 0,178 della centrale a biomasse e CDR.

Per quanto riguarda il punto 2 succitato relativamente alle ulteriori indagini da effettuare, l'azienda così replica testualmente : "Si precisa .. che la Soprintendenza ha rilasciato un primo nulla-osta (a seguito di indagini indirette eseguite) in data 30 Aprile 2004 prot. 8376 (all. 1) con il quale tra l'altro veniva prescritta l'assistenza tecnica (per il controllo dei lavori) con archeologi convenzionati, e successivamente con nota del 12 Agosto 2005 prot. 13650 (allegato 2), in relazione all'esito dei saggi di scavo, eseguiti in sito da una squadra di addetti sotto la supervisione dell'archeologo dott. Sicolo. Pertanto si ritengono superflue, ulteriori indagini di natura indiretta in relazione alla circostanza che i lavori di costruzione eseguiti, e da realizzare, proseguiranno con l'assistenza archeologica dello stesso tecnico incaricato". Il comune di Modugno con lettera del 25/05/07 sulla base di un parere espresso da propri consulenti (ed accluso agli atti del Comitato V.I.A.) fornisce parere negativo alla compatibilità ambientale dell'impianto e chiede che altrettanto venga fatto in sede. di comitato V.I.A.

Si forniscono di seguito alcune osservazioni alla relazione dei consulenti del Comune di Modugno.

Tale relazione dal titolo: "Osservazioni sullo studio di impatto ambientale della centrale di produzione di energia elettrica alimentata a CDR e biomasse di Modugno" è pervenuta all'Ufficio V.I.A. nel Maggio 2007 e quindi messa a disposizione del Comitato.
Gli autori Prof A. Paglionico, Dr. D. Ferri, Ing. M. Guido e Dr. V. Totire giungono alle seguenti conclusioni: -

1. "il progetto della nuova centrale non contribuisce né in termini di energia rinnovabile né in termine di gestione di rifiuti"

Affermano infatti gli autori che essendo la motivazione del progetto imperniata sul fatto che l'impianto contribuisce allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e pertanto contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra .... Al fine di avvalorare queste affermazioni si afferma nello studio V.I.A. che l'impiego di CDR ... beneficia dei certificati verdi... In realtà i certificati verdi escludono proprio il CDR da questi benefici.
Infatti la lettera h del comma 1120 della finanziaria 2007 dispone che i rifiuti e la frazione non biodegradabile non sono inclusi tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili"

Faccio notare agli estensori della nota citata che il fatto che il CDR venga escluso dal beneficio del regime riservato alle fonti rinnovabili ossia all'utilizzo dei certificati verdi ai sensi del comma 1120 della Legge 27/12/06 n. 96, non sta a significare che non si tratta di fonti rinnovabili di energia (FER). Infatti il succitato comma 1120 oltre ad abrogare i commi 1, 3 e 4 all'articolo 17 del D.Lgs 387/03 che stabiliscono che i rifiuti non sono soggetti al regime di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, abroga anche il comma 6 dell'articolo 229 del D.Lgs 152/06 e non il comma 5 che cita testualmente: "il CDR-Q è fonte rinnovabile ai sensi dell'articolo 2 comma 1 lettera a del D.Lgs 387/03 in misura proporzionale alla frazione bioderadabile in esso contenuta.

In quanto tale ed in proporzione al tasso di biodegradabilità il CDR contribuirà ovviamente alla diminuzione di emissione di C02 per effetto della combustione. Il CDR ovviamente contiene sostanza organica biodegradabile fino ad un massimo del 50%: si pensi al contenuto di legno, materiale da agro- silvicoltura quali foglie secche, carta, cartoni, ecc.
2. L'ulteriore obiezione sollevata dai citati autori risiede nella seguente affermazione: " la seconda motivazione della realizzazione dell'impianto di CDR è secondo il SIA l'importanza che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti da all'utilizzazione della filiera del CDR per la corretta gestione dei rifiuti". Proseguono gli autori affermando che il vigente piano di gestione di rifiuti della Regione Puglia invece ritiene imprudente realizzare una potenzialità elevata di CDR in quanto le esperienze italiane non sono confortanti circa la produzione di grandi quantità di CDR di qualità tale da essere un sostituto di combustibili fossili e pertanto ritiene ragionevole prevedere il fabbisogno di impianti di produzione di CDR che tenda negli anni a ridursi progressivamente.

Giova fare alcune poche considerazioni al riguardo: non risulta ben chiaro agli estensori dello studio commissionato dal sindaco di Modugno che la produzione del CDR nella attuale situazione non è un optional che si può o non si può fare, bensì risulta essere un must ossia deve essere fatto, in quanto il D.Lgs 152/06 (e prima ancora il D.Lgs 22/97)prevede all'articolo 205 comma 1 il raggiungimento delle seguenti percentuali di raccolta differenziata dai rifiuti prodotti:

- 35%a131/12/06

- 45% al 31/12/08

- 65%al 31/12/2012

Quanto sopra significa che la frazione secca organica (circa il 30% del totale dei RSU) che rappresenta insieme alla frazione organica umida circa il 60% del totale del RSU, devono essere sempre avviate la prima alla combustione e la seconda al composlaggio se si vogliono raggiungere le succitate percentuali di raccolta differenziata. Non esistono altre alternative se non il recupero, in caso contrario difficilmente potranno essere rispettati i succitati indici di raccolta differenziata. Infatti il Piano Regionale prevede la possibilità di smaltimento dei RSU oltre che nelle centrali a biomasse anche nei cementifici, nei santifici ecc. Per quanto riguarda infine la qualità del CDR prodotto in alcuni centri della Puglia esso risulta superiore in qualità al CDR normale prodotto secondo la Norma UNI EN ISO 9903 avvicinandosi come proprietà al CDR ad elevata qualità e talvolta superandolo almeno per quanto riguarda alcuni metalli presenti.

- Alla luce di quanto rilevato, il Comitato Reg.le di V.I.A. ritiene di poter esprimere parere favorevole allo studio presentato con le seguenti prescrizioni:

- Il collegamento dalla sottostazione alla linea a 150kV venga interamente interrato;
- venga effettuata una campagna analitica annuale per determinare la attuale concentrazione delle TCDD e TCDF nei pressi della CTE.

- Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

- Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

- Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

- Vista la L.R. n. 11/2001;

Adempimenti contabili di cui alla LR. N. 28/2001 e s. m. ed i.

Dal presente provvedimento non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale

DETERMINA

- di esprimere, per tutte le motivazioni e con tutte le prescrizioni espresse in narrativa e che qui si intendono integralmente riportate, ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 05.09.2007, parere favorevole alla compatibilità ambientale per l'impianto in esercizio di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (CDR e biomasse), ubicato in Via Fiordalisi, Zona Industriale del comune di Modugno (Ba), proposto dalla EcoEnergia S.r.l. - Via Giuseppe Bozzi, 8 - Bari -;

- Il presente parere non sostituisce né esonera il soggetto proponente dall'acquisizione di ogni altro parere e/o autorizzazione previste per

- Di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Settore

- Di far pubblicare, a cura del proponente, un estratto del presente provvedimento su un quotidiano nazionale e su un quotidiano locale diffuso nel territorio interessato, ai sensi dell'art. 13, comma 3, L.R. n. 11/2001;

- Di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.;

- Di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

- Di trasmettere, in originale, il presente provvedimento alla Segreteria della GR.

IL DIRIGENTE DEL SETTORE ECOLOGIA
Dr. Luca Limongelli

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