giovedì 29 dicembre 2011

All'ARPA Puglia c'è ancora chi rompe i maroni. "Tagliare i fondi"

Le agenzie regionali da tagliare sono altre! Non si possono mettere sullo stesso le fabbriche della "Puglia Migliore" di Nichi e agenzie fondamentali come l'ARPA.

Al bilancio della Regione Puglia verranno tolte centinaia di migliaia di euro destinate all'ARPA. Con queste riduzioni della spesa, il centrosinistra tira il carro avanti ai buoi, mentre il centrodestra arriva a pretendere l'eliminazione di tutte le agenzie e gli enti regionali (InnovaPuglia, Apulia Film Commissione, etc.), con il pretesto della "crisi".

Si tratta di una enormità, se si considerano le condizioni di assoluta precarietà in cui già oggi svolgono le proprie attività quei ricercatori e professionisti degni che pur vi lavorano. Infatti, va da sé che, grazie a questi fondi mancanti, i primi ad essere "tagliati" saranno proprio questi pochi.

Questa situazione, di fatto, però interessa poco la sede dell'ARPA DAP Foggia ...

Nel 2007, in seguito alla redazione del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria (diventato regolamento regionale nel 2008) - imposta alle regionale dalla UE -, si prevedevano, insieme alle misure di risanamento e di bonifica dell'aria, specifiche misure economiche rivolte al rifinanziamento dell'ARPA e manutenzione o potenziamento della rete di monitoraggio e rilevamento degli inquinanti gassosi. Ebbene, la Regione Puglia si è sempre dimenticata di richiedere questi fondi, che non sono ormai più accessibili.

Eppure, c'è chi non desiste, come dimostra questo articolo sul "pollice verso" dell'ARPA Puglia sui due progetti Tempa Rossa e Enipower a Taranto:
http://www.inchiostroverde.it/news/tempa-rossa-e-nuova-centrale-enipower-il-pollice-verso-di-arpa-puglia.html.

Ma questi sono semplici funzionari (molto probabilmente verranno "sforbiciati" nel 2012), i quali difficilmente parteciperanno mai alle conferenze stampa farsa di fine anno, in cui si espongono presunti risultati positivi raggiunti sul fronte del contenimento nei livelli di legge della diossina prodotta dall'ILVA e dalla zona industriale di Taranto, quando in realtà dal 2008 non è mai stato ottemperato quell'obbligo di campionare la diossina in continuo (pensate che per il ben più piccolo inceneritore di Borgo Tressanti sono stati previsti, al contrario, ben 5 dispositivi campionatori h24!). La verità è, invece, che senza questi continui tagli all'ARPA oggi l'inquinamento dell'ILVA sarebbe un fatto acclarato, dati ambientali alla mano, mentre il governatore Nichi Vendola parla di trend positivi, di ambientalizzazione e di un futuro di conciliazione sviluppo, lavoro e salute per i prossimi decenni Taranto (l'ereditiera signorina Emme sorride ...).

E pensare che, qualche settimana fa, il direttore generale Giorgio Assenato, in qualità di portavoce di Assoarpa, esultava per il ritiro dal Decreto Sviluppo del 12 novembre dell’articolo 12, che modificava in peggio la normativa sulle misure dei campi elettromagnetici, dopo una nota assai critica scritta anche a nome ISPRA.
Perché, da portavoce dell'associazione nazionale delle ARPA italiane, Giorgio Assennato non condanna gli odierni tagli del Consiglio Regionale della Puglia, che contribuiscono ad alimentare l'immagine dell' agenzia regionale come nient'altro che un carrozzone con nominati dai partiti?
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Comunicato stampa ARPA Puglia (27.12.11): Risultati dei monitoraggi 2011 presso ILVA Taranto e cronologia emissioni 1994-2011: http://www.arpa.puglia.it/web/guest/comunicati

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