lunedì 26 settembre 2011

Demoliamo La Fenice di Melfi



La dott. D'Orsogna - scienziata abruzzese protagonista della lotta NO TRIV - commentando i dati d'inquinamento dei pozzi circostante la Fenice a San Nicola di Melfi ci dice che in California il valorehttp://www.blogger.com/img/blank.gif
limite del Nichel è 0,1 ug/l, in Italia 200 volte di più; il valore limite del
Manganese 0,5 ug/l, in Italia 100 volte di più; il valore limite dell'Arsenico,
in California, 0.01 ug/l, in italia 1000 volte in più. Qui il post della dott. D'Orsogna:

E' lecito chiedersi se i cittadini italiani sono supereroi? E' troppa
malizia chiedersi come mai in Regione Basilicata, con meno di 600000 ab., dal
2006 il Registro Tumori non è aggiornato?
Fenice deve essere spenta
immediatamente, indipendentemente dalle Commissioni che il Partito-Regione (PD)
e l'opposizione (PDL) vorranno mettere in piedi, per la trasparenza (mah?) o per
lasciare che EDF-Fenice srl continui a intascare i CIP6 qualche altro mese.

Questo è il blog aggiornato da Maria Rita D'Orsogna: http://dorsogna.blogspot.com/2011/09/affondiamo-la-spectrum-da-rimini-lecce.html

Di seguito il Comunicato Stampa del Comitato di Lavello(PZ) "Diritto alla
Salute"

"VI SUPPLICHIAMO"

Sabato scorso, a seguito della nostra manifestazione cui hanno
aderito oltre 40 tra associazioni, organizzazioni e comitati,
l'ARPAB ha finalmente deciso di pubblicare i dati mancanti relativi al
monitoraggio dei pozzi FENICE-EDF tra il 2002 ed il 2007.
Confermano quanto già sospettavamo da tempo, ossia che l'inceneritore
inquina l'ambiente da dieci anni. A questo punto è ragionevole pensare
che l'inceneritore abbia “mal-funzionato†fin dall'inizio della sua
attività.
E' gravissimo che molti, pur a conoscenza dello stato di inquinamento del
sito, abbiamo finora omesso ed occultato una situazione estremamente
allarmante come quella che in queste ore si è platealmente
delineata.
Nelle dichiarazioni degli ultimi giorni, che si stanno facendo frenetiche sul
sito ufficiale Basilicatanet, il Presidente della Provincia LACORAZZA, il
Vicepresidente MACCHIA, il presidente della Regione DE FILIPPO e il direttore
dell'ARPAB ing. VITA, manifestano finalmente una presa di coscienza su
quanto sia grave la situazione.
Ma a differenza di quanto dichiara
l'assessore Agatino MANCUSI, riteniamo che la lettura dei dati ufficiali
pubblicati da un organo funzionale della Regione stessa, siano
leggibili ed interpretabili in maniera inequivocabile.
La popolazione riesce benissimo a comprendere che 7032 ug/l di nickel
presente nel pozzo 9 a luglio 2006 è molto maggiore di 20 ug/l,
limite massimo consentito dalla Legge. Per quanto attiene gli effetti
di questi sforamenti sulla salute dei cittadini della zona Nord Basilicata,
rimandiamo l'Assessore MANCUSI ad una attenta lettura di quanto contenuto
nella letteratura scientifica internazionale che lui, in
qualità di medico, dovrebbe ben conoscere.
Le nostre preoccupazioni erano e sono fondate.
Ci
auguriamo che le forze politiche di Lavello, nel prossimo consiglio comunale
aperto che si terrà il giorno 22, confermino la posizione condivisa espressa in
questi giorni.
Infine supplichiamo Regione, Provincia e
Magistratura, preso atto della grave situazione, di intervenire
affinché questo scempio venga interrotto anche se con un imperdonabile
ritardo. Bisogna bloccare immediatamente l'attività di FENICE-EDF
attraverso la revoca della
autorizzazione temporanea della Provincia e l'annullamento della
procedura autorizzativa AIA del Dipartimento Ambiente Regione Basilicata.

Lavello, 19 settembre 2011 - http://www.comitatosalute.it/

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