martedì 2 agosto 2011

Caparezza: "Nessuno si merita un inceneritore". E nemmeno io.


Borgo Tressanti (E.T.A.-Marcegaglia), Melfi (Fenice-EDF), Parma (Iren), Molfetta (Powerflor) e tante altre realtà italiane hanno in comunee il fatto di "ospitare" gli inceneritori. Come nel caso di Parma (progetto bloccato a cantiere quasi ultimato), l'inceneritore attivo da più di dieci anni nella zona industriale di San Nicola di Melfi (a ridosso di Lavello) si trova incredibilmente vicino ad una fabbrica della Barilla. Un altro stabilimento Barilla si trova nella zona industriale di Foggia-Borgo Incoronata e anche lì qualcuno ha pensato di costruire un inceneritore (c'era già il progetto dell'impianto per la produzione di "CDR", le ecoballe, sui tavoli della Provincia) o addirittura una centrale a turbogas. Dove c'è Barilla ... A Borgo Tressanti, invece, Barilla non c'è. Ci sono però Amadori, Orogel e tanti campi di frutta e verdura che finiranno sui tavoli di tutta Italia ed anche all'estero col marchio Made in Italy. Il logo potrebbe essere proprio quello di un mulino bianco di fianco ad un bella ciminiera luccicante in mezzo al grano

Durante il concerto “No Nucleare” di Taneto di Gattatico del 20 maggio scorso, il rapper Caparezza ha fatto presente che a Parma stanno costruendo un inceneritore di fianco alla Barilla-Mulino Bianco.
Nel 2006 Caparezza aveva indossato le magliette “Nessuno si merita un inceneritore” ai suoi concerti, ad esempio alla "festa della birra di Sorbolo" e in diversi appuntamenti musicali ai festival provinciali dell'Unità (Reggio, Modena, Trento e Prato).
Venerdì scorso il cantante di Molfetta è tornato sull'argomento, davanti alle migliaia di giovani accorsi per il concerto del tour “Il sogno eretico”.
Caparezza era ospite della due giorni antinucleare organizzata dai cugini reggiani per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importante appuntamento del prossimo 12-13 giugno, quando tutti gli italiani saranno chiamati ad esprimere la loro posizione su diversi importanti temi fra i quali spiccano il nucleare e l'acqua pubblica.
E non sarebbe una cattiva idea se anche per l'inceneritore di Parma si andasse a proporre un referendum. Un progetto così invasivo sull'ambiente e sulle popolazioni non dovrebbe avere vita senza che si interpellino i diretti interessati, per conoscere la loro posizione sul tema.
Nonostante l'impianto sia già in costruzione non è mai tardi per cambiare strada su un progetto così importante per il futuro di Parma e del suo territorio provinciale.
Ci sono alternative efficaci che consentono di gestire i materiali post consumo senza ricorrere all'incenerimento. Assurdo oggi insistere su una strada ormai desueta come quella dell'inceneritore, quando anche la normativa europea impegna gli Stati membri a massimizzare il recupero dei materiali per andare a costituire una società del riciclaggio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma


Continua a leggere come le multinazionali del cibo sono le stesse che distruggono la biodiversità attraverso le coltivazioni di olio di palma a fini alimentari ed energetici. Questo è il caso della Kinder & Ferrero: http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/08/biomasse-per-bambini.html

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