venerdì 28 ottobre 2011

Il prefetto di Foggia e il "piano di sicurezza" del governo col gruppo Marcegaglia

Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo rifiuti
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MISSIONE A BARI
26 gennaio 2011
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VINCENZO DE LUCA
La seduta inizia alle 14.45.




PRESIDENTE. Siamo in Puglia per svolgere questa seconda audizione a Bari; l’altra volta siamo stati a Taranto e Lecce. Com’è noto, siamo una Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. Siamo qui per raccogliere ulteriori integrazioni rispetto alla situazione di quest’area, in relazione al tema del ciclo integrato dei rifiuti e al rapporto con la malavita organizzata o le mafie, che dir si voglia, per citare un’espressione cara al procuratore distrettuale
antimafia, Pietro Grasso.

Ormai da qualche anno, il fatturato della criminalità in Italia, e in particolar modo nel Mezzogiorno, ha posto l’attenzione sui rifiuti, non tanto quelli urbani, ma complessivamente.
Siamo qui, dunque, per ascoltare ulteriori integrazioni e per avere un quadro di riferimento della situazione circa il vostro territorio.
Se ci sono questioni che riterrete di tenere secretate, vi prego di comunicarcelo.

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Grazie, presidente. Devo fare subito una premessa: la situazione della provincia di Foggia è un po’ delicata, sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza. È venuto qui a Bari, per il distretto Bari-Foggia, ben otto volte il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sono stati censiti ben 28 clan mafiosi, con 969 affiliati. Questo è il quadro della situazione.

Per quanto riguarda la questione rifiuti, nella provincia di Foggia operano quattro ATO(Cerignola, Deliceto, Foggia e Vieste), i quali hanno avuto alcuni problemi, ovvero non sono ancora partiti integralmente con le loro funzioni.

Ad esempio, la discarica di Vieste si è bloccata per esaurimento e perché è stata oggetto di un incendio. Quindi, attualmente tutto l’ATO che fa capo a Vieste sversa nell’ATO di Cerignola.
Foggia città, invece, vive una situazione delicata, perché l’azienda municipalizzata AMICA versa in una grave condizione economico finanziaria.

A questo si aggiunge che tra le aziende consociate, la Daunia Ambiente, che si occupa della raccolta differenziata, è stata dichiarata fallita, quindi c’è un curatore fallimentare.

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Il sindaco ha inoltre ritenuto di commissariare anche l’AMICA, ovvero l’azienda principale che si occupa della raccolta dei rifiuti, nominando un amministratore unico. In altre parole, il sindaco ha deciso di andare oltre il sistema politico della provincia ed ha nominato un vice prefetto, il dottor Di Bari, che è diventato prefetto e quindi è stato sostituito da un altro collega in pensione.

Si tratta di una situazione molto delicata, abbiamo avuto problemi con l’ordine pubblico, perché ci sono stati continui sabotaggi da parte di tutto il sistema. Addirittura, c’è stato un momento in cui i camion per la raccolta sono stati oggetto di sabotaggio, sono state cioè tolte le chiavi dal cruscotto così da impedire il servizio. Abbiamo trovato dei sistemi per farli uscire e, con il signor

Questore, abbiamo deciso di farli scortare, per evitare il rischio di non procedere alla raccolta. Sulla questione c’è un’inchiesta dell’autorità giudiziaria, che ha portato la Procura di Foggia ad indagare 39 persone, con l’arresto di 3 di esse.
Sono in costruzione 3 nuovi impianti: uno a Manfredonia, un termovalorizzatore della
società ETA, che fa capo agli industriali Marcegaglia, e due a Poggio Imperiale e Lucera, per la raccolta dei rifiuti cosiddetti speciali.

Per quanto riguarda i reati ambientali, molto forte è stata l’azione delle forze dell’ordine, che ha consentito di avere ottimi risultati, in termini sia di prevenzione, sia di repressione.

Sono in corso delle attività investigative, alcune delle quali hanno interessato la DDA di Bari, perché Foggia dipende dalla procura di Bari.

Vi dico soltanto che ci sono state delle situazioni un po’ particolari. Ad esempio, a
Castelluccio dei Sauri un’operazione dalla Guardia di finanza ha portato all’arresto di ben 12 persone, con 42 provvedimenti di sequestro. Tutta la situazione faceva capo a un certo Bonassisa, un soggetto molto particolare, che ritroviamo anche in altre vicende ad Orta Nova e Foggia. Stiamo attenzionando questa persona, dal momento che è in atto una vicenda giudiziaria con il comune di Foggia, che usufruiva di una discarica di proprietà dell’Agecos, società che fa capo alla famiglia
Bonassisa.

Il comune ha in atto una transazione che si aggira sui 4 milioni di euro, sui 6 pretesi. Vi dico questo perché il comune di Foggia, versa in uno stato di dissesto finanziario. Tenete conto che l’azienda AMICA è a socio unico, ovvero il comune.
Proprio l’altro giorno c’è stato un blitz dei NOE di Salerno, che ha interessato lo versamento di alcuni rifiuti derivanti dall’industria alimentare conserviera,
in cui è coinvolta la città di Cerignola. È stato arrestato un soggetto di Cerignola, che è anche il presidente del Cerignola calcio. Questa è però un’indagine che stanno conducendo i NOE di Salerno.

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Sono stati effettuati tantissimi controlli dalla Polizia di Stato, dai NOE, dalla Guardia di finanza, dal Corpo forestale dello Stato, ma anche dall’amministrazione provinciale di Foggia, che hanno dato ottimi risultati. Viene fuori un quadro che riguarda soprattutto molti sversamenti in discariche abusive, per i quali si è proceduto ad effettuare dei sequestri.

Voglio, inoltre, segnalare a questa Commissione che gli ATO si sono formati recentemente quindi, secondo la normativa dovrebbero essere questi a indire le gare di appalto per la raccolta dei rifiuti. Finora, invece, i comuni hanno proceduto un po’ autonomamente. Con la richiesta della certificazione antimafia siamo riusciti a scorgere una situazione particolare. I comuni di Sannicandro Garganico, Lesina e di San Marco in Lamis, pur in presenza della possibilità di averetutti i requisiti relativi al certificato antimafia, per la cosiddetta informativa atipica – secondo la
quale noi segnaliamo che qualcosa non va – hanno sciolto i contratti di appalto.

In particolare, a Sannicandro Garganico, aveva vinto l’appalto la società Enerambiente spa, con sede in Venezia, perché c’era un anello di congiunzione tra un clan camorristico del nord e un appartenente alla Sacra corona unita di Lecce. A seguito di questa nostra informativa atipica, il sindaco ha sciolto il contratto. Così è avvenuto anche a Lesina, dove l’appalto era stato vinto dalla
società Ecocampania srl di Teverola (Caserta), e anche qui il comune ha sciolto il contratto. A San Marco in Lamis è stata colta in flagranza la ditta GEOTEC Ambiente srl di Barletta.

In tutte e tre queste situazioni, in cui noi siamo intervenuti e i sindaci hanno sciolto i contratti, anche a seguito del ricorso, prima al TAR e poi al Consiglio di Stato, abbiamo avuto ragione. Ecco perché ho tenuto a parlarvi della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Dai controlli igienico sanitari fatti dalla ASL e dall’ARPA, viene fuori un quadro che riguarda in modo particolare il cattivo smaltimento dei rifiuti inerti (materiali da demolizione, pneumatici, elettrodomestici e materiale ferroso).

MARIA ROSARIA MAIORINO, Questore di Foggia. La situazione della gestione delle attività connesse al ciclo dei rifiuti ovviamente è seguita con particolare attenzione, in tutto il territorio della provincia, soprattutto per quanto riguarda le implicazioni sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il problema è sentito da tutta la popolazione, tant’è vero che negli ultimi tempi
ci sono state parecchie manifestazioni di protesta e sono sorti anche comitati spontanei, finalizzati soprattutto a contrastare la realizzazione di progetti, ritenuti dannosi per l’agricoltura.

Mi riferisco soprattutto al progetto – cui fa ha fatto riferimento il prefetto – di realizzazione del termovalorizzatore in agro di Manfredonia, esattamente in contrada Paglia di Borgo Mezzanone, voluto dalla società ETA del gruppo Marcegaglia. Questo progetto, che è stato avviato

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cinque anni fa e ha visto sinora la realizzazione dell’impianto di smaltimento – che poi alimenterà l’inceneritore, per il quale sono in corso ancora i lavori di costruzione – è fortemente contrastato dalla popolazione residente e soprattutto dagli agricoltori, che temono appunto conseguenze negative sull’agricoltura.

Sta di fatto che queste manifestazioni trovano poi il supporto delle amministrazioni
comunali. Ad esempio, per quanto riguarda il primo termovalorizzatore, c’è l’appoggio non soltanto dell’amministrazione di Manfredonia, dove si trova il sito su cui sorgerà il termovalorizzatore, ma anche dell’amministrazione comunale di Cerignola, perché il sindaco di Cerignola – che è limitrofa – è sceso in corteo insieme ai manifestanti, dopo che, alcuni giorni prima, aveva patrocinato insieme col vescovo altre manifestazioni.

Ovviamente, da un punto di vista di ordine e sicurezza pubblica noi seguiamo soprattutto la situazione particolare di Foggia, ovvero la vicenda della società AMICA, di cui ha parlato il perfetto poc’anzi. Tale azienda è di proprietà del comune, del quale è nota l’attuale condizione

finanziaria. Il problema è che le difficoltà finanziarie hanno impedito il regolare espletamento del

servizio di raccolta, un po’ perché il comune e l’azienda non erano in grado di assicurare la

manutenzione dei mezzi, un po’ per la scelta politica e strategica dell’azienda di assicurare la

copertura delle figure professionali, che sono alla base del servizio, ovvero gli operatori ecologici.

In un primo momento, si faceva ricorso alle cooperative sociali esterne che, essendo preposte al

recupero dei detenuti, erano formate ovviamente da pregiudicati.

Nel momento in cui – come è stato detto poco fa – l’amministratore unico, il dottor Di Bari,

alla scadenza dei contratti non ha più rinnovato le convenzioni con le cooperative, si sono avute

manifestazioni di protesta, sit-in e presidi davanti alla prefettura e al Municipio. Questi episodi

sono poi culminati nei blocchi dei cancelli dell’AMICA, che ci hanno costretti ad intervenire per

sgomberare i presidi e a denunciare 39 persone, per interruzione di pubblico servizio, furto

aggravato, minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

Peraltro, nonostante il nostro intervento, il servizio non è stato assicurato regolarmente nei

giorni immediatamente successivi, perché contestualmente i dipendenti delle cooperative avevano

rubato anche le chiavi di riserva di tutti i mezzi e esercitato una pressione sui dipendenti

dell’azienda, ai quali veniva impedito di far uscire i mezzi.

Sta di fatto che la Procura, a seguito dell’informativa fatta dalla squadra mobile, ha emesso

tre ordinanze di custodia cautelare, gli arresti domiciliari e un obbligo di dimora.

Da un punto di vista investigativo, allo stato attuale, non ci sono elementi tali per poter

parlare, in termini di certezza, di ingerenza della criminalità organizzata nel settore rifiuti. Tuttavia,

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a onor del vero, c’è da dire che è in corso un’attività, da parte della squadra mobile – come diceva il

prefetto – coordinata dalla DDA di Bari. I reati finora accertati sono per lo più ambientali e la loro

tipologia è ascrivibile alla realizzazione di discariche, dove vengono riversati materiali di risulta,

soprattutto inerti da demolizione, che al momento non hanno alcun legame con contesti criminali di

tipo organizzato.

Per quanto riguarda la Polizia di Stato, oltre all’attività della squadra mobile che è in pieno

svolgimento, recentemente c’è stata un’operazione del commissariato di Lucera, che ha proceduto

al sequestro di due discariche e alla denuncia di due proprietari, che riversavano in questi terreni

materiale di risulta, costituito soprattutto da roccia da scavo e terra.

Ci sono poi le operazioni dei Carabinieri e della Guardia di finanza, ugualmente

riconducibili a una tipologia di reato ambientale. Al momento, non appare nessuno tipo di

collegamento con la criminalità organizzata.

Recentemente, i Carabinieri hanno svolto un’operazione, nel corso della quale hanno

denunciato quattro persone per associazione per delinquere finalizzata alla raccolta e al trasporto di

materiale proveniente dalla regione Campania, senza che fosse stato sottoscritto il protocollo tra il

commissario per l’emergenza rifiuti e la regione Puglia.

Altre operazioni sono state svolte anche dalla Guardia di finanza, di cui ha parlato il

prefetto.

PRESIDENTE. Prima di lasciare la parola ai colleghi per qualche domanda, vorrei aggiungere un

dato di riflessione a questo prezioso contributo che voi ci offrite. Ahimè, il vostro è un quadro

legato, al di là della situazione pugliese, a un ritardo più generale che riguarda l’intero

Mezzogiorno e che è diventato oramai assurdo.

Pongo una domanda che funge anche da sollecitazione per possibili soluzioni, dal momento

che ci troviamo in un campo di responsabilità condivise; siamo qui non solo per audire. Ebbene, in

questi comuni, in cui sono stati revocati i contratti alle ditte di gestione dei rifiuti, oggi chi si

occupa della raccolta e del ciclo integrato dei rifiuti?

Inoltre, vorrei sapere se per il termovalorizzatore di Manfredonia è stata messa la prima

pietra e se si conoscono i tempi della partenza. Ovviamente, se non c’è un ciclo completo dei rifiuti,

diventa complicato gestire la situazione.

Quando ci sono questi ritardi, spesso sono dovuti a qualcuno che ha degli interessi acchè ciò

avvenga. Organizzata o no, certamente si tratta di malavita, dal momento che non si riesce a dare

una risposta, rispetto alla legalità e alle regole.

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In ultimo, questa società di Foggia, l’AMICA, è completamente pubblica. Ebbene, mi

rivolgo a lei prefetto e al questore, ma la mia domanda è rivolta più in generale alle istituzioni di

governo di questo territorio. Un servizio del genere totalmente pubblico non esiste più, non solo in

Europa, ma in nessuna parte del mondo. In questo modo, difficilmente riusciremo ad uscire da

queste difficoltà. Pertanto, anche in questo rapporto tra pubblico e privato, se non si riesce a trovare

una sintesi – che poi è una direttiva dell’Unione europea e non la condizione di una maggioranza o

di una minoranza di governo – difficilmente usciremo fuori da questa condizione.

Infine, vorrei sapere su quale percentuale di raccolta differenziata si colloca la provincia di

Foggia. Tutto parte da lì, infatti, anche per dare una risposta definitiva rispetto a questo dramma. La

Campania sembra la punta più avanzata di questo di fenomeno, però se ci guardiamo intorno, in

tutto il Mezzogiorno, a parte qualche realtà, la situazione è la stessa, perché manca una visione

culturale del ciclo integrato dei rifiuti.

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Presidente, inizio dalla sua ultima domanda. Per

quanto riguarda la raccolta differenziata, a Foggia città siamo intorno al 7-8 per cento, quindi una

percentuale bassissima. Tenga presente che qui è stata fatta una politica un po’ particolare, con la

Daunia Ambiente, la società che era incaricata di svolgere questo servizio, che però non è mai

partito. Per l’intera provincia – parliamo di 64 comuni, meno tre che faranno parte della provincia

di BAT, ma che stiamo ancora gestendo noi – arriviamo al 15-16 per cento. Ci sono soltanto delle

punte particolari, ma solo nei piccoli comuni. Questo è il primo dato. Tenga presente che la Daunia

Ambiente è fallita.

MARIA ROSARIA MAIORINO, Questore di Foggia. Nello stesso giorno in cui è stata dichiarata

fallita la Daunia Ambiente, il 4 dicembre scorso, un incendio ha distrutto tutto l’impianto. Sulle

origini di questo incendio ci sono dei sospetti.

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Per quanto riguarda la sua terza domanda, quando il sindaco si insedia, sulla base del proprio programma politico, decide di azzerare le suddette società.

Mi riferisco ad AMICA, all’AMGAS e all’AMTAB, ovvero le aziende che gestivano il trasporto viario, il gas e i rifiuti. A seguito di ciò, il sindaco nomina degli amministratori unici, che nel giro di sei mesi devono portare ad un bando, perché il comune ha intenzione di far entrare i privati con percentuali del 49 e del 51. Questa fase delicata si sta concludendo. Mentre per l’AMGAS e l’AMTAB si è trattato di nomine «politiche», per l’AMICA il sindaco ha preferito andare su un

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rappresentante dello Stato. Tra non molto, entro giugno, queste situazioni dovrebbero risolversi, o almeno questi sono i programmi del sindaco, sempre che non abbia altri problemi. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta di un comune in dissesto finanziario, che sta vendendo beni.

C’è un’indagine della Corte dei conti, quindi si vedrà.
Per quanto riguarda la Marcegaglia, dopo tutte le autorizzazioni – tra cui la regione e così via – i lavori sono iniziati 6-7 mesi fa. Io ho ricevuto l’amministratore unico della Marcegaglia Energy, di cui – mi perdoni – non ricordo il nome. Con lui abbiamo fatto anche un piano della sicurezza. I lavori stanno andando avanti, però dai primi accertamenti dei Carabinieri e delle forze dell’ordine in generale, non sembra che ci sia un interesse acché i lavori non procedano. Il tutto, presidente, viene fuori da un giornalista, Gianni Lannes, che un po’ fomenta queste situazioni e quindi fa presa sulle preoccupazioni intorno a
questo termovalorizzatore.

I proprietari dei fondi limitrofi sono preoccupati per le loro colture orticole, perché temono che il prodotto possa essere contaminato. Nella realtà, ci sono tutte le autorizzazioni. Mi scusi, presidente, qual era la prima domanda che mi ha posto?


PRESIDENTE. Le chiedevo del rapporto tra Confindustria ed enti locali. Se il Mezzogiorno si

vuole salvare, bisogna coinvolgere l’imprenditoria.

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Per quanto riguarda questa situazione dei rifiuti, gli

industriali sono interessati. Io ho avuto un incontro con l’Associazione degli industriali di Foggia.

Ecco perché nasce questa volontà politica di mettere sul mercato il 49 per cento. In loco ci sono le

possibilità e la volontà per farlo, almeno da quanto è emerso dall’incontro che abbiamo avuto.

Vorrei aggiungere qualche considerazione su un argomento collaterale a quello dei rifiuti,

ovvero il tema degli impianti eolici e fotovoltaici. La provincia di Foggia, per la sua

conformazione, pullula di questi impianti, tanto che penso che la regione Puglia darà qualche

regolamentazione.

Abbiamo avuto già due avvisaglie di attentati, uno a Sant’Agata e l’altro a Sannicandro

Garganico. Nel primo caso, è stata messa una bomba sotto una pala eolica, mentre a Sannicandro

un vigilante è stato raggiunto da colpi di pistola. Quindi, stiamo tenendo sotto osservazione anche

queste vicende.

GIANPIERO DE TONI. Ringrazio il signor prefetto e il questore per la relazione. Stamattina

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abbiamo fatto una riflessione con i magistrati e con altri interlocutori. Ebbene, vorrei sapere,

quando lei parla di 28 clan e sacra corona unita, quest’ultima esiste oppure no?

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. A Foggia no, esiste a Lecce. Tuttavia, tenga

presente che abbiamo riscontrato questa presenza quando abbiamo svolto quell’informativa atipica

a Sannicandro Garganico, di cui parlavo prima. Da questa informativa, viene fuori che nel consiglio

di amministrazione della ditta Enerambiente spa, con sede a Venezia, vi è una persona che è stata

oggetto di informativa della DDA di Padova. Questo soggetto del Nord aveva un collegamento con

il clan della sacra corona unita, che è prevalentemente leccese.

GIANPIERO DE TONI. Si può conoscerne il nome?

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Al momento non ce l’ho a disposizione, ma se vuole

posso farglielo avere.

La criminalità che esiste nel Gargano è di altro tipo.

PRESIDENTE. Vi ringraziamo per le notizie che ci avete dato. Vorremmo trasmettervi una

valutazione che emerge dal quadro generale, anche a seguito delle affermazioni dei procuratori, che

abbiamo ascoltato stamattina. Purtroppo, questa vicenda dei rifiuti interessa moltissimo la

criminalità organizzata, quindi c’è bisogno di vigilare notevolmente. Naturalmente, questo

comporta la realizzazione quanto prima di un piano complessivo dei rifiuti, di un ciclo integrato dei

rifiuti e la possibilità di avere impianti che seguano questa logica di smaltimento.

ANTONIO NUNZIANTE, Prefetto di Foggia. Presidente, tenga presente che per quanto riguarda

l’ATO di Vieste, uno dei tre che attualmente non funziona, c’è un intesa con la regione di diffidarlo

– perché lo devono costituire – ed eventualmente commissariarlo. Quindi, anche lì c’è un’intesa

con la regione.

PRESIDENTE. Ringrazio i nostri auditi e dichiaro conclusa l’audizione.

La seduta termina alle 15.20.



Approfondimenti:

http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/07/la-puglia-in-commissione-parlamentare.html

http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/02/niente-carnevale-per-comitati-no.html

1 commento:

  1. Che cosa prevede questo piano della sicurezza stilato dalla Prefettura, che è l'organo territoriale del Governo centrale? Militarizzazioni??

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