martedì 19 luglio 2011

Valutazione d'Impatto Ambientale per il villaggio Marcegaglia a Pugnochiuso

Bol. n. 111 del 30-08-2006

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SETTORE ECOLOGIA 3 luglio 2006, n. 327

L.R. n. 11/01 - Procedura di Valutazione Impatto Ambientale - Piano di lottizzazione "Pugnochiuso Gruppo Marcegaglia s.r.l." in agro di Vieste (Fg) - Proponente: Società Pugnochiuso-Gruppo Marcegaglia s.r.l.



L'anno 2006 addì 3 del mese di luglio in Modugno (Ba), presso il Settore Ecologia,


IL DIRIGENTE

Dott. Luca LIMONGELLI, sulla scorta dell'istruttoria espletata dall'Ufficio V.I.A., ha adottato il seguente provvedimento:

• con nota acquisita al prot. n. 2876 del 16.03.2004 veniva trasmessa, ai sensi della L.R. n. 11/2001, la richiesta di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto concernente il piano di lottizzazione "Pugnochiuso Marcegaglia S.r.l." localizzato in agro del comune di Vieste, alla località Pugnochiuso, proposto dalla Società Pugnochiuso - Gruppo Marcegaglia S.r.l. - Via Bresciani, 16 - Gazoldo degli Ippoliti (MN) -;

• con nota prot. n. 3580 del 06.04.2004 il Settore Ecologia invitava la società proponente a provvedere al deposito ed alla pubblicazione dell'annuncio dell'avvenuto deposito dello studio di impatto ambientale così come disposto dall'art. 11, commi 1 e 2, L.R. n. 11/2001. Con la stessa nota invitava le amministrazioni interessate (Amministrazione Provinciale di Foggia, Amministrazione Comunale di Vieste ed Ente Parco Nazionale del Gargano) ad esprimere il parere di competenza (art. 11, comma 4, L.R. n. 11/01). Ad oggi il parere dell'Ente Parco del Gargano non risulta pervenuto;

• con nota acquisita al prot. n. 4969 del 13.05.2006 la società istante comunicava di aver provveduto alle pubblicazioni di rito sul B.U.R.P. n. 49 del 22.04.06, e sui quotidiani "Italia Oggi" e "La Grande Provincia", entrambi del 22.04.2004;

• con nota prot. n. 5277 del 21.05.2004 pervenivano delle osservazioni da parte del dr. Sergio Ruggieri e, con nota prot. n. 5972 del 07.06.2004, il Settore Ecologia provvedeva a trasmettere dette osservazioni al proponente, con invito a presentare controdeduzioni in merito;

• con nota acquisita al prot. n. 7276 del 15.07.2006 giungevano le controdeduzioni richieste;

• con nota acquisita al prot. n. 8076 del 06.08.2004 il Dirigente del Servizio Ambiente della Provincia di Foggia comunicava che: "... per quanto attiene alle competenze di questo Ente, non si rilevano aspetti che possono inibire la realizzazione dell'intervento proposto. Si ritiene però opportuno, sottoporre, ad una maggiore e più attenta analisi, gli aspetti inerenti l'idrologia dell'area.";

• con nota acquisita al prot. n. 8662 del 27.08.2004 il Responsabile del servizio Urbanistico del comune di Vieste trasmetteva il parere favorevole con prescrizioni alla realizzazione dell'intervento di che trattasi;

• con nota acquisita al prot. n. 2715 dell'08.03.2005 il Gruppo Marcegaglia S.r.l. inoltrava al settore Ecologia formale richiesta per la sospensione della procedura di V.I.A., rappresentando la necessità di apportare alcune integrazioni alla documentazione consegnata;

• con nota acquisita al prot. n. 3073 del 10.03.2006 la società proponente trasmetteva gli elaborati integrativi sopra specificati;

ð il Comitato Regionale per la V.I.A., nella seduta del 21.06.2006, ha rilevato quanto segue:
Il progetto in esame, redatto dall'arch. M. Pecorelli, ha sostanzialmente rivisto tutta una serie di scelte progettuali che denotano un particolare approfondimento delle tematiche ambientali e di tutti i fattori di inquinamento.

In particolare:
1. Eliminazione dei nuovi insediamenti di servizio ubicati nella zona di intervento n. 7:

2. Revisione del progetto architettonico degli edifici a destinazione turistico-residenziale, con particolare riferimento alla tipologia architettonica, ai materiali da utilizzare ed alla disposizione planimetrica delle unità abitative ubicate nella zona di intervento n. 6;

3. Interventi relativi alle zone 8-9-10 (servizi);

4. Adozione di particolari scelte progettuali mirate alla sostenibilità ambientale degli interventi, con riferimento alla produzione di energia da fonti rinnovabili, alla riduzione dei consumi idrici, all'incentivazione della raccolta differenziata ed alla realizzazione di sistemi di raccolta, trattamento e riutilizzo della acque meteoriche di dilavamento delle coperture degli edifici, ecc.

Quindi, le modifiche intervenute hanno comportato sia una rivisitazione qualitativa del progetto nel suo complesso, sia una riduzione delle volumetrie a realizzarsi. Di seguito si riporta una tabella comparativa delle volumetrie previste dal progetto originario e dalla attuale proposta.
A tale proposito giova precisare che, dati gli indici fondiari che caratterizzano il Piano di lottizzazione in questione, la volumetria complessiva virtuale da realizzare nelle particelle di proprietà del soggetto proponente risulta essere pari a circa 105.925 mc, valore ben al di sopra di quelli precedentemente riportati. La qual cosa conferma la volontà del proponente di intraprendere degli interventi volti soprattutto alla riqualificazione ed allo sviluppo equilibrato dell'insediamento turistico in questione, nel rispetto dei valori ambientali dei luoghi.

Come si evince dalla perimetrazione del Parco Nazionale del Gargano (cfr. Studio di Impatto Ambientale), la zona di intervento n. 7 ricade nella zona 1 del Parco, definita dall'Allegato A del D.P.R. 05.06.1995 (Decreto istitutivo del Parco Nazionale del Gargano) "di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con limitato o inesistente grado di antropizzazione". Più nel dettaglio, tale zona di intervento ricade in un'area posta a monte della Strada Provinciale n. 54 che, di fatto, delimita l'area antropizzata costituita dal complesso turistico di Pugnochiuso.

Quindi tutti gli interventi contenuti nella zona 7, sono stati eliminati cosi da non invadere la zona antropizzata al di là della Strada Provinciale 54.

Il centro turistico di Pugnochiuso si è sviluppato in corrispondenza della parte terminale di un vallone, in origine interessato da un agroecosistema costituito da uliveti (le cui tracce sono tuttora visibili), i cui versanti sono caratterizzati da forti ed evidenti elementi di naturalità che delineano un quadro paesaggistico di grande valore estetico. In particolare, i colori sono quelli di un bioclima a forte caratterizzazione mediterranea che si esprime nella sua dimensione più termofila (aridità, alte temperature, luminosità). I segni di questa peculiare "mediterraneità", che si ritrova in tutto il promontorio del Gargano, sono sicuramente rappresentati dalla macchia a Euphorbia dendroides e dalle Pinete di Pino d'Aleppo (Pinus halepensis Miller) che colorano tutti i versanti del vallone.

Attualmente l'area di fondovalle si presenta come un ecosistema costruito, antropico, che, se da un lato ha certamente interrotto le connessioni ecologiche tra alcune tessere dell'ecomosaico (rapporti funzionali tra versanti e fondovalle), dall'altro è riuscito a mantenere un equilibrio di forme e colori con le principali componenti morfologiche ed estetico-visuali delle aree circostanti.

A questo punto i progettisti hanno considerato la possibilità, ben condivisibile, di sostituire i tetti a falda previsti per gli edifici con maggior consistenza con tetti piani a mo' di giardini pensili, così mitigando l'impatto di dette strutture mediante una mimetizzazione con piante autoctone.

Sempre a garanzia di un migliore impatto è previsto di rifinire le facciate con materiali tradizionali come la pietra, la calcarenite, gli intonaci colorati secondo un preciso e condivisibile piano del colore.

Altro fattore caratterizzante è l'utilizzo di piattaforme fondanti su luoghi già antropizzati: in particolare solo le zone 4 e 6 fondano in zona non già interessata in passato (e costituiscono meno di un quarto dell'intero intervento). In ogni caso tutto l'intervento è ubicato in zone già urbanizzate ed accessibili al veicoli e pertanto non saranno necessari nuovi interventi.

Le zone a parcheggio sono ubicate all'esterno degli insediamenti nei quali ci si sposta solo attraverso navette comuni, con ciò contribuendo in modo sostanziale a diminuire l'inquinamento atmosferico ed acustico.

Tutti i parcheggi saranno del tipo "prato armato" ottenuti da polimeri riciclati ed in luoghi già adibiti in passato a parcheggio.

L'adozione di una tale soluzione progettuale consente, peraltro, di conservare l'equilibrio idrogeologico del territorio in una zona in cui la ricarica della falda assume un ruolo fondamentale per contrastare l'intrusione marina.

Utilizzo di fonti energetiche alternative
Il progetto prevede di produrre sia acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento attraverso impianti solari termici per tutti gli alloggi previsti all'interno della presente proposta progettuale sia energia elettrica attraverso l'utilizzo di pannelli solari fotovoltaici, da installarsi, i particolare, in corrispondenza della piscina coperta (Zona 1) e del Centro Benessere (Zona 2).

Sistema di gestione rifiuti
I proponenti si impegnano a sviluppare servizi di raccolta differenziata dedicati ed organizzati per tipologie abitative e per differenti frazioni merceologiche. Ciò al fine di implementare gli attuali livelli di raccolta differenziata fino al raggiungimento degli obiettivi indicati dal nuovo Piano Regionale di gestione dei rifiuti approvato con decreto del Commissario delegato per l'emergenza ambientale n. 187/2005. Il servizio interno, a cura degli operatori della Marcegaglia provvederà alla raccolta separata delle varie frazioni merceologiche e al successivo conferimento delle stesse in cassoni monomateriale ubicati in una zona concordata con l'amministrazione comunale e con il gestore del servizio di igiene urbana, il quale a sua volta provvederà al conferimento di tali materiali presso il centro di recupero o di smaltimento.

Si fa presente, infine, che la Marcegaglia S.p.A. ha provveduto a redigere un documento di analisi ambientale iniziale per la certificazione di qualità UNI EN ISO 14001, al quale si rimanda per i dettagli, nel quale si affrontano tutte le problematiche inerente la gestione delle varie tipologie di rifiuti prodotti all'interno del complesso turistico.

Sistemi di recupero delle acque meteoriche
E' previsto un sistema di riciclo per subirrigazione e per funzioni non potabili con separazione delle acque di prima pioggia.


OSSERVAZIONI SULLO STUDIO DI
IMPATTO AMBIENTALE

L'area di intervento ricade all'interno della perimetrazione del Parco nazionale del Gargano istituito ai sensi del D.P.R. 5 giugno 1995 così come modificato con D.P.R. 18 maggio 2001 ed in particolare nella zona 2 dello stesso. Difatti, con le ultime modifiche progettuali è stata stralciata l'unica zona di intervento (zona n. 7) che ricadeva nella Zona 1.
L'area inoltre ricade all'interno della perimetrazione del territorio inserito nell'elenco dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC), individuati ai sensi della Direttiva "habitat" 92/43/CEE (Zone Speciali di Conservazione ZSQ e della Direttiva "uccelli" 79/409/CEE (Zone di Protezione Speciale ZPS), rientranti nella rete ecologica di aree protette NATURA 2000. Nel dettaglio l'area del comprensorio turistico ricade nel sito denominato Testa del Gargano ed identificato con la codifica IT9110012. A ciò aggiungasi che di recente la Regione Puglia, con Delibera n. 1022 del 21.07.2005, ha proposto l'istituzione di una nuova Zona di Protezione Speciale denominata "Promontorio del Gargano" e codificata come IT 9110007, all'interno della quale ricadono tutti gli interventi, ad eccezione di quelli afferenti la zona n. 6.

Nella "Relazione per la Valutazione di incidenza ambientale" (all. n. 2 allo Studio di Impatto Ambientale) e nello "Studio Bioecologico" redatto dal dott. agr. Nello Biscotti è stato descritto in maniera approfondita il suddetto Sito di Interesse Comunitario individuando la tipologia ed il relativo stato di conservazione delle specie presenti. Dallo studio condotto emerge che le tipologie di habitat dominanti sono:
1. Pinete colturali e climatiche a prevalenza di "Pinus hatepensis";
2. Macchia a olivastro e lentisco (oleo - lentiscetum);
3. Macchia a euphorbia dendroides (oleo euphorbietum);
4. Stadi intermedi di recupero da incendio
5. Tessuto antropico

Cinque delle sei aree di intervento ricadono nella tipologia di cui al punto 5 e coincidente con le aree di fondovalle, ove attualmente risulta insediato il complesso turistico. L'area di intervento n. 6 ricade invece nella tipologia di cui al punto 4, in un'area che in passato è stata interessata da interventi antropici che ne hanno certamente alterato i caratteri originari; con l'ultima revisione progettuale, si è comunque stabilito di contenere la perdita di habitat stralciando le unità abitative ubicate nella parte bassa del versante caratterizzata da un più elevato grado di naturalità.
Il territorio in esame è inserito nella perimetrazione delle aree soggette a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 3267/23), secondo il quale sono soggette a tutela le seguenti tipologie di aree:
- i terreni di qualsiasi natura e destinazione che possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque;
- i boschi che per loro speciale ubicazione difendono terreni o fabbricati da caduta di valanghe. dal rotolamento dei sassi o dalla furia del vento.

Le opere da realizzare non sono tali da determinare turbativa all'assetto idrogeologico del suolo. La zona in esame, inoltre, non ricade in alcuna delle perimetrazioni definite dal PAI Puglia.

In riferimento al PUTT l'intervento ricade, per la maggior consistenza, in ambito territoriale esteso di valore distinguibile "C"; in piccola parte in ambito territoriale esteso di valore rilevante "B". Riguardo gli ambiti territoriali distinti l'area ricade nelle seguenti tipologie di regimi di tutela:
- Vincoli ex Legge 1497/39;
- Decreti Galasso;
- Boschi - Macchie - Biotopi e Parchi;
- Vincoli faunistici.

A tale proposito l'obiettivo di riqualificazione del Piano di intervento, anche alla luce delle misure di mitigazione previste, si pone in coerenza ai regimi di salvaguardia definiti dal PUTT, pur rimanendo comunque soggetto ai regimi autorizzativi così come individuati dalla vigente normativa.

• Alla luce di quanto esposto il Comitato ritiene di poter esprimere parere favorevole alla realizzazione dell'opera, alle seguenti specifiche prescrizioni:
1) Sia assolutamente vietato di foderare le strutture murarie con scorza di cava ad "opus incertum" così come previsto alla Tav. R1 - febbraio 2006 pag. 12 e si provveda piuttosto con murature in pietra sbozzata, o materiali calcarenitici a secco o "tipo a secco". con andamento orizzontale portante e comunque ispirandosi alle costruzioni tradizionali. Esempio Tav. R2 - febbraio 2006 pag. 26.
Quanto alle colorazioni si ravvisa l'opportunità di definire gli intonaci possibilmente a base calce, con il procedimento del colorato in pasta secondo apposita tabella indicata alla Tav. R2- febbraio 2006 pag. 51.

2) Sia valutata, a seguito di opportune riprese fotografiche dal mare ed inserimento dell'intervento in simulazione fotografica l'altezza, la tipologia e le essenze per la realizzazione di una barriera arborea finalizzata a mitigare l'impatto visivo dal mare, in particolare per l'area di intervento n. 6.
Inoltre, per le strutture residenziali da realizzare in quest'ultima area di intervento è stata prevista la costruzione di una barriera arborea finalizzata a mitigare l'impatto visivo. A tal proposito si prescrive che le nuove piantumazioni debbano essere effettuate facendo ricorso a specie autoctone in modo da garantire la massima integrazione con l'habitat esistente.
Riguardo, invece, le strutture di nuova realizzazione previste all'interno dell'attuale comprensorio turistico, dall'analisi del progetto si evince che è previsto lo spostamento di circa 15 alberi di ulivo. A tale proposito si prescrive che l'intervento non deve interessare piante di ulivo secolari ovvero soggette a tutela secondo la vigente normativa, in particolare nelle zone 1 e 2.

3) In ogni zona urbanizzata o di attività, compresi i parcheggi, venga prevista una rete di bocche antincendio possibilmente alimentata con acque di raccolta in aggiunta al due previsti serbatoi da 80mc e da 250mc.

4) Sia particolarmente curata l'illuminazione onde evitare il disturbo luminoso e gli apporti scenografici siano limitati alle zone e costruzioni più caratteristiche avendo cura di illuminare dall'alto verso il basso.

5) Sia esposta, al fine di incentivarne l'adozione da altri soggetti, la certificazione già dichiarata in possesso dal proponente della UNI EN ISO 14001.

6) Riguardo, infine, l'analisi degli impatti e delle relative misure di mitigazione si precisa che in fase di realizzazione dovranno essere adottate le seguenti prescrizioni:
- in corrispondenza del perimetro delle aree che potenzialmente possono ospitare le specie protette dovranno essere installati idonei fonometri che assicureranno, nel corso delle lavorazioni, il rilevamento in continuo delle emissioni sonore e la segnalazione dei superamenti dei valori limite. Per questi ultimi, in mancanza di dati di riferimento in materia, si farà riferimento ai valori più restrittivi indicati dal D.P.R. 14.11.1997 (Tabella B - classe di destinazione d'uso del territorio: aree particolarmente protette tempi di riferimento: notturno - valore: 35 dB(A));
- I materiali di risulta provenienti dagli scavi dovranno essere depositati in luoghi privi di vegetazione arborea e arbustiva e, comunque, adeguatamente protetti dalle aree circostanti in modo da evitare la diffusione di polveri;
- Il tempo di permanenza in cantiere dei suddetti materiali dovrà essere ridotto al minimo;
- Periodica bagnatura delle piste di cantiere, lavaggio delle ruote dei mezzi in uscita dall'area di cantiere e copertura dei mezzi adibiti al trasporto dei materiali;
- Perimetrazione del cantiere con recinzioni tali da ridurre la propagazione delle polveri generate nelle diverse fasi di lavorazioni.

• Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

• Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

• Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

• Vista la L.R. n. 11/2001;

Adempimenti contabili di cui alla L.R. N. 28/2001 e s.m. ed i.
Il presente provvedimento non comporta alcun mutamento qualitativo e quantitativo di entrata o di spesa né a carico del bilancio regionale né a carico degli enti per i cui debiti i creditori potrebbero rivalersi sulla Regione e che è escluso ogni ulteriore onere aggiuntivo rispetto a quelli già autorizzati a valere sullo stanziamento previsto dal bilancio regionale.

DETERMINA

- di esprimere, per tutte le motivazioni e con tutte le prescrizioni espresse in narrativa e che qui si intendono integralmente riportate, ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 21.06.2006, parere favorevole alla compatibilità ambientale per la realizzazione del piano di lottizzazione "Pugnochiuso Marcegaglia S.r.l." localizzato in agro del comune di Vieste, alla località Pugnochiuso, proposto dalla Società Pugnochiuso - Gruppo Marcegaglia S.r.l. - Via Bresciani, 16 - Gazoldo degli Ippoliti (MN) -;

• Il presente parere non sostituisce né esonera il soggetto proponente dall'acquisizione di ogni altro parere e/o autorizzazione previste per legge;

• Di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Settore Ecologia;

• Di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.;

• Di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

• Di trasmettere, in originale, il presente provvedimento alla Segreteria della G.R.

Il Dirigente del Settore
Dott. Luca Limongelli

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