venerdì 23 dicembre 2011

Interrogazione parlamentare di Zamparutti sull'inceneritore a Borgo Eridania

Una lettera arrivata al nostro comitato nel mese di marzo, senza firma del mittente.




Riportiamo nella seconda parte dell'articolo il testo dell'interrogazione parlamentare del 22.12.2011.
Ciò che afferma Zamparutti è verissimo, la realizzazione delle opere accessorie a questo inceneritore (di dimensione uguale a quello della Marcegaglia vicino a Borgo Mezzanone e Borgo Tressanti) stravolgerà il paesaggio ed un sito di archeologia industriale importantissimo come lo scalo di Rignano tra Foggia e San Severo. Il ministero non ha mai risposto.

Ma l'impianto è stato autorizzato col trucchetto della centrale a biomasse e con una potenza di 49,5 MW (appena inferiore ai 50), quanto basta per non farsi assoggettare alla Valutazione d'Impatto Ambientale; come se non bastasse, la legge regionale sulla gestione dei rifiuti urbani parla della possibilità di bruciare il cdr (combustibile derivato dai rifiuti) non solo negli inceneritori, ma anche nei cementifici e nei sansifici.


Per gli stessi motivi, abbiamo scritto una lettera alla Soprintendenza e all'Ufficio Tratturi della Regione Puglia. Il responsabile Michele Pesante ha ritenuto di non doverci rispondere.

Nel giugno 2012 è stata rilasciata un'integrazione all'autorizzazione unica: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=16.htm&anno=xliii&num=93 Inoltre, l'area risulta parzialmente da bonificare (una bonifica relativa alle sole particelle catastali su cui sorgerà l'opificio della centrale termolettrica, realizzata nel 2010 dalla CORBAT, ma nulla si dice sulla bonifica di alcune aree specifiche del sito dell'ex zuccherificio, come le vasche di decantazione, che sono soggetti ad un inquinamento che negli anni potrebbe avere interessato anche l'acquifero. Il Comune di Foggia (ufficio SUAP e Servizio Ambiente) ha affermato di non essere a conoscenza dei progetti esecutivi di bonifica, né di eventuali piani di caratterizzazione, nonostante in un alcuni piani comunali, come per es. il Dosap, l'ex zuccherificio è descritta come "critica" per quanto riguarda le attività di bonifica.

ENTERRA Spa è un'iniziativa imprenditoriale formata da SE di San Severo e dal Gruppo Percassi (del patron dell'Atalanta). Enterra forma anche, insieme alla municipalizzata foggiana AMGAS, la società figlia "AMGAS WIND", per lo sviluppo di parchi eolici. Nel luglio 2013 la belga-francese BelEnergia ha rilevato il 70% delle quote societarie, come riportato da un articolo pubblicato l'11 dicembra da Il Sole24Ore a firma di Vincenzo Rutigliano.
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C.4/14364 [Autorizzazione della soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ad interventi in aree vincolate]



ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
il 24 novembre 2011 (Bur Puglia numero 184), la regione Puglia ha concesso l'autorizzazione unica alla società immobiliare Enterra di Orio al Serio in provincia di Bergamo, per realizzare un inceneritore a Rignano Garganico Scalo, a metà strada tra San Severo, e Foggia;
da quanto riferisce il sito http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2011/12/vendola-autorizza-un-altro- inceneritore .html l'impianto da 15 megawatt elettrici sorgerà ad appena 30 metri dalle case abitate del limitrofo Borgo agricolo senza che i cittadini ne siano stati informati nonostante la Convenzione di Aarhuus recepita dalla normativa italiana, preveda che i cittadini hanno il diritto ad una partecipazione attiva in simili procedimenti;
l'area agricola interessata è quella su cui insiste già la mega centrale termoelettrica di San Severo;
la realizzazione dell'impianto inoltre andrebbe ad incidere su alcuni luoghi storici della transumanza, vincolati e tutelati come il Tratturo n. 49 Motta-Villanova e il Tratturo n. 1 Foggia-L'Aquila e sembra, dalla medesima fonte di stampa, che la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, con nota del 18 maggio 2011 abbia concesso il lasciapassare per mettere mano al Tratturello n. 49 Motta-Villanova e al Tratturo n. 1 Foggia-L'Aquila;
il «Principio di precauzione» sancito dal trattato di Maastricht è stato tradotto nella normativa italiana con l'approvazione del «codice dell'ambiente» (decreto legislativo n. 152 del 2006) e precisamente attraverso l'articolo 301 che recita: «In applicazione del principio di precauzione del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione». Tale concetto è stato ulteriormente precisato con l'articolo 3-ter del decreto legislativo n. 4 del 2008 (integrativo del decreto legislativo n. 152 del 2006): «La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai princìpi della precauzione, dell'azione preventiva...» -:
se quanto riferito in premessa sia vero e in particolare se la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia abbia autorizzato interventi in aree vincolate e quali iniziative si intendano promuovere in merito alla vicenda riferita in premessa, con particolare riferimento alla tutela delle aree indicate.
(4-14364)
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=47218&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
Scarica alcuna della documentazione (stiamo ancora caricandola tutta, alcuni atti vengono negati al pubblico)
Qui potete leggere la risposta dell'ARPA ai nostri dubbi sulle due centrali a "biomassa" a Foggia:

Visita la pagina sull'altra centrale a olio di palma a Foggia
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PER APPROFONDIRE
NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI ENERGIA (@ ENEA)
La vicenda "Oil Salento Srl" (Sansificio di Veglie)

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