domenica 13 novembre 2011

Albania: referendum contro import rifiuti esteri

L’Albania rischia di diventare la «pattumiera d’Europa». Ma l’opposizione non ci sta e promette che verrà indetto un referendum “anti monnezza” per evitare che Tirana si trasformi nel lido preferito della «mafia dei rifiuti» internazionale. Parola del capo dell’opposizione albanese, Edi Rama, sempre più in rotta di collisione con l’attuale governo. Motivo della bagarre: il governo di centrodestra di Sali Berisha è riuscito la settimana scorsa a far approvare in Parlamento, pur con una risicata maggioranza, una controversa legge che permette l’importazione nel Paese delle aquile di rifiuti da tutta Europa. Anche di quelli chimici e tossici e soprattutto di quelli dal Sud Italia, hanno denunciato gli oppositori. Berisha ha ribattuto in aula che la lista dei rifiuti che potranno essere ricevuti in Albania «è stata tagliata da 400 a 50 tipi», nessuno dei quali tossici e ha garantito che la nuova legislazione, che «tutela l’ambiente», consentirà al Paese di risolvere inoltre il problema dello smaltimento interno. «L’Accordo di stabilizzazione e associazione che abbiamo firmato con l’Ue consente la libera circolazione di rifiuti non pericolosi», si è poi giustificato il premier.

La disposizione «uccide i vostri elettori», avevano invece gridato in aula i membri della minoranza, senza riuscire a convincere Berisha e i suoi. Che erano stati perfino invitati a lasciar perdere dal presidente della Repubblica, Bamir Topi, che aveva rinviato la legge al parlamento tre settimane prima. Topi ha reagito con durezza al nuovo sì all’importazione dei rifiuti: «L’interesse della cittadinanza è primario rispetto a quello dei profittatori».

Ora, dopo aver perso la battaglia in Parlamento, l’opposizione ha annunciato che porterà lo scontro su un altro livello. Un referendum, hanno confermato ieri i socialisti, sarà promosso al più presto per cancellare la norma. Intanto un’associazione di giovani, l’Assemblea civile, ha già raccolto in tutto il Paese migliaia di firme contro la “legge spazzatura” e per introdurre il divieto di importare immondizie dall’estero per 20 anni. Un’azione condivisibile. Anche perché l’Albania, incapace di smaltirle, esporta ogni anno 100mila tonnellate di scarti mentre altre centinaia sono dispersi sul territorio. O finiscono in mare, a insozzare le spiagge locali e quelle dei Paesi vicini, come accaduto quest’estate in Montenegro.

Nel 2004 una legge del genere è stata sventata.

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