mercoledì 19 ottobre 2011

RELAZIONE TECNICA DEL DR DI CIAULA SULLE ANALISI COMMISSIONATE DALLA LADISA ALLA SAMER!

Grazie a Teresa Lappicirella per aver chiamato in causa un vero medico come Di Ciaula.
Diffondiamo anche sul blog del comitato spontaneo.

N.B. Mamma o Papà: Conosci i tuoi diritti e difendi i diritti di tuo figlio. La Costituzione sancisce libertà di scelta, di espressione di dissenso, disobbedienza civile, salute, istruzione e tante altre belle cose. E' un tuo diritto non comprare i tuoi bollini. E' un abuso d'ufficio non far entrare a scuola i bambini senza bollino pasto. Firmate e fate girare (stampatene più copie) questa "liberatoria" e datela ai fanciulli.
AVVISO MOLTO IMPORTANTE AI GENITORI DEI BAMBINI DELLE SCUOLE SERVITE DA LADISA A CERIGNOLA (E NON SOLO?). Leggete attentamente la perizia del medico per l'ambiente Agostino Di Ciaula e prendete in considerazione di firmare e far firmare la "liberatoria" preparata da una madre avvocata e preoccupata, che potete scaricare dal blog. Se ritenete opportuno, fatene più copie e distribuitela. Decidete secondo la vostra coscienza personale.

GRAZIE ALL'IMPEGNO, ALLA PROFESSIONALITA', GENEROSITA' E DISPONIBILITA' DEL DR AGOSTINO DI CIAULA, MEDICO ISDE, CHE HA VISIONATO LE ANALISI SUDDETTE, FORNENDOCI UNA RELAZIONE PRECISA ED ESAUSTIVA.

GRAZIE AGOSTINO

TERESA LAPICCIRELLA




RELAZIONE DEL DR. AGOSTINO DI CIAULA SULLE ANALISI COMMISSIONATE DALLA LADISA ALLA SAMER



Le informazioni riportate nella "Relazione tecnica" della SAMER riguardante l'indagine del sito "CENTRO COTTURA" della LADISA Multiutilities sito in Cerignola (Z.I., Via dei Fornaciari) sono a mio parere insufficienti ai fini della dimostrazione della sicurezza igienica dell'impianto.



Tale affermazione è sostenuta dalle seguenti osservazioni:



1. Nel documento si dichiara che "sono stati prelevati n.5 campioni di terreno nei punti e alle profondità

indicate nei rapporti di prova allegati (rapporti di prova n. 1339/2011 - 1343/2011)". Gli allegati al documento contengono gli esiti degli esami condotti su un solo campione di terreno raccolto “a 10cm di profondità” (rapporto di prova n. 001339/2011) e su un solo campione raccolto “in superficie” (rapporto di prova n. 001340/2011). Risultano assenti i rapporti di prova relativi agli altri tre campioni prelevati dal personale Samer.



2. Il documento non contiene indicazioni sui criteri di scelta dei luoghi di prelievo dei 5 campioni di terreno e indicazioni topografiche sui punti in cui i campioni sono stati prelevati. Non contiene, inoltre, indicazioni sulle modalità tecniche della campionatura. Secondo il D.L. 3 aprile 2006, n. 152 “i campioni da portare in laboratorio dovranno essere privi della frazione maggiore di 2cm (da scartare in campo) e le determinazioni analitiche in laboratorio dovranno essere condotte sull’aliquota di granulometria inferiore a 2 mm”. Dalla lettura dei rapporti di prova del laboratorio Samer non si evince se siano stati rispettati tali criteri. E’ sicuramente un aspetto da verificare.



3. Nella sezione "stato dei luoghi" si descrive l'esistenza di un'"area scoperta" costituita "in parte da terreno coltivato... sulla parte posteriore...da terreno a coltivazione varia anche fruttifera". A tal proposito risulta da chiarire se i prodotti della coltivazione di tale area vengano destinati a consumo alimentare. Anche qualora questo non avvenisse, sarebbe stato opportuno eseguire dosaggio di inquinanti sui prodotti vegetali, considerato il tipico fenomeno di accumulo in tale tipologia di prodotti delle sostanze organiche ed inorganiche emesse dagli inceneritori (in particolare diossine e PCB). Tali riscontri sarebbero stati indicatori più attendibili della semplice concentrazione nei campioni di terreno, considerata la esposizione a lungo termine di quella zona alle abnormi concentrazioni di inquinanti emessi dall'inceneritore Ecocapitanata.



4. Il laboratorio Samer ha esaminato n.5 campioni di alimenti, limitandosi tuttavia ad analisi di tipo

microbiologico. Queste sono assolutamente irrilevanti ai fini dell'esclusione/conferma di inquinamento degli stessi alimenti con sostanze chimiche organiche ed inorganiche emesse dall'inceneritore

“ECOCAPITANATA" (soprattutto diossine , PCB, metalli pesanti). Questo rappresenta un limite dell'indagine, anche in considerazione che la stessa era finalizzata prioritariamente alla conferma di salubrità di tali alimenti, che dovrebbero essere esenti anche da contaminazioni di tipo chimico e non solo batteriologico.

A questo proposito il “REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004” afferma che “sull'igiene dei prodotti alimentari gli operatori del settore

alimentare devono rispettare le pertinenti disposizioni legislative comunitarie e nazionali relative al controllo dei rischi nella produzione primaria e nelle operazioni associate, comprese:

a) le misure di controllo della contaminazione derivante dall'aria…”.

Ancora, obbliga a “tenere conto dei risultati delle analisi pertinenti effettuate su campioni prelevati da

piante o altri campioni che abbiano rilevanza per la salute umana”.

L'attività dell'inceneritore "ECOCAPITANATA" è stata sospesa a causa degli illegali sforamenti di diossine. In considerazione di questo, qualunque indagine di salubrità non può prescindere dalla determinazione della concentrazione di diossine e PCB non solo nel terreno e nelle piante ma anche negli alimenti distribuiti. Tali determinazioni (che sarebbero “pertinenti”) risultano assenti nell'analisi condotta, inficiandone in maniera sostanziale l'utilità.



5. Nel caso della LADISA, vi è stata una esposizione indiretta alla sorgente di contaminazione (inceneritore ECOCAPITANATA), poiché il contatto del recettore con la sostanza inquinante sarebbe avvenuto a seguito della migrazione dello stesso, a distanza dalla sorgente. Secondo il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 andrebbero valutate le seguenti vie di esposizione:

- suolo superficiale (compreso fra piano campagna e 1 metro di profondità)

- suolo profondo (compreso fra la base del precedente e la massima profondità indagata

- aria outdoor (porzione di ambiente aperto)

- aria indoor (porzione di ambiente aeriforme confinata in ambienti chiusi)

- acqua sotterranea (falda superficiale e/o profonda)



Ancora, lo stesso D.L. stabilisce le caratteristiche della campionatura del terreno: “i campioni dovranno essere formati distinguendo almeno:

- campione 1: da 0 a -1 metro dal piano campagna;

- campione 2: 1m che comprenda la zona di frangia capillare;

- campione 3: 1m nella zona intermedia tra i due campioni precedenti”



In considerazione di queste indicazioni metodologiche, si può osservare che:

- l’analisi del suolo superficiale è stata condotta dal laboratorio incaricato, ma restano da chiarire i dubbi metodologici esposti nei punti precedenti

- l’analisi del suolo profondo non risulta effettuata dal laboratorio incaricato

- i dati relativi alla concentrazione di inquinanti nell’aria outdoor sono quelli che, superando i limiti previsti dalla legge, hanno portato alla sospensione della attività dell’inceneritore ECOCAPITANATA

- l’analisi dell’aria indoor non risulta eseguita

- l’analisi delle falde idriche superficiali e profonde non risulta eseguita

- il prelievo di terreno (suolo superficiale) per l’analisi della concentrazione di inquinanti non è andata

oltre i 10 cm di profondità.



6. Lo stesso Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 stabilisce che, nel caso di campionamento di terreni, “ogni campione è suddiviso in due aliquote, una per l’analisi da condurre ad opera dei soggetti privati, una per archivio a disposizione dell’ente di controllo”. Qualora questa procedura fosse stata seguita dai tecnici del laboratorio Samer, sarebbe dunque opportuno procedere al coinvolgimento dell’ente di controllo pubblico per verifica crociata (ed integrazione) dei risultati ottenuti dal laboratorio privato incaricato.



Dr. Agostino Di Ciaula

Medico Ospedaliero, Specializzato in Medicina Interna

Affiliato ISDE Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente

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