venerdì 1 luglio 2011

Contributo critico alla stesura del nuovo piano regionale dei rifiuti


Osservazioni per il piano “partecipato” dei rifiuti urbani della Regione Puglia.

Il Comitato Spontaneo contro gli inceneritori della Provincia di Foggia, insieme al Coordinamento “No Rifiuti” del Basso Tavoliere dell'ATO FG4 (includente anche i comuni della sesta provincia Margherita, San Ferdinando e Trinitapoli), in qualità di portatore di interessi collettivi intorno all'organizzazione del ciclo dei rifiuti nel territorio della Capitanata e alle sue eventuali contropartite ambientali, fa presente all'attenzione degli uffici di competenza le seguenti considerazioni in merito alla V.A.S. del nuovo Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU) e alla sua realizzazione.

Con il presente documento, si vuole rappresentare criticamente il proprio contributo rispetto ai lavori di consultazione sul nuovo piano “partecipato” per la gestione dei rifiuti solidi urbani in Puglia, in quanto sono palesi le contraddizioni fra:

1) le dichiarazioni dell'assessore all'ambiente Lorenzo Nicastro e dello stesso Governatore Nichi Vendola sulla necessità degli inceneritori e l'obiettivo di “eliminare la pratica dell'incenerimento”, dichiarato come proprio del nuovo PRGRU;
2) sono, inoltre, lampanti le difficoltà che il nuovo PRGRU si troverebbe ad affrontare nella sua concreta applicazione a causa dell'impiantistica regionale attuale – eccessivamente sbilanciata verso la produzione di "combustibile derivato dai rifiuti" (CDR) –, qualora non venissero proposte nuove linee guida conteneti l'obbligo di riconversione degli impianti STIR/CDR in centri di TMB (trattamento meccanico-biologico).

Ci preme sottolineare, innanzitutto, come sul sito dell'assessorato all'ambiente della Regione Puglia – Sezione Rifiuti e Bonifiche manchi del tutto il riferimento all'attuale “situazione impiantistica” della regione, laddove invece il dirigente regionale del rispettivo settore Giovanni Campobasso aveva annunciato la sua imminente pubblicazione (http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/situazioneimpianti.php). Ciononostante, come da nostra conoscenza e da dichiarazioni rilasciate in occasione di una conferenza stampa dal direttore generale di ARPA Puglia Giorgio Assennato, la Capitanata è in possesso di una buona dotazione di base grazie alla presenza dei due centri complessi di Deliceto e di Forcone-Cafiero nel territorio comunale di Cerignola (situazioni più deficienti si trovano, invece, alle discariche di Vieste e di Passo Breccioso a Foggia); inoltre, la presenza di ben due centri di compostaggio nei bacini FG5 (Monti Dauni) e FG4 (Basso Tavoliere) rappresenta un dato sicuramente incoraggiante, nonostante l'attuale scarso ricorso ad essi da parte dei comuni. La presenza di quattro discariche, alcune delle quali in via di ampliamento, fa pensare, infine, alla capacità del nostro territorio di raggiungere gli obiettivi del Decreto Ronchi senza aprire nuovi siti di smaltimento (mentre, invece, con l'avvio di nuovi impianti di incenerimento, si renderebbero necessarie nuove discariche speciali di tipo B1).

Senza entrare nel merito dei singoli aspetti del futuro PRGRU e non essendo possibile accedere pubblicamente alla mole complessiva dei dati e delle informazioni, le nostre aspettative sono, in sintesi:
* una gestione per quanto più possibile pubblica o pubblico-partecipata dei rifiuti da parte degli enti locali e a livello regionale;
* la messa in campo di misure efficaci di premialità per i comuni più virtuosi nella raccolta differenziata e e il commissariamento dei comuni incapaci di raggiungere i traguardi d'ambito;
* l'adozione inderogabile di centri di selezione e preselezione a monte della raccolta differenziata fino alla scelta di impianti in grado di operare una selezione profonda attraverso tecnologie di estrusione e trattamento “a freddo” come il Centro Riciclo di Vedelago (TV) o quello di gestione dei RUR a Pietrasanta in Versilia, in modo produrre una sabbia utile a creare nuovi manufatti edilizi e di tendere così al 100% di recupero della materia;
* La bonifica, la messa in sicurezza e la chiusura dei siti inquinati e delle discariche non a norma secondo le normative regionali, nazionali ed europee.
* La reale partecipazione dei cittadini all'attività di pianificazione della gestione dei rifiuti solidi urbani a tutti i livelli, a partire da questa procedura VAS fino all'apertura di tavoli di consultazione comunali e intercomunali.

Un capitolo a parte, meritano le problematiche relative alla “chiusura” del ciclo-rifiuti, che le attuali politiche regionali si propongono di realizzare attraverso la produzione di combustible dai rifiuti dall'elevato potere calorifico, ottenuto addizionando ai rifiuti urbani materie plastiche e altri scarti di lavorazione industriale.

La politica del cosiddetto “CDR-q” (di qualità) insieme all'inspiegabile mancanza di investimenti sul versante opposto del riciclo, del recupero e della prevenzione, hanno tenuto le medie regionali di raccolta differenziata al di sotto del 15%. Senza considerare che l'incenerimento è pratica rischiosa, insalubre, antieconomica e a quasi trascurabile impatto occupazionale.

Il termodistruttore in fase di ultimazione in località Paglia a Manfredonia è il più grande della regione con la capacità di 135.000 tonnellate l'anno di CDR (quello gemello di Massafra è di 90.000 t/a). Inizialmente progettato per accogliere 125.000 t/a dalla provincia di Foggia e i rimanenti 10.000 da due impianti della CISA a Massafra o in alternativa dal resto della Puglia.

Essendoci più volte espressi sul tema dell'inceneritore di Manfredonia, anche legalmente, con esposti alle Procure della Repubblica e alla Commissione Ambiente Europea ed essendo pendente un ricorso straordinario del Comune di Cerignola al Presidente della Repubblica per il ritiro dei pareri di compatibilità ambientale, riteniamo opportuno affermare il principio della contrarietà all'incenerimento dei rifiuti e che, durante le fasi di redazione del nuovo PRGRU, si ometta dal considerare il ricorso all'inceneritore di Manfredonia e si ritagli opportuno spazio all'opportunità della dismissione dell'inceneritore già operativo in provincia di Taranto. Viceversa, ci auspichiamo che col nuovo piano regionale “partecipato” la Puglia dia voce alla rivoluzione culturale già avviata da alcuni comuni in materia di rifiuti urbani e sappia porsi finalmente con apposita delibera regionale l'ambizioso obiettivo della strategia rifiuti zero. Solo una politica del genere è coerente con le normative comunitarie che impongono alti livelli di raccolta differenziata e l'eliminazione dei siti di smaltimento (discariche ed inceneritori).
02/07/2011
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Appuntamento l'11 luglio a Bari insieme a tutti i comitati e le associazioni della Puglia per la Strategia Rifiuti Zero subito dal Gargano al Salento!



Il P.R.G.R.U. (Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani) è fermo al 2010. Dopo la Conferenza di Piano del 16 Dicembre 2010, non è stato rispettato il termine dei 150 giorni per la convocazione della seconda conferenza, momento fondamentale di incontro con le Associazioni di cittadini. I "processi partecipati" sono impegni che vanno rispettati non mezzucci da propaganda mordi e fuggi. Per maggiori info: http://ecologia.regione.puglia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=826&Itemid=797

ALTRI COLLEGAMENTI UTILI:
Resoconto della prima conferenza programmatica su Eco dalle Città
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104648
Le "prospettive" della Regione (CDR nelle cementerie e nelle centrali termoelettriche!)
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107334

ESCLUSIVA!Nicastro su rifiuti zero e le tribù buddiste del Kashmir

1 commento:

  1. L'11 luglio a Bari si terrà il 2° incontro programmatico, dopo la conferenza stampa di presentazione. E' importante esserci e chiedere partecipazione e democrazia reale nelle procedure riguardanti il ciclo rifiuti e le conseguenze per la salubrità dell'ambiente. Passaparola!

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