mercoledì 19 ottobre 2011

Contro la privatizzazione del palazzo AqP a Cerignola | Operazione verità


Il 10 maggio 2011 apprendiamo dai giornali che:

"Preoccupa, la situazione dell’immobile di Via dei Mille, ex sede dell’Acquedotto Pugliese. In un articolo pubblicato venerdì scorso su “Puglia d’Oggi”, giornale di Salvatore e Fabrizio Tatarella (FLI), si sostiene, sulla base di non meglio specificate indiscrezioni, che l’Acquedotto, proprietario del suddetto bene, starebbe tentando di alienarlo, e che sarebbe in corso una vera e propria speculazione edilizia.

La vendita del palazzo ex AQP non ha mai costituito argomento di discussione, né in Consiglio comunale, né in Giunta. Ciò nonostante, pare che il sindaco e alcuni assessori, da qualche tempo, stiano seguendo la faccenda molto attentamente ed in gran segreto. Inoltre, si vocifera che, al terzo piano del Comune, reparto Ufficio Tecnico, qualcuno stia brigando per mutare la destinazione urbanistica dell’immobile. Pertanto, viene automatico pensare che, in Piazza della Repubblica, il nome del compratore, e l’uso che questi vorrà fare del palazzo, siano già noti, quantomeno ai pochi eletti “interessati” alla questione.

Con riguardo alla provenienza delle indiscrezioni su cui l’articolista ha costruito il suo pezzo di venerdì, una vaga idea possiamo farcela: considerando i commenti del giornalista sugli assessori (“ce ne sono un paio, che sanno le cose importanti e gli altri, che fanno solo tappezzeria”), e addizionandovi l’area politica della quale “Puglia d’Oggi” è espressione, non si può che pensare alla Giunta comunale e ad un suo certo componente".





Comunicato stampa del 12 maggio 2011

"Stamane si è tenuto a Palazzo di Città un incontro tra l’Amministrazione Comunale e i vertici dell’ Acquedotto Pugliese per discutere argomenti di comune interesse. Nel corso dell’incontro è stato condiviso il percorso per la valorizzazione e la dismissione dell’immobile sito in Via Dei Mille, già sede degli uffici dell’azienda del servizio idrico. Il Sindaco Antonio Giannatempo, in ordine alle notizie circolanti nei giorni scorsi riguardanti lo stabile, intende precisare alcuni aspetti della questione rappresentati in maniera esattamente opposta alla realtà e quindi fuorvianti. L’immobile è entrato già da alcuni anni nell’ambito dei beni che la società pubblica ha inserito tra quelli da dismettere. L’Aqp ha, però, chiesto al Comune, com’è suo diritto, che venga individuata la destinazione urbanistica dell’immobile stesso, attualmente assente in quanto classificata come struttura sede di ente pubblico. Vanno dunque assegnati a questa indici di edificabilità , come la legge prescrive. Il Comune e l’Aqp hanno inteso valutare la definizione degli indici della destinazione urbanistica prima della vendita ai privati, sia per evitare speculazioni che per favorire, attraverso la valorizzazione prima, e la vendita del palazzo poi, una ricaduta positiva dell’operazione anche sulla città. L’ipotesi di intesa definita con l’Aqp sarà portata all’attenzione del Consiglio Comunale per la sua approvazione: Solo dopo, con procedura di evidenza pubblica, l’Acquedotto provvederà alla dismissione del bene. Tale scelta di trasparenza, che denota una volontà di leale collaborazione tra istituzioni, non solo, come detto, blocca qualsiasi tentativo di speculazione da parte dei privati ma fa ricadere sulla collettività i benefici dell’ operazione di valorizzazione di beni pubblici, in termini di realizzazione di opere pubbliche all’interno dell’abitato."


Scarica il protocollo d'intesa sulla privatizzazione del palazzo AqP: http://www.box.net/shared/kk3rhlifte6arfxyp15t

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