venerdì 4 novembre 2011

Gli inceneritori sono la prima fonte di diossina. Parola della FAO

da Salute (supplemento di Repubblica) del 01 Maggio 2008
pag. 18
Fao: "Ecco i danni da diossina"

Gli alimenti, soprattutto quelli lattiero-caseari ma anche la carne,
il pesce e i frutti di mare rappresentano oltre il 90% dei veicoli di
contaminazione da diossina. Lo rende noto uno studio realizzato dalla
Fao, l'ente dell'Onu che si occupa di alimenti ed agricoltura, che si
conclude esortando i Paesi a fare maggiori sforzi per ridurre
l'esposizione minima delle popolazioni a questo sottoprodotto della
combustione della plastica.
Lo studio "Diossine nella catena alimentare: la prevenzione e il
controllo della contaminazione", diffuso pochi giorni fa, indaga i
rischi e le conseguenze dell'esposizione alla diossina. Dei 419 tipi
di composti diossina-correlati identificati, lo studio chiarisce che
30 hanno una tossicità significativa e preoccupante. La più pericolosa
risulta la TCDD.
Sono inquinanti persistenti, che resistono alla degradazione
fisico-chimica e biologica e rimangono nell'ambiente per lunghi
periodi di tempo. Entrati negli organismi biologici, compresi gli
esseri umani, si accumulano nei tessuti grassi.
"Particolare attenzione deve essere prestata", spiega Daniela
Battaglia, esperta Fao di produzione animale, "alle ripercussioni sui
neonati attraverso il latte materno perché sono molto più vulnerabili
all'azione della diossina".
Lo studio Fao sottolinea che le diossine, oltre ad essere cancerogene,
causano una grande varietà di effetti tossici per le persone e per gli
animali. I sistemi endocrino, riproduttivo e dello sviluppo sono tra i
più vulnerabili alla diossina. L'esposizione causa patologie del
fegato, della milza, del timo, del sistema endocrino, lesioni cutanee
e, in casi estremi, la morte. Gli effetti sulla salute possono essere
osservati anni dopo l'iniziale esposizione.
Quanto al potenziale cancerogeno, il rischio è stato osservato per
tutti i tumori, senza alcuna specifica di cancro predominante.
Le diossine sono sottoprodotti indesiderati della produzione di
sostanze chimiche e dei processi di combustione. "I principali
imputati", si legge nel documento, "sono gli inceneritori di rifiuti
solidi urbani e di altri tipi di rifiuti. Il suolo viene contaminato
dai fumi liberati nell'aria. In questo modo la diossina raggiunge gli
esseri umani direttamente e indirettamente, dopo aver contaminato
acque reflue, i fanghi di terreni agricoli e i pascoli. A causa della
onnipresenza di diossine nell'ambiente, tutte le persone sono
sottoposte ad un'esposizione di un certo livello di diossine. Di qui
la raccomandazione a diminuire le fonti di diossina.

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