giovedì 30 giugno 2011

Materiale informativo

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 13/6/2014

Alcune risposte ai quesiti più frequenti ed una raccolta di materiale informativo e divulgativo.


Dove si trova l'inceneritore di Borgo Tressanti? L'inceneritore di Capitanata, a servizio dell'intera provincia, è stato localizzato strategicamente al centro della campagna del tavoliere, a metà strada tra Borgo Tressanti (Cerignola) e Borgo Mezzanone (borgata foggiana oggi appartenente amministrativamente a Manfredonia). Formalmente si trova in agro di Manfredonia, a 2 km dalla masseria di Posta Angeloni che è la parte più popolosa di Borgo Tressanti (circa 1000 abitanti nel complesso).
Il "centro abitato" (secondo la definizione del Codice della Strada) più vicino è dunque Borgo Tressanti, mentre il posto più densamente popolato nelle vicinanze è di gran lunga il CARA (Centro d'assistenza ai richiedenti asilo) di Borgo Mezzanone, che ospita circa 500 migranti.
Posizione GPS: 45.418466,15

Quali sono i comuni più vicini?
Il confine comunale più vicino è quello di Foggia (ad 1 km), il cui centro abitato si trova a 25 km; quello di Cerignola a 19, quello di Manfredonia a 20. I comuni più vicini sono Carapelle (6) e Zapponeta (7); a seguire Orta Nova e tutti gli altri Cinque Reali Siti (Ordona, Stornara e Stornarella), insieme a Trinitapoli. Si può dire che tutti questi centri sono sottovento.

Dove si trova per la precisione l'impianto?
L'inceneritore si trova per la precisione in località Paglia (l'antica Contrada Feudo della Paglia o "Masseria Cappelli" - bene ambientale e archeologico segnalato), più nota come Borgo Fonterosa, dove sono presenti numerosi coltivatori - anche biologici - ed allevamenti.

Quant'è grande l'inceneritore?
Si tratta dell'inceneritore di rifiuti urbani più grande della Puglia con 135.000 tonnellate all'anno, mentre quello gemello operativo a Massafra in provincia di Taranto è da 90.000 t/a (anche se nel 2009 a Massafra sono stati bruciati 30 mila tonnellate provenienti dall'emergenza rifiuti di Napoli). Gli inceneritori di rifiuti urbani previsti in Puglia sono tre, tutti della Marcegaglia, uno dei quali a Modugno è stato sequestrato dalla Procura di Bari dopo l'inizio del cantiere per "vizi formale e sostanziali" nell'iter autorizzativo. Quello di Manfredonia verrà consegnato a fine settembre del 2011.
Scheda tecnica dell'inceneritore

L'inceneritore è attivo?
La risposto è "ni". In realtà, l'impianto non è ancora stato collaudato e manca l'agibilità. Nella primavera del 2014, è stato inviato un esposto alle autorità giudiziarie per chiedere la sospensione dei test, che vanno ormai avanti da diversi mesi senza informativa della popolazione. Il permesso di costruire è scaduto il 27 gennaio 2015.

Gli inceneritori si possono bloccare?
Non è mai tardi per bloccare un inceneritore, anche dopo l'accensione è possibile dimostrare l'esistenza di "problemi". In Italia ci sono diversi inceneritori in avviamento: a Torino e a Parma.

Che cosa bruciano gli inceneritori, e questo impianto in particolare?
Questo inceneritore è stato sempre presentato come una centrale a biomassa. In realtà, il consumo della biomasse non è previsto, se non a livello facoltativo. In generale, non è possibile controllare l'attività degli inceneritori. Questo impianto brucerà non solo rifiuti urbani, ma anche rifiuti industriali, che potrebbero provenire dalla piattaforma petrolifera della Marcegaglia a Ravenna.
Se si eccettua la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, tutti gli altri membri della famiglia risultano condannati o prescritti per diversi reati, anche ambientali legati al traffico di rifiuti tossici: "Traffico di rifiuti speciali pericolosi
Indagato il padre della Marcegaglia
I rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli smaltiti illecitamente in Toscana. Sotto accusa un'industria di Grosseto e i suoi clienti" (Corriere, 9 febbraio 2010). Quanto alla presidente di Confindustria, la congregazione degli industriali italiani è da sempre contraria all'istituzione del SISTRI, il registro del traffico dei rifiuti di provenienza industriale.

CRONISTORIA
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/01/vendola-autorizza-illegalmente.html
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/12/vendola-autorizza-illegalmente.html

Che cos'è un inceneritore?
Secondo una leggenda popolare, "gli inceneritori bruciano senza controlli, mentre i termovalorizzatori, specialmente in Germania, sono controllati; al nord e all'estero gli inceneritori non si costruiscono più da anni". E' vero, l'Europa ha detto stop agli inceneritori, ormai, come è vero che i "termovalorizzatori" non esistono, avendo l'UE condannato l'Italia per l'utilizzo di questo termine( anche sullo Zingarelli la parola "termovalorizzatore" non esiste). Approposito, si veda la voce "inceneritore" su Wikipedia, facendo attenzione anche alle note.
Gli inceneritori possono sottoposti a controlli, ma da parte degli stessi controllati.

LINK: GREENPEACE. TOUR NEGLI INCENERITORI

I 5 impianti autorizzati e in accensione intorno alla città di Foggia:
Per approfondire, si consiglia di scaricare le due schede di rilevamento della Provincia di Foggia prodotte dall'ISDE - Medici per l''Ambiente:
https://app.box.com/s/avampk0utpgwv7i2hdev (bonifiche)
https://app.box.com/s/1y78mtzacaln4fjmkmyd (inceneritori e centrali)


Danni alla salute
Finalmente, a partire dal 2013, non solo l'inquinamento in generale, ma anche le polveri sottili sono state dichiarate cancerogene. “Ora non si può più indugiare, bisogna agire per ridurre una delle principali cause di morte”, fanno sapere dall'IARC, agenzia dell'Oms.

Danni all'agricoltura
La maggior parte degli inquinanti vengono ingeriti indirettamente dopo essersi deposti sui terreni agricoli ...

LINK: Approfondimento

Quali sono le alternative agli inceneritori e alle discariche?
Gli inceneritori non sono alternativi alle discariche, in quanto arrivano a produrre fino al 50% di ceneri da considerare rifiuti potenzialmente pericoloso da mettere in discariche speciali (le stesse che adesso vengono usate solo per i rifiuti domestici).
L'unico modo per "valorizzare" i rifiuti è riciclarli.
Diffidate da chi promette di risolvere il problema dei rifiuti in poco tempo grazie a tecniche come THOR, Arrow Bio, ed altri sistemi. L'unico metodo è la raccolta differenziata spinta porta a porta, il passaggio dalla TARSU alla TIA (chi meno produce e più differenzia, meno paga), la raccolta dell'organico e il compostaggio domestico o di quartiere, la riduzione a monte degli imballaggi, l'informazione continua rivolta alla cittadinanza allo scopo di sensibilizzarla. Solo raccogliendo bene l'organico si può arrivare velocemente al 50% di percentuali di raccolta differenziata. Una volta raggiunti obbiettivi dell'ordine del 75%-80%, esistono impianti di trattamento bio-meccanico ("a freddo") dei rifiuti, che sono in grado di recuperare il 100%
dei materiali.

Che tipo di danni alla salute producono gli inceneritori ed una cattiva gestione dei rifiuti?
http://www.box.net/shared/e6oxdimy60
Secondo la FAO, l'organizzazione mondiale per il cibo e l'agricoltura, gli inceneritori di rifiuti sanitari e urbani sono la prima fonte di diossina in assoluto.
La nostra controparte, il Gruppo ETA Marcegaglia, si riferisce spesso ad un documento (scaricabile qui: http://www.box.com/s/hofavmp83j9q0heh9gll) della Organizzazione Mondiale della Sanità del marzo 2007 in cui si parla della possibilità di mettere un limite alle emissioni degli inceneritori: tale conclusione si base sul fatto che la bibliografia disponibile al momento era per la maggior parte basata su inceneritori vecchi, ma allo stesso tempo risulta ipotetica perché non affronta studi su inceneritori nuovi, come testimonia il fatto che non si parla nè di micro- né di nanoinquinanti (PM 1 e inferiori, non misurabili se non indirettamente attraverso le prove epidemiologiche) neanche a livello problematico. In più, è da aggiungere che durante la procedura di valutazione d'impatto ambientale il Gruppo Marcegaglia, per rispondere alla relazione di Stefano Montanari, ha presentato uno studio sulle nanonparticelle emesse dall'impianto di Massafra (scaricabile qui: http://www.box.com/s/0mhoilo0g3tjly7u3ftc): è ridicolo (è ridicolo che la Regione Puglia abbia considerato questo studio attendibile)!

Nel 2010 abbiamo prodotto, ideato e creato in collaborazione con i medici per l'ambiente pugliesi e di copywriter e grafici professionali una locandina sui danni dell'incenerimento dei rifiuti, che ha dato grosse soddisfazioni facendo rapidamente il giro d'Italia e venendo affisa in molti reparti di ostetricia degli ospedali. La locandina è stata approvata dall'ISDE nazionale, ma l'ordine dei medici della Provincia di Foggia si è rifiutato di apporre il suo logo.
http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/05/locandina-medica-sui-danni.html

Che cosa possono fare i cittadini?
Molto. Partecipando attivamente alla vita pubblica, informandosi e informando gli altri sui danni di questi progetti e sulle alternative disponibili, divenendo consapevoli dei propri diritti e promuovendo ogni tipo di azione (referendum, protesta pacifica e azioni legali). In alcuni casi, la legge italiana riconosce anche il diritto all'occupazione.

Che cosa possono i Comuni e le amministrazioni locali?
Gli enti locali e le aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti possono mettere i cittadini in condizione di capire, in prima persona, quanto siano inutili gli inceneritori e quanto i rifiuti siano in realtà una risorsa, semplicemente dando loro la possibilità di fare
concretamente, coi bidoncini domestici, la raccolta differenziata. Ci vuole volontà. I comuni possono deliberare per la Strategia Rifiuti Zero, decidendo di far crescere rapidamente la percentuale di raccolta differenziata, abbattendo il ricorso alla discarica e recuperando tutti quei materiali (plastiche, cartone e alluminio) che sono il foraggio degli inceneritori.
http://www.box.net/updates#/updates/1/a/1/804031144


Se la Regione ritira "in regime di autotutela" le autorizzazioni, ci sono risarcimenti o penali da pagare nei confronti del Gruppo Marcegaglia?
No, è successo di recente in Sicilia, col nuovo piano rifiuti senza inceneritori. Ma il primo vero e proprio precedente lo ha scritto lo stesso Vendola, quando, appena insediatosi dopo Fitto, ha abolito il vecchio piano Fitto dei 14 inceneritori di "biomasse", sostituendolo con uno con tre "termovalorizzatori privati" del Gruppo Marcegaglia.

LINK: Perché no all'inceneritore? Le alternative esistono!

FOGLI INFORMATIVI.
Gli inceneritori. Cosa sono, quanto inquinano: http://www.box.net/shared/ibng70atzh0yfb0edblp
Inceneritori e raccolta differenziata: http://www.box.net/shared/1qkx110z1ev3d7c82l6t
Decalogo zero rifiuti
http://www.box.net/shared/2kbm8esm0ghgt52111x3
Lezione del giurista ambientale Marco Grondacci sulle nomative relative agli inceneritori
https://app.box.com/s/heb9trrsk0bo1gu5a8cp

VIDEO CONSIGLIATI



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