domenica 19 giugno 2011

Il sindaco di Cerignola autorizzò l'aumento di quantità di rifiuti pericolosi combusti in zona industriale

Uno dei camini (Ecocapitanata) della zona industriale di Cerignola.
C'è chi si meraviglia del fatto che il sindaco di Cerignola non partecipi, nemmeno come cittadino, alle manifestazioni contro l'inceneritore di Borgo Tressanti e alle proteste riguardanti inceneritori e discariche. Il sindaco ha più volte invece definito "terroristi" quegli attivisti, ma anche medici, che sostengono lo stretto nesso d''incidenza fra neoplasie o patologie cardiovascolari gravi e le emissioni delle centrali termiche.

Nessuna meraviglia! Un anno fa il sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo ha autorizzato (con nota di protocollo n. 8987, acquisita in data 05/07/2010 all'ufficio IPPC del Servizio Ecologia della Regione Puglia) l'aumento di quantitativo di rifiuti speciali (pericolosi e non) da bruciare nell'inceneritore Ecocapitanata presente dal 1994 nella zona industriale di Cerignola, inceneritore implicato in diverse inchieste sul traffico di rifiuti sanitari e speciali.

Dagli atti procedimentali che stanno alla base del rilascio delle autorizzazione regionali VIA e AIA, si evince che l'inceneritore potrebbe (il condizionale è d'obbligo, ma basta guardare il camino arrugginito per farsi un'opinione più precisa) non montare assolutamente le migliori tecnologie disponibili, che sono d'obbligo per impianto nocivi del genere. Ricordiamo che secondo la FAO (Food and Agricolture Organization delle Nazioni Unite), gli inceneritori di rifiuti sanitari sono universalmente riconosciuti come la prima causa dell'emissione di diossina nelle aree urbane).

Un esempio?

Nella prima Conferenza di Servizi tenutasi in data 04.06.2010 fu chiesto e ottenuto dalla società Ecocapitanata di Altamura di eludere la prescrizione regionale riportata nel provvedimento di VIA (D.D. n.208 del 03.06.10) sul monitoraggio in continuo dell'acido fluoridrico (HF). Questo sistema, infatti, secondo Ecocapitanata e la Regione “pone dei problemi di non poco conto sia dal punto di vista economico che temporale, infatti il dover installare il dispositivo per il monitoraggio in continuo di HF presuppone la necessità di disinstallare tale dispositivo, quindi di non avere a disposizione il monitoraggio in continuo dei parametri già monitorati per circa 4 mesi”.

La Regione Puglia ed il Comune di Cerignola, ovviamente, hanno approvato. Cioè, si preferisce non attendere quattro mesi di tempo alla tutela della salute sancita dalla Costituzione italiana, dallo Statuto Comunale di Cerignola, dallo Statuto Regionale della Puglia e da tutte le leggi e gli accordi internazionali.

1 commento:

  1. E' vero che l’inceneritore non effettua alcun trattamento delle acque reflue per cui gli scarichi idrici associati all’impianto sono considerati alla pari di comunissimi scarichi civici e , in quanto tali, direttamente convogliati nella fogna pubblica dell'acquedotto?

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