martedì 12 aprile 2011

Foggia città. Prove tecniche d'incenerimento dei rifiuti.

Come la crisi rifiuti si evolve in "emergenza" grazie ai bidoni in fiamme e al panico.

Nella notte del 12 aprile si è verificato a Foggia l'ennesimo episodio di combustione di cassonetti dei rifiuti (questa volta ben 16). Chi ha parlato di "inceneritori momentanei" ha fatto bene, perché questi sono solo i preliminari dell'accensione dell'inceneritore di Borgo Tressanti che sarà ultimato entro l'estate, se non lo fermeremo prima.

Ogni tipo di combustione genera (sempre) diossine e furani, altre sostanze (come benzoapirene, arsenico, mercurio, ecc.), ma quelle alle alte temperature di inceneritori e centrali - specialmente quelle progettate negli ultimi 10 anni -, producono nanoparticelle, dei "killer invisibili" (dato che esistono a malapena apparecchiature in grado di misurarle) e dalla tossicità elevata, che possono penetrare fin nei tessuti delle cellule.

L'unica risposta possibile al problema dei rifiuti è la raccolta differenziata! Gli inceneritori moltiplicano le discariche autorizzate e abusive e favoriscono chi guadagna coi traffici illeciti dei rifiuti.

Per questo, è necessario che dalle stesse periferie di Foggia parta una ferma e vibrante richiesta: Strategia Rifiuti Zero, raccolta differenziata spinta col sistema porta a porta, ritiro domiciliare della frazione organica ("umido"), posti di lavoro da impiegare nei centri di selezione e per un ciclo trasparente di gestione dei rifiuti, dalla loro diminuzione sino alla fase conclusiva dello smaltimento.

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