martedì 24 maggio 2011

"Persone, non numeri". Stefano Palladino sul Gruppo Marcegaglia


La visita al sito internet dell’ETA, in cui sono stati messi on line tutti i dati del costruendo inceneritore, mi ha permesso di comprendere la filosofia di quest’azienda e la sua considerazione del nostro territorio. La società del gruppo Marcegaglia su internet afferma che un certo impatto ambientale dell’inceneritore potrebbe verificarsi solo in un raggio di 5 km dal sito e che tale area non risulta densamente popolata in quanto dai dati Istat del 2001 vivrebbero solo 197 persone, inoltre, afferma che il borgo di Tressanti dista ben 7 km dal sito e, quindi, fuori pericolo. Il sito contiene, ovviamente, centinaia di ulteriori informazioni ma al sottoscritto sono bastate quelle descritte per confermare il concetto che mi ero fatto dell’ETA e della vicenda.

L’ETA del gruppo Marcegaglia dovrebbe capire che 197 persone (del 2001) non sono solo un numero, sono 197 uomini, donne e bambini che hanno il diritto di continuare a vivere la loro vita tranquillamente, senza esporsi a potenziali o reali rischi. L’ETA del gruppo Marcegaglia dovrebbe capire che una amministrazione comunale non difende i diritti dei suoi cittadini in base al loro numero, li difende anche se dovessero essere 197 o soltanto 7. Mi fa rabbrividire l’idea che quei fortunatissimi residenti di Borgo Tressanti possano sentirsi al sicuro grazie a quei 2 km di distanza rispetto alla zona considerata potenzialmente più pericolosa. Quotidianamente il mio lavoro mi porta a contatto con molti imprenditori, decidere se dargli credito o meno dipende anche da come essi si pongono nei confronti del rischio d’impresa e quali precauzioni assumono per neutralizzarlo. Il signor Garavaglia amministratore dell’ETA dimentica del ricorso al Capo dello Stato presentato dal Comune di Cerignola su cui tra pochi mesi si esprimerà il Consiglio di Stato. Lo dimentica nella stessa maniera con cui ha dimenticato di inviare al Comune importanti documenti che avrebbero permesso al nostro ente di effettuare le valutazioni del caso, nella stessa maniera con cui ha dimenticato di coinvolgere nell’iter autorizzativo altri comuni anche più vicini di Manfredonia e Cerignola all’inceneritore.

Per questi e molti altri motivi il comune di Cerignola ha presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato ed i comuni di Stornara e Stornarella hanno chiesto la riapertura della conferenza di servizi. Al suo posto sarei più accorto, la società che amministra sta spendendo tanti soldi, non vorrei che lo stesse facendo a vuoto, che l’iter autorizzativo debba essere riproposto. Invito anche lui alla manifestazione contro l’inceneritore che si terrà il 18 giugno, magari potrà spiegare di persona a quelle 197 persone che nel 2001 (dati Istat) vivevano nel raggio di 5 km dall’inceneritore che non c’è nessun problema, magari lo potrà spiegare anche a quelli di Borgo Tressanti che vivono a 2 km più in là.

Ufficio Stampa - Comune di Cerignola

2 commenti:

  1. l'ETA attraverso la Marcegaglia ovvero la Confindustria è legata stranamente ma in maniera PALESE con l'EDF SpA creatrice e socio unico della EDF Srl che ha piazzato il suo mostro all'avanguardia denominato la "FENICE" che inquina con le polveri l'aria e con i liquidi il suolo ed il sottosuolo con le acque che alimentano anche l'Ofanto. Il mostro dell'avanguardia tecnologica ha il reparto che produce residuo in polveri del metallo che per la volontà di non riparare l'impianto autorizzato gli viene concesso di smaltire a Brescia nell'impianto al costo di chi? Nel garbuglio delle autorizzazioni regionali alla SpA ed alla Srl ma sempre EDF premiata dalla Ferrari da Montezemolo ed ha concordato con la Confindustria ma cosa? e questi elementi di spicco hanno valutato bene un amministratore che non è in grado di reperire il ricambio per far funzionare l'impianto. L'inquinamento del suolo e del sottosuolo, rilevato dalla stessa società operante e concordata con l'Arpab della Regione Basilicata, doveva essere elemento sospensivo delle attività dell'impianto che inquina attraverso le sue stesse strutture garantite contro la perdita dei liquidi. I liquidi che vi arrivano rapidamente anche a voi a Cerignola così come vi arriva l'aria piena delle polveri che non hanno barriere a sette chilometri dall'impianto generatore: voi siete a VENTISETTE CHILOMETRI. LA FENICE interessa intere vallate della provincia di Potenza e di Foggia, e gli amministratori cosa fanno? Voi non abbandonatevi alle illusioni e non accettate le chiacchiere, quello che ho detto è riscontrabile dalla documentazione reperibile su internet. La Fenice di Melfi deve chiudere in quanto non efficiente e generatore di inquinamento volontario, Cerignola non può accettare la Fenice, MA NON DEVE ACCETTARE accettare impianti generati da chi applaude e premia e concorda per il premio denaro.
    Ultimo piccolo particolare, l'amministratore della EDF SpA titolare della EDF Srl è TITOLARE DELLA PROGETTAZIONE DEL NUCLEARE IN IN ITALIA PER INCARICO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. IL NUCLEARE CONCEPITO CON LO STESSO METODO DELLA FENICE DI MELFI E' MORTE PER LAVELLO E' MORTE PER MELFI E' MORTE PER CERIGNOLA E' MORTE PER QUANTO PROGRAMMATO, E LO SA IL MONDO INTERO. (Chernobyl ,Fukushima) Primiano Abbiuso

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  2. Non solo, ma abbiamo anche una turbogas a Candella (confine Ascoli Satriano) e l'inceneritore di rifiuti sanitari Ecocapitanata nella nostra zona industriali. Quindi stiamo messi proprio bene per le prossime due o tre generazioni!

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