sabato 16 luglio 2011

A Bari in difesa del suolo pubblico


di Ylenia Sina (12/11/2010)

MOBILITAZIONE. Domani comitati da tutta la Puglia si riuniranno per una manifestazione regionale indetta dal
Forum energia e territorio beni comuni.

Inceneritori, centrali a carbone e a gas, biomasse, rigassificatori, petrolio, fotovoltaico ed eolico selvaggio. Nella Puglia di Vendola la mappa delle vertenze ambientali che scenderanno in piazza domani a Bari è davvero vasta e variegata. Comitati cittadini da ogni provincia pugliese, organizzati nel Forum Energia e Territorio Beni Comuni che ha indetto la manifestazione, si sono dati appuntamento per domani alle ore 15 in piazza Umberto Primo, per chiedere ai propri amministratori «una discussione partecipata e reale del Piano energetico ambientale Regionale». Dopo il concentramento, alle 16.30, il corteo proseguirà per le strade principali di Bari per terminare in serata in Piazza della Libertà dove si susseguiranno gli interventi finali delle realtà presenti.

Quindi, giovedì 18 novembre, davanti alla sede della Regione Puglia, la mobilitazione continuerà con un sit-in non solo di protesta verso le politiche messe in campo sulla questione rifiuti e su quella dell’energia ma soprattutto di proposta: una moratoria regionale su tutti gli impianti nocivi e su quelli nelle zone di criticità ambientale (cosiddetta “fascia c”), una discussione partecipata sulle linee guida della regione Puglia in materia di rifiuti ed energia, avvio della raccolta differenziata contro nuove discariche ed inceneritori. «Oggi ci troviamo a fare i conti con una situazione ambientale nel nostro territorio non più sostenibile» dichiara Alessandro Zagaria del Collettivo Exit di Barletta, nella Provincia della Bat (Barletta, Andria, Trani).

Solo in questa area è prevista la realizzazione di 6 centrali a biomasse distribuite in tutta l’area a cui va aggiunta quella che sarebbe dovuta sorgere a Barletta, la cui delibera è stata revocata dall’amministrazione comunale in seguito alle mobilitazioni cittadine. Sempre a Barletta i cittadini devono fare i conti con un altro impianto nocivo «pericolosamente situato nel centro della città»: un cementificio. Per questo impianto l’azienda, la Buzzi Unicem, ha chiesto l’autorizzazione per poter bruciare 80mila tonnellate di rifiuti all’anno, a fronte di una quantità attuale pari a 40mila t tra rifiuti speciali e cdr, «che di fatto trasformerebbe il cementificio in un vero e proprio inceneritore» denunciano i cittadini. Se a questo si aggiungono il cementificio autorizzato dal Comune di Trani, strategicamente situato a ridosso della discarica di bacino e a soli 7 chilometri da quello già attivo a Barletta, nuove discariche e altre da ampliare, come quella di Canosa, «è facile comprendere i costi sociali e ambientali a cui la nostra regione andrà incontro».

Anche nell’area del Tavoliere la situazione, tra cementifici e discariche, non è migliore. Simbolica la vertenza contro l’inceneritore marca Marcegaglia che è stato costruito dalla E.T.A. spa sul territorio di Manfredonia nei pressi del comune di Cerignola (Foggia) per il quale i cittadini denunciano come «tra i vari motivi che ci portano a sostenere irregolarità nell’iter autorizzativo c’è lo scarso coinvolgimento degli enti locali previsto dalle leggi europee, che avrebbe potuto essere decisivo in sede di Conferenza dei servizi» spiega Matteo Loguercio del Comitato contro l’inceneritore di Cerignola.

«Siamo stanchi di assistere allo sfruttamento del nostro territorio che produce più energia di quanta ne consuma» dichiarano i cittadini del comitato Pro Ambiente di Modugno (Bari), territorio di “fascia C”, che hanno dovuto combattere contro due impianti nocivi: la centrale a Turbogas di Sorgenia, costruita vicino ad un ospedale e ad una scuola elementare, e l’inceneritore della Eco Energia, del gruppo Marcegaglia, «il cui sito è sotto il sequestro della magistratura di Bari da circa un anno e mezzo per presunte delazioni in materia ambientale e perché vincolato dalla Sovrintendenza» spiega Tino Ferulli del comitato. Presenti domani alla manifestazione anche i comitati no coke di Brindisi, una città che storicamente paga le conseguenze di ben due centrali a carbone nel proprio territorio, quella Edipower e quella Enel a Cerano, e che sta affrontando la minaccia di un rigassificatore nell’area portuale di Capobianco.

Così domani, da ogni angolo della Puglia, comitati, associazioni ambientaliste, movimenti si metteranno in marcia per raggiungere Bari e mettere in pratica «quell’agire collettivo che rappresenta l’unica risposta ad una politica che ormai non risponde più ai bisogni della gente».

FONTE: Terra News

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