domenica 1 maggio 2011

Qualità dell'aria in provincia di Foggia. Dati sull'inquinamento



In tutta la Capitanata aria da risanare con la massima urgenza.

"L'inquinamento urbano (traffico, riscaldamento) rappresenta circa un terzo delle emissioni globali, causa del riscaldamento del pianeta".
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LA QUALITA' DELL'ARIA - Com'è la qualità dell'aria in provincia di Foggia attualmente? Buona ... Anzi no, pessima ...

Lo dice il Piano Regionale della Qualità dell'Aria (PRQA), finalizzato allo studio dell'inquinamento atmosferico, alla distribuzione di fondi comunitari destinati alla "bonifica" dell'aria, allo studio delle contromisure a medio e lungo termine da mettere in atto da parte degli Enti Locali ed, in particolare, dei Comuni.

IL PRQA DEL 2007 - Il piano della qualità dell'aria è un strumento di dotazione obbligatoria da parte di tutte le regioni europoee. Questo lo dice la UE. In Puglia, questo strumento, varato nel 2007, è diventato atto amministrativo regionale nel 2008 e ha il valore di Regolamento (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=lsezdoc&anno=xxxix&sez=140&limit=10&total=78&limitstart=60) interno. Il documento di circa 200 pagine è stato elaborato, in convenzione con l'assessorato regionale all'ambiente, da Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA Puglia), Università di Bari e di Lecce, CNR – ISAC.

IL PRQA è stato elaborato sulla base di tre elementi fondanti:

a) la conformità normative nazionale ed europee;

b) il principio di precauzione;

c) la completezza e trasparenza delle informazioni per amministrazioni e cittadini.

Al fine di far rientrare nei limiti legge e di ridurre gli inquinanti più diffusi a livello urbano. Fra questi il PRQA pone particolare attenzione su polveri fini (PM10), biossido d'azoto (NO2) e l'ozono (03). Ma si considerano anche altre sostanze gassose di diversa natura, come il biossido di zolfo (SO2), il monossido di carbonio (CO) e gli idrocarburi incombusti.

Il PRQA individua due fascie di maggiore interesse: la fascia A con nove città a traffico veicolare molto intenso (Altamura, Andria, Bisceglie, Bitonto, Gravina, Martina Franca, Molfetta, Trani) e la fascia C, caratterizzata da ben quattordici che, oltre all'impatto dell'inquinamento urbano di veicoli, forni e caldaie, ecc., ospitano sul loro territorio la presenza di insediamenti industriali soggetti a norma comunitaria IPPC (PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL'INQUINAMENTO). Queste sono Bari, Barletta, Brindisi, Cerignola, Corato, Fasano, Foggia, Lecce, Lucera, Manfredonia, Modugno, Monopoli, San Severo, Taranto.

E' evidente come la provincia di Foggia sia la più penalizzata di tutte. Ben 5 su un totale di 14 comuni pugliesi nella cosiddetta "Fascia C" si trovano in Capitanata (Foggia, Manfredonia, Cerignola, San Severo, Lucera).




LA RETE DI MONITORAGGIO - La Rete di Monitoraggio pugliese è inadeguata alle complessità e le criticità regionali.

A questo deficit, il PRQA risponde adeguatamente, in linea con tutte le legislazioni nazionali o comunitari e con gli accordi internazionali, stabilendo che dove non vi siano dati certi (e - quindi - nemmeno informazione e consapevolezza da parte dei soggetti interessati circa la qualità dell'aria che respirano), si richiede l'applicazione del Principio di Precauzione.

Un altro primato, che appartiene alla provincia di Foggia, è quella della "disomogeneità" della rete, cioè della scarsita e della cattiva distribuzione delle cabine di monitoraggio urbane. Questa circostanza, spesso lamentata dall'agenzia per la protezione ambientale, deriva dal fatto che la Regione non ha mai richiesto di accedere alla parte di finanziamenti relativi a manutensione/miglioramento della rete (appunto, di proprietà regionale e solo, si fà per dire, gestita da ARPA), come era previsto nello stesso PRQA.
Di conseguenza alcune zone risultano per nulla monitorate (è il caso-limite di Cerignola e le località turistiche del Gargano come Vieste, zona a traffico elevato con un inceneritore di rifiuti speciali e sanitari nella zona industriale alle porte della città) o solo "simbolicamente" controllate (Foggia e San Severo). A Lucera, invece, il comitato Salute e Territorio è riuscito un anno a far installare dal proprio Comune una cabina di monitoraggio da traffico, inserita però poi banalmente all'interno di un polmone verde della città come la villa comunale (sistemazione ritenuta inidonea dall'ARPA, ma tant'è ... la centralina non si è mossa da lì e registra valori decenti).

Dicevamo di Cerignola, dove l'entità dell'inquinamento si può desumere dall'uso e dal quantitativo eccessivi degli automezzi privati. Nell'allegato del PRQA relativo alla redistribuzione della rete di monitoraggio, si prevede lo spostamento verso la città di Cerignola di una stazione fissa di monitoraggio, attualmente (ancora) a Manfredonia. Il suo trasferimento è un'operazione che può avvenire quasi a costo zero, ma nessun si è mai preso la briga di farlo (deve farlo il Comune, sollecitando direttamente la Regione in primis e poi l'ARPA, ma possono farlo anche i cittadini).



LE MISURE DI RISANAMENTO - Le azioni di risanamento della qualità della aria previste dal PRQA sono essenzialmente quattro:
1)miglioramento della mobilità (inclusa la mobilitazione delle merci)

2)riduzione delle emissioni da impianti industriali

3)sviluppo delle politiche di educazione e comunicazione ambientale

4)interventi per l'edilizia, finalizzati essenzialmente al risparmio energetico che, erroneamente, non viene mai preso in considerazione dalle amministrazioni e dalle compagnie private come una vera e propria fonte energetica.



Questi interventi sono individuati dal Decreto 16 ottobre 2006 ("Programma di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualità dell'aria e alla riduzione delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani."). Con tale decreto, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha istituito un fondo al quale le regioni possono accedere, facendo richiesta di finanziamento e formulando un accordo di preventivo col MATTM; in seguito, ogni regione ha emesso periodicamente dei bandi sul bollettino ufficiale regionale, ai quali gli enti locali e i Comuni dovevano rispondere; ciascuna regione è tenuta ad organizzare un registro delle misure di risanamento effettuate, che contribuisce ad aggiornare presso il MATTM.

Questo doveva accadere seconda una tempistica di 8 mesi (vedi PRQA, p. 159), il che fa pensare che i termini ultimi per presentare le richieste di finanziamento per siano già scaduti (ma bisogna verificare).

Oltre alla misure finanziarie, il maggior numero delle misure è, però, di carattere prescrittivo (in senso generale) - ciò che riguarda particolarmnete quelle nel campo della mobilità e dell'educazione ambientale. Altri tipi di misura, invece, sono da ritenersi meno efficaci come l'uso dei grattini a pagamento se non anche a volte controproducenti come l'edificazione di nuovi parcheggi a ridosso dei centri città. Fondamentale è, inoltre, la promozione del rimboschimento di aree verdi dentro e fuori i centri abitati.

Una misura di particolare interesse è quella del "mobility manager", che si occupa di captare fondi, predisporre i piani di mobilità urbana e interurbana e promuove una cultura dell'"intermodalità", ossia dell'alternativa di diversi mezzi per le persone (bici-treno-bus) ed anche per me merci (treno-camion & mezzi leggeri ed ecologici all'interno dei centri storici e cittadini).

Il Mobility Management è obbligatorio grazie al PRQA per tutti i Comuni presenti in Fascia C e per le aree metropolitana (unica in Puglia: Bari).

I CONTROLLORI E I CONTROLLATI - Non bisogna dimenticare che il fine ultimo dei PRQA è la promozione di un percorso amministrativo, ma anche culturale rivolto a garantire un elevato standard di vita a a basso consumo energetico.

Anche per via del fatto che l'ARPA che dovrebbe vigilare sulla sua corretta e attuazione e sull'effettivo progresso non è un vero organo di controllo (manca, cioè di potere di rendere esecutivi e effettivi i propri atti, nè possiede quel potere di veto che dovrebbe esercitare rispetto all'insediamento di nuove insediamenti industriali energetici), i piano regionale della qualità dell'aria vengono presi a volte eccessivamente sottomano. In realtà, i loro veri destinatari sono i sindaci e e le amministrazione e i cittadini, che devono sfruttare questo strumento normativo a loro vantaggio.

Per scaricare il PRQA: http://www.arpa.puglia.it/web/guest/prqa

Per verificare da sè i dati della rete monitoraggio (non in continuo): http://www.arpa.puglia.it/web/guest/qariainq

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Approfondimento:
LUCERA
http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:VKVop1kmQ4EJ:www.lucerabynight.it/administrator/public/16740_1.pdf+ippc+lucera&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiJzx_fDwQ-Xf3pLQE08LfS7a14t4FhnJSYLZIKywv0eX0MC6syDLUqtwMgTuVYkVUmKfh39gaf2IL_jT_4JJ8xYVJ0FTFITuHhyRJskJwTQtjp5fmm3Q9YZj-vzm8zcsmcb8qi&sig=AHIEtbS7JJzP8MDbEEnJBv2QsBhUpuSkXA&pli=1
SAN SEVERO
- http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/25/san-severo-perche-diciamo-no-al-turbogas.html
- http://www.taonline.it/sansevero/atmosfera/campagna-di-misure
- http://www.comune.san-severo.fg.it/Default.aspx?Id=2303
- http://www.pugliapress.org/2011/03/11/centrale-di-san-severo-marino-concentrazione-pm10-superata-ben-5-volte/
FOGGIA
- http://www.statoquotidiano.it/09/03/2011/limiti-pm10-foggia-provincia-inquinata/43789/
- http://www.foggiaefoggia.com/news/dettaglio.asp?id=16455
CERIGNOLA
- http://www.loblog.it/il-7-maggio-cerignola-discute-su-causa-prevenzione-e-cura-del-tumore-polmonare/
MANFREDONIA
- http://www.isola5.it/blog/2007/09/manfredonia-sorvegliata-speciale-dell%E2%80%99inquinamento-industriale/

1 commento:

  1. Tipologie e requisiti degli interventi e dei progetti oggetto di finanziamento
    (D. M. 16 ottobre 2006)
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    1. Possono essere finanziati, nel rispetto dei criteri e delle procedure di cui agli articoli successivi, i seguenti interventi e i seguenti progetti:
    a) interventi previsti nei piani e programmi di risanamento della qualità dell'aria di cui all'art. 8 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351;
    b) interventi finalizzati allo sviluppo di strumenti di valutazione volti ad assicurare che i piani e i programmi di cui alla lettera a) siano aggiornati alla luce degli effetti riscontrati a seguito della pregressa attuazione e in modo tale da promuovere: 1) gli interventi che garantiscono un elevato grado di efficacia in relazione ai costi, 2) gli interventi che comportino la riduzione contemporanea delle emissioni inquinanti e dei gas serra (come gli interventi in materia di risparmio energetico), 3) gli interventi che comportino anche ricadute positive in termini occupazionali e di competitività;
    c) interventi finalizzati alla diffusione di informazioni circa i risultati conseguiti mediante l'attuazione dei piani di risanamento della qualità dell'aria e interventi basati su campagne di comunicazione, informazione e sensibilizzazione destinate al pubblico; tali interventi devono essere coerenti con le finalità delle normative nazionali e comunitarie in materia di valutazione e gestione della qualità dell'aria;
    d) progetti di interesse comune (nazionale/regionale/locale) aventi le seguenti finalità: sviluppare e sperimentare metodi e strumenti strategici per la valutazione e la gestione della qualità dell'aria volti ad individuare gli impatti dei diversi settori (trasporti, produzione industriale, civile ecc.) sulla qualità dell'aria e garantire una maggiore integrazione della tutela della qualità dell'aria nei programmi e nelle politiche relativi a tali settori;

    migliorare la base delle conoscenze nazionali e locali ai fini della formulazione, dell'attuazione, della valutazione e del monitoraggio delle politiche di risanamento della qualità dell'aria (ad esempio attraverso la raccolta e l'elaborazione di indicatori e dati di input per modelli e scenari);

    individuare, a fini dimostrativi, interventi idonei a promuovere la sinergia con le politiche di riduzione delle emissioni dei gas serra;
    promuovere il miglioramento della capacità di gestione e di programmazione in materia di tutela della qualità dell'aria attraverso la realizzazione di sistemi informatizzati per la raccolta e l'accesso a dati e informazioni a livello nazionale ed attraverso la definizione di specifici programmi di formazione;
    organizzare apposite azioni e campagne di comunicazione, workshop e convegni sulle attività svolte in tema di politiche per la tutela della qualità dell'aria.
    2. Un elenco esemplificativo dei progetti di interesse comune di cui al comma 1, lettera d), e' riportato nell'allegato I.
    3. Ai fini del finanziamento, i progetti di cui al comma 1, lettera d), devono presentare un valore aggiunto nelle conoscenze, a livello nazionale, in termini di capacità conoscitiva e programmatica e consentire l'integrazione e armonizzazione con gli strumenti regionali e locali di valutazione e di gestione della qualità dell'aria.

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