mercoledì 6 luglio 2011

Puglia, Inceneritori e Rifiuti Zero di Alessio Ciacci

FONTE: CiacciMagazine.org


“Nichi Vendola vi informa che in Puglia i termovalorizzatori in costruzione non sono considerati impianti per i rifiuti ma impianti energetici, quindi regolati da leggi comunitarie e nazionali e hanno un impatto ambientale minimo. Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità”
.


Dall’espetrienza di Capannori possiamo dimostrare invece che la raccolta differenziata spinta all’80% e oltre, assieme a una serie di politiche per la ridsuzione dei rifiuti possa concretizzare realisticamente un percorso Verso Rifiuti Zero al 2020, con vantaggi economici, sociali, ambientali ed occupazionali enormi e eliminando il bisogno di discariche e inceneritori.

Solo in Italia gli inceneritori vengono chiamati termovalorizzatori perchè non valorizzano l’energia, semmai la sprecano, perchè solo con il riutilizzo ed il riciclo si recupera veramente energia e non si sprecano le materie prime.

Capannori ha 46 mila abitanti ma anche San Francisco con milioni di abitanti ha intrapreso la stessa strada così come città di centinaia di migliaia di abitanti come Tornino, Novara o Salarno applicano la raccolta domiciliare con punte del 70% di riciclo e il conseguente ridimensionamento di tutta l’impiantistica di smaltimento.

Le Regioni hanno un ruolo guida fondamentale in questa strategia con la possibilità di penalizzare i comuni che non raggiungono gli obiettivi previsti per legge (65% entro il 2012), di premiare quelli virtuosi e di finanziare progetti per l’estensione della raccolta domicialiare e per la realizzazione dell’impiantistica per il riciclo.

Solo attraverso questa strada possiamo costruire una vera sostenibilità sociale ed ambientale, perchè stiamo consumando le risorse a nostra disposizone sul pianeta e non possiamo pensare di poter fare sempre più rifiuti pensando all’impiantistica di smlatimento come ad una soluzione del problema.

Rifiuti Zero è possibile, occorre forte volontà politica, determinazione, partecipazione e sensibilizzazione della cittadinanza. Non è Utopia. L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata inscelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile. Questa è l’unica pohttp://www.blogger.com/img/blank.giflitica che può cercare di costruire un futuro sostenibile.

Alessio Ciacci
Assessore all’Ambiente del comune di Capannori-LU
a.ciacci@comune.capannori.lu.it

Nota di Enzo Favoino per la riconversione dell'impianto per il confezionamento di CDR ("ecoballe") a
Pietrasanta (LU), del tutto simile al capannone costruito di fianco all'inceneritore
di Tressanti e finanziato con fondi europei.http://www.box.net/shared/mf973sr14j8dyy7ihcla

Nessun commento:

Posta un commento