domenica 7 agosto 2011

Foglio di lavoro: diffida e sospensione di Ecocapitanata

Nel provvedimento regionale di diffida e di sospensione (scaricabile al seguente indirizzo: http://www.box.com/shared/nqi36eg8e39a5xczqt6e) emesso il 4 agosto 2011 viene data come possibile conseguenza del provvedimento stesso il ritiro definitivo dell'autorizzazione VIA/AIA concessa all'impianto. La Regione Puglia è infatti l'Autorità Competente. Ma anche il Comune di Cerignola, in particolare il Sindaco possiede competenze specifiche, in quanto potrebbe chiedere, se non l'ha già fatto (va verificato in base alla documentazione presente al Comune!), di rilasciare un parere (la cosiddetta "autorizzazione sanitaria", che è in realtà può anche anche sfavorevole, cioè un non-autorizzazione, un veto del primo cittadino) all'impianto ai sensi degli artt. 216 e 217 del Regio Decreto n.1265 del 1934 ed in quanto primo responsabile della salute pubblica.


Nel provvedimento di sospensiva (sottolineamo: non semplicemente dell'attività, ma dell'autorizzazione - un atto che la Regione prende per autotutelarsi), il Servizio Ecologia regionale e l'ARPA impongono al Gestore dell'impianto, attivo dal 1994, di "accertare e rimuovere" le cause alla base di questo inquinamento superiore di 16 volte il livello consentito. E' certo che l'inceneritore non riuscirà mai a raggiungere questo livello e che si tratti piuttosto di una storia ordinario inquinamento, e non di un'anomalia, e che dunque le autorizzazioni concesse dalla Regione Puglia siano, come nel caso di Borgo Tressanti, una licenza di far male
L'inceneritore Ecocapitanata di Caiaffa-Columella nella z.i di Cerignola è in possesso delle seguenti autorizzazioni: http://ecologia.regione.puglia.it/index.php?option=com_joomdoc&task=search_result&Itemid=740

Chi ha autorizzato quest'impianto non ha tenuto conto del fatto che Cerignola è classificata in fascia C (la peggiore e con obbligo di risanamento) dal piano regionale della qualità dell'aria e non ha adottato il principio di precauzione, visto che a Cerignola manca da 4 anni una rete di monitoraggio della qualità dell'aria: leggi qui.

Esso brucia rifiuti pericolosi, "di cui buona parte si legge nell'AIA - pericolosi di tipo infettivo d'origine sanitaria di tipo H9": sostanze contenenti microorganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi.

L'impianto è fermo in seguito a provvedimento di sospensione emesso dalla Regione Puglia (Autorità Competente) ai sensi dell'art.29-decies comma 9 lettera b del D.lgs. 152/06 smi ("Rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale") per la durata di 15 giorni e comiunque subordinatamente ad un previo nuovo controllo da parte di ARPA e alla trasmissione immediata di una relazione del Gestore (proprietario) dell'impianto sulle misure adottate e alle motivazioni che hanno determinato il superamento acclarato.
Alla base della diffida del Servizio Ecologia della Regione Puglia vi è il fatto che Ecocapitanata è tenuta a::
1) rispettare l'art. 16, comma 3 del D.Lgs. 133/05 e smi (Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti), che recita: "Fatto salvo l'articolo 8, comma 8, lettera c), per nessun motivo, in caso di superamento dei valori limite di emissione, l'impianto di incenerimento o di coincenerimento o la linea di incenerimento può continuare ad incenerire rifiuti per più di quattro ore consecutive; inoltre, la durata cumulativa del funzionamento in tali condizioni in un anno deve essere inferiore a sessanta ore. La durata di sessanta ore si applica alle linee dell'intero impianto che sono collegate allo stesso dispositivo di abbattimento degli inquinanti dei gas di combustione".
2) eliminare irregolarità che hanno comportato il superamento del limite massimo autorizzato di concentrazione delle diossine e furani al camino E1 al fine di garantire l'immediato rientro entro limite stabilito nella misura di 0,1 ng TEQ/Nmc.
3) eseguire l'autocontrollo dell'emissione E1 in caso di esercizio dell'impianto, entro e non oltre 5 giorni dal ricevimento a mezzo fax della presente, con trasmissione immediata di una relazione agli Enti in indirizzo, in merito ai risultati raggiunti, alle misure adottate e alle motivazioni che hanno determinato il superamento acclarato.
Disponendo che:
*ARPA Puglia si esprima, facendo conoscere alla Regione Puglia se l'irregolarità accertata comporti una situazione di pericolo per l'ambiente per cui si renda necessaria l'adozione di un provvedimento di sospensione dell'attività autorizzativa ai sensi dell'art. 29 decies, comma 9 lettera b del D.Lgs. 152/06 e smi (cioé: ritiro dell'autorizzazione in autotutela da parte della Regione Puglia);
*ARPA Puglia - DAP Foggia effettui nuovi accertamenti analitici all'emissione E1, immediatamente a valle del ripristino da parte del gestore del regolare esercizio dell'impianto.

La questione del monitoraggio. A chi spetta controllare?
Il Piano di Monitoraggio e Controllo, parte integrante dell'AIA, recita:
"GESTIONE E COMUNICAZIONE DEI RISULTATI DEL MONITORAGGIO
Il gestore si impegna a conservare su idoneo supporto informatico/registro tutti i risultati dei
dati di monitoraggio e controllo per un periodo di almeno 5 anni.
Al fine dell’accesso al pubblico delle informazioni relative al piano di monitoraggio,
annualmente sarà trasmessa la relazione riassuntiva su tutti i monitoraggi effettuati ed inviata
a Comune, Provincia di Foggia, Regione Puglia ed ARPA Puglia – DAP Foggia.
La Ditta, inoltre, si dichiara disponibile ad esaminare in termini concreti con ARPA Puglia –
DAP Foggia possibili collegamenti in remoto per l’accesso diretto ai valori misurati dal sistema
di monitoraggio in continuo al camino E1 attraverso eventuale piano operativo."


L'impianto è dotato di una cosiddetta "stazione di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera" ...

Il campionamento in continuo delle diossine
Non tutti i fumi vengono "campionati" (cioè, analizzati a campione), almeno non lo sono diossina e furani che vengono campionati non in continuo. Approposito può ritornare utile la lettura di questo articolo: http://www.inchiostroverde.it/news/peacelink-attacca-%C2%ABregione-in-ritardo-di-29-mesi-sul-campionamento-in-continuo-della-diossina%C2%BB.html

Le prescrizioni
Singolare atteggiamento quello del Servizio Ecologia della Regione Puglia, al cui interno opera l'ingegnere che ha prodotto il progetto (Studio d'Impatto Ambientale o SIA) di Ecocapitanata. L'unica vera prescrizione imposta durante la Valutazione d'Impatto Ambientale o VIA (atto: 089/Dir/2010/00264), quella del monitoraggio in continuo dellp HF (acido fluoridrico) è stata ritirata con una semplice "rettifica", perché questo avrebbe previsto ulteriori spese per il privato oltre 4 mesi di non chiusura.

L'Autorizzazione Integrata Ambientale è corredata dalle seguenti disposizioni:
(in sintesi) la Società è tenuta a concordare con il Comune di Cerignola iniziative finalizzate alla più efficace diffusione e conoscenza dei dati ambientali + la messa a disposizione del pubblico dei dati relativi al monitoraggio ambientale, presso il Servizio Ecologia della Regione Puglia, presso la Provincia di Foggia e presso il Comune di Cerignola.

(per esteso) ai fini della verifica dell’osservanza dei valori limite di emissione, i risultati delle misurazioni devono essere normalizzati
alle condizioni descritte nell’allegato 1, paragrafo b del D.Lgs. n.133/05.
8.1 Prescrizioni
1. Alla Società è imposto, di raggiungere entro il termine perentorio di sei mesi, a partire dalla data di rilascio
della autorizzazione, il rispetto per il parametro HCl del valore limite, più restrittivo, pari a 8 mg/Nm3 previsto dalle BAT di settore rispetto a quello precedentemente autorizzato previsto dal D.Lgs 133/05 di 10 mg/Nm3.
2. Durante il periodo di sei mesi la società è tenuta:
- ad adeguare il sistema di filtrazione, per rispettare il valore più restrittivo dell’HCL pari a 8 mg/Nm3 previsto dalla BAT di riferimento;
- ad aumentare la frequenza di monitoraggio di PCDD +PCDF da quadrimestrale a bimestrale, e allo stesso tempo a monitorare la concentrazione di PM10 PM2,5, in punti significativi concordati con Arpa Puglia e Comune. Il sistema di campionamento con dispositivi automatici, così come richiesto da Arpa Puglia in sede
di CDS del 24.06.10, sarà oggetto di valutazione a valle del periodo transitorio di 6 mesi;
3. Dovrà essere garantita una manutenzione periodica dei sistemi di abbattimento secondo le indicazioni del
costruttore e in funzione delle condizioni di esercizio, al fine di garantirne il corretto funzionamento.
4. La Società dovrà inviare all’Arpa Puglia - Dap Foggia, entro trenta giorni la documentazione relativa allo
scambiatore ad acqua per il raffreddamento dei fumi finalizzata a valutare l’assoggettabilità al DM 1.12.75, del sistema di raffreddamento ad acqua del forno.
5. Per le misure discontinue degli autocontrolli, il Gestore deve:
ottemperare alle disposizioni dell’Allegato VI punto 2.3 della Parte V del D.Lgs. 152/06;
riportare i dati relativi su apposito registro previsto dal punto 2.7 – Allegato VI alla parte quinta del D.lgs. 152/06 e smi; comunicare alla Regione Puglia, Provincia di Foggia, ARPA Puglia – DAP Foggia, Comune di Cerignola, con
anticipo di almeno 30 giorni, le date degli autocontrolli; trasmettere all’ARPA Puglia – DAP di Foggia, Comune di Cerignola e Provincia di Foggia i certificati d’analisi
secondo le medesime frequenze di monitoraggio; compilare i DB CET (Catasto delle emissioni territoriali, vedasi sito internet di ARPA Puglia);
6. Per le misure continue degli autocontrolli, il Gestore deve:
Fornire all’Arpa – DAP Foggia le evidenze delle tarature/verifiche periodiche prescritte dal D.Lgs. 152/06 – Allegato VI alla parte quinta;
Esaminare, entro tre mesi, la possibilità per ARPA Puglia – DAP Foggia, di accedere direttamente ai dati di emissione rilevati dallo SME; garantire l’archiviazione cartacea dei dati misurati per almeno 5 anni;
7. Per quanto non espressamente previsto nel presente provvedimento, si rimanda alle prescrizioni del D.Lgs.
133/05 ovvero della parte quinta del D.Lgs. 152/06 e smi se maggiormente restrittive.
8. la Società è tenuta a concordare con il Comune di Cerignola iniziative finalizzate alla più efficace diffusione e conoscenza dei dati ambientali.
...

Le opposizione tecniche
Le opposizione tecniche a supporto di eventuali richieste di ritiro di tutte le autorizzazioni comunali, provinciali e regionali in possesso dell'inceneritore Ecocapitanata seguono nelle note a questo articolo del blog.

Qui si può scaricare il decreto ministeriale sull'incenerimento di rifiuti pericolosi:
http://www.box.net/shared/ny5y3lihfb4pq2kimuox

Le nostre osservazioni sullo stabilimento di cdr da rifiuti sanitari a Cerignola, che ha richiesto nuova autorizzazione in seguito al sequestro:
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2012/01/osservazioni-su-ecolav.html

gennaio 2012: La Regione Puglia dispone la riapertura

7 commenti:

  1. Osservazioni
    * La radioattività a Ecocapitanata è controllata a campione (lo stesso si dica lo stabilimento adiacente di Laveco, che confeziona e fornisce la maggior parte delle ecoballe), quando invece per legge questa dovrebbe essere controllata minuziosamente per ogni singolo carico. La legge prevede che il controllo sia effettuato con rilevatore di radioattività di superficie grande (questa stessa legge, che sta alla base del rilascio dell'AIA, non è stata applicata inspiegabilmente per l'inceneritore di Borgo Tressanti):
    www.sienambiente.it/pdf/Criteri_Regione_incenerimento.pdf
    Secondo la FAO gli inceneritori di rifiuti sanitari e urbani sono la prima fonte di diossina nelle aree urbane. Inoltre, i rifiuti sanitari possono essere infettivi, e ciò prescrive alte misure di precauzione e sicurezza per i lavoratori, che allo stato attuale potrebbero non essere rispettate.
    * L'impianto è da tempo al centro di indagini da parte del Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri - Sezione di Bari. Sarebbe bene interpellare questo corpo, che è competente anche per i controlli sulle migliori tecniche disponibili.
    * Nella prima Conferenza di Servizi tenutasi in data 04.06.2010 fu chiesto e ottenuto dalla società Ecocapitanata di Altamura di eludere la prescrizione regionale riportata nel provvedimento di VIA (D.D. n.208 del 03.06.10) sul monitoraggio in continuo dell'acido fluoridrico (HF). Questo sistema, infatti, secondo Ecocapitanata e la Regione “pone dei problemi di non poco conto sia dal punto di vista economico che temporale, infatti il dover installare il dispositivo per il monitoraggio in continuo di HF presuppone la necessità di disinstallare tale dispositivo, quindi di non avere a disposizione il monitoraggio in continuo dei parametri già monitorati per circa 4 mesi”. Ora sarebbe il caso di valutare di imporre nuovamente questa prescrizione.
    * Nella città di Cerignola attualmente non esiste alcuna centralina per il monitoraggio della qualità dell'aria, nonostante il Piano Regionale della Qualità dell'ARIA preveda dal 2007 lo spostamento in questa località di una centralina attualmente in funzione tra Manfredonia e Monte Sant'Angelo.

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  2. Bol. n. 167 del 04-11-2010
    DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO ECOLOGIA 11 ottobre 2010, n. 459


    Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC) ai sensi del D.Lgs. n. 59/05, rilasciata a “ECOCAPITANATA S.r.l.” relativamente all’impianto in Cerignola alla Z.I. LOTTO 106 - codice attività IPPC 5.1 - All. I al D.Lgs. 59/05 - Fascicolo 103.

    Si può scaricare a questa pagina (versione integrale disponibile solo nel file PDF):

    http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=lrubrica&anno=xli&limit=10&total=224&limitstart=30

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  3. Esempio
    Sono 5 le richieste fatte dal Comitato Diritto alla Salute di Lavello e la Ola : 1 – il blocco immediato di ogni attività Fenice con il ripristino delle condizioni di sicure; 2 – avvio immediato di una indagine epidemiologica (CNR, Istituto Superiore della Sanità, ISDE Associazioni Medici per l’Ambiente); 3 – Avvio immediato di un protocollo sanitario a tutela della salute dei lavoratori Fenice EDF – Sata; 4 – realizzazione immediata di una rete di monitoraggio ambientale per tutta l’area San Nicola di Melfi con dati visibili in tempo reale sui siti web dell’Arpab e dei Comuni di Lavello e Melfi; 5 – avvio immediato di un indagine sulle attività Fenice con coordinamento NOE, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato Guardia di Finanza, al fine di verificare il funzionamento dell’impianto e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti da e per l’impianto (smaltimento ceneri e acque reflue).

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  4. l'attenzione dovrebbe andare anche su chi fa i controlli! se l'ARPA non li fà, chi controlla che le emissioni siano a regola? l'autocontrollo deve essere fatto da un laboratorio privato? quale laboratorio privato segue ECOCAPITANATA? chi sa rispondermi?

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  5. Non esistono laboratori, i controlli vanno fatto al camino con apposita centralina, che campiona lo sostanze rilasciate. Questa viene montata da Ecocapitanata e gestita da ARPA.

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  6. non è esatto. la centralina non è un controllo ufficiale e comunque se fosse controllata da ARPA i dati sarebbero ufficiali e visionabili invece non lo sono. ECOCAPITANATA viene controllata da un laboratorio privato sito in Cerignola, tale laboratorio evidentemente rilascia certificazioni in base alle quali si attestano i livelli di diossine e furani ed in base ai quali si rilascia l'autorizzazione. ho qualche dubbio sul fatto che questo laboratorio disponga delle adeguate tecnologie per fare questo lavoro.

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  7. Deuterio, io sono Beppe Dimunno, tu sei pregato di dare nome e cognome perché invece di mettere in giro fatti verificati spari balle e potresti essere per quanto mi rigurada un dipendente dell'azienda o degli enti che possono controllare. Gli inceneritori non sono come i prosciutti che si portano in laboratorio a fare analizzare (cosa analizzi? un pezzo di caldaia??), le emissioni vanno monitorato al camino con una centralina di proprietà di Ecocapitanata, ma decisa e gestita da ARPA e Comune. Tutto il resto sono chiacchiere del paese.

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