venerdì 23 settembre 2011

Esito dell'assemblea pubblica a Cerignola


Cerignola: ‘no’ inceneritori, ‘si’ differenziata porta a porta di Rosaria Albanese (FONTE: http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/notizie/2011/09/news/cerignola-no-inceneritori-si-differenziata-porta-a-porta-1139.html/)

CERIGNOLA – Continua la battaglia del Coordinamento cittadino contro gli inceneritori, tanta ieri la gente interessata all’incontro con le istituzioni per discutere dell’emergenza ambientale. Inquinano gli inceneritori eppure giocano contro i dati statistici che non registrano sul territorio alcun danno alla salute o all’ambiente. La richiesta resta però la stessa: smettere di bruciare i rifiuti e attivare il servizio di raccolta differenziata ‘porta a porta’.

Il Coordinamento cittadino contro gli inceneritori ha invitato ieri sera nell’aula consiliare le istituzioni comunali per discutere e trovare una soluzione definitiva al problema ‘inceneritori’, presenti l’assessore Palladino, Moccia e Laguardia consiglieri del Pdl, Ratclif consigliere de La Cicogna accompagnato da alcuni rappresentanti del partito.

Circondata Cerignola tra i fumi del Marcegaglia, vicino a borgo Tressanti, e del termovalorizzatore Ecocapitanata, nella zona industriale chiuso dopo un controllo dell’Arpa che rilevò un’immissione di diossina 16 volte superiore ai livelli consentiti. Danni previsti: inquinamento dei terreni vicini e danno alla salute dei cittadini.

“È stato dimostrato che nelle città con un termovalorizzatore in un raggio di 5 km vi è un aumento dei casi di sarcoma, di linfoma di Hodgkin, carcinoma al colon e alla mammella e il 2-3% di aumento dei casi di leucemia” ha affermato il dottor Giuseppe Mancino intervenuto all’incontro per dare una valutazione medica di quanto possa influire la presenza di un inceneritore in una città.

Uno dei problemi più sentiti dalla cittadinanza, dopo l’intervento dell’Arpa, è la stretta vicinanza dell’azienda di ristorazione Ladisa, incaricata di servire le mense scolastiche locali, con l’inceneritore Ecocapitanata, entrambi alla zona industriale. La Ladisa aveva già provveduto a far analizzare campioni del proprio terreno garantendo la mancanza di contaminazioni ma per il dottor Mancino “La Ladisa ha voluto salvarsi il sedere, da medico vi assicuro che quel terreno e contaminato”.

Per l’assessore comunale all’Ambiente, Stefano Palladino, i dati parlano chiaro e dimostrano che non vi è sul territorio né contaminazione né peggioramento dello stato di salute dei cittadini. Tra i dati riportati dall’assessore anche un anticipo su quelli raccolti dall’Osservatorio sulla Salute istituito qualche mese fa a Cerignola, pare che i dati forniti dalla Regione, incrociati con quelli raccolti da Libera, fino al 2005, non segnalino alcun aumento dei casi di tumore nel paese, anzi registrino ancora una buona media rispetto ai dati nazionali.

“Ciò non toglie che provvederemo ad effettuare dei nostri controlli per assicurare che il terreno della Ladisa e gli altri vicini agli inceneritori non siano contaminati. Come uomo sono decisamente contrario agli inceneritori ma come istituzione devo muovermi attraverso le leggi. Su nostra insistenza l’Arpa ha effettuato i controlli all’Ecocapitanata, chiusa per le missioni di diossina.

La Regione ha però comunicato che un aumento di diossina non aumenta il pericolo per i cittadini. Ora Ecocapitanata dovrà mettere per iscritto ciò che intende fare perché le immissioni dell’inceneritore non sforino più dai limiti consentiti. Allora l’Arpa rifarà i suoi controlli e, se approverà le modifiche proposte, la Regione riaprirà l’inceneritore” ha concluso Palladino.

Ma incalza ancora Mancino ricordando che dagli inceneritori oltre alla diossina fuoriescono molte altre sostanze dannose per l’uomo come l’arsenico, il piombo e il cardio e chiede quindi che venga fatto un censimento sul territorio che indaghi sui cambi di stato di salute dei cittadini tra il 1990 e il 2011, ricordando che gli inceneritori sono in funzione dal 1994. “Vi garantisco che dal 2000 in su ritroverete aumento di malattie in queste zone e un aumento dei casi di morte” ha detto Mancino.

Il dibattito si poi politico con l’intervento di Antonio Lionetti de La Cicogna che ricorda che un mese prima dei controlli Arpa fu proprio l’amministrazione comunale a dare il benestare all’accensione del termovalorizzatore, tentano una risposta le rappresentanze del Pdl e gli animi si scaldano.

Non interessa ai cittadini la diatriba, il discorso non è più ridotto al semplice “inceneritore si, inceneritore no” tante le domande che sorgono: come operare la bonifica dei terreni circostanti, come garantire che questi non siano contaminati e, soprattutto, che fine fanno adesso i rifiuti speciali finora destinati all’inceneritore? Domande a cui ancora non si hanno precise risposte, e c’è allora chi pensa che la prossima mossa debba essere una più drastica occupazione dei siti.

20/09/2011


























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