venerdì 18 marzo 2011

Medicina Democratica sulle assoluzioni in appello per le morti del petrolchimico.

San Severo (FG) - 18 marzo 2011
Confermata in appello l’assoluzione di dirigenti dell’Enichem e “esperti”:
A Manfredonia gli operai sono morti non per tumori da Arsenico,ma per…..caso..!
L’operaio Nicola Lovecchio deceduto per tumore aveva e ha ragione: in questo pezzo di Italia
“ il prioritario diritto alla salute è stato subordinato al profitto.”
La verità di Nicola è la verità e la Giustizia che vogliamo continuare ad affermare!!

Dicevamo nel 2007 sulla sentenza di assoluzione di primo grado,diciamo oggi sulla sentenza di assoluzione in appello,che è scandaloso affermare di fatto che i morti da Arsenico del petrolchimico di Manfredonia “ non sussistono”.
Forse che gli abitanti e i lavoratori dell’Enichem di Manfredonia,esposti alla massiva esposizione ad arsenico nel 1976 in un disastro industriale prevedibile e prevenibile,sono stati colpiti all’epoca da allucinazioni,vivendo un film e non la dura,cruda realtà del dispiegarsi della conseguenze della ricerca di profitto sulla pelle dei lavoratori e della popolazione??
Nicola Lovecchio, morto per adenocarcinoma polmonare,che prima di morire con la sua “indagine” e denuncia insieme a Medicina Democratica aprì di fatto il processo alla Enichem di Manfredonia, affermava: ”Questa vicen-da mi ha dato la forza di reagire a tutto quello che ho subito in fabbrica.Il senso della mia vita è quello di continuare a lottare:voglio vivere,non voglio andarmene così.Non posso stare seduto,aspettare .. che questa malattia mi consuma del tutto e senza aver fatto nulla per riacquistare la mia dignità di uomo.Dirò ai miei tre figli: vedete nella mia sfortuna lotto perché ho un debito nei vostri e nei miei confronti.Se sentite di stare nel giusto andate avanti senza alcun timore…Il male un po’ mi ha cambiato,nel senso che mi ha aperto; ora non ho più niente da perdere.Parecchi compagni di lavoro si sono fatti vivi e c’è un movimento che si sta diffondendo: chi è sopravvissuto, si sente leso nella dignità della propria persona perché l’azienda ci ha maltrattati nel vero senso della parola.C’è grande solidarietà e consapevolezza che il PRIORITARIO DIRITTO alla SALUTE non deve essere MAI SUBORDINATO AL PROFITTO.”
L’assoluzione in appello non fermerà la ricerca di verità e fa ancor più campeggiare la nobile figura dell’operaio Lovecchio sulla miseria di chi ha sacrificato vite umane e territori sull’altare del profitto.
Ancora una volta viene lacerato,colpito alle fondamenta il diritto,volendo quasi cancellare dalla memoria le devastazioni,i morti,i malati,i danni ambientali permanenti in un territorio tra i più belli di Italia, ora condannato ancora una volta a piangere non solo i suoi morti ma a assistere al funerale della Giustizia.
Non deve restare nel nulla il lavoro certosino,tecnicamente e umanamente di alto spessore, svolto dal sostituto procuratore Lidia Giorgio della Procura della Repubblica di Foggia, dai consulenti suoi e delle parti civili, da Medicina Democratica, così come dalla Confederazione Unitaria di Base - (C.U.B.), rappresentate e difese dall'Avv. Giuseppe Mattina del Foro di Roma, dell’avvocato Umberto Liguori,a sostegno dei Famigliari delle vittime operaie, che consegna in ogni caso alla storia i particolari di una vicenda industriale tra le più tragiche del nostro paese che Medicina Democratica continuerà a far conoscere.
Questa sentenza di assoluzione in Appello ci fa dire con Giulio Di Luzio (nel libro “ I Fantasmi dell’Enichem”) che la vicenda Enichem : è’ la storia di un territorio scippato delle sue vocazioni naturali, colonizzato dalla chimica di Stato e poi abbandonato”. In verità non è stato abbandonato…; forse se fosse stato abbandonato (dai poteri “forti”)….gli uomini e le donne di Manfredonia avrebbero avuto la capacità e il tempo per riappopriarsene….;invece è diventato territorio di “scorribande”, oggetto,come su un cadavere, di “autopsie”,”prelievi” ulteriori per nuove sperimentazioni politiche ed economiche ,cosa che Nicola voleva che non accadesse più, come con il contratto d’Area ..facendo cadere una pioggia di miliardi di vecchie lire (oltre 1500)…vere e proprie nuove regalie e ciò nel corso degli anni novanta-inizio 2000 e a seguire,ad imprenditori speculatori,cui vengono dati contributi statali (leggasi soldi dei cittadini) per circa 2/3 dei fondi previsti per la realizzazione di nuovi impianti e nuove produzioni di morte..,alcuni abbandonati dopo aver preso soldi, tutto sulla pelle dei cittadini.
Questa sentenza ci dice ancora una volta che occorre che dal territorio di Manfredonia, e non solo, parta un grande movimento di cittadine e cittadini impegnati a restituire memoria e giustizia a Nicola, alle altre vittime e ai disoccupati, ai lavoratori, ai giovani di Manfredonia .
Saremo sempre con te Nicola e con le tante vittime dell’Enichem… per amore della giustizia,perché come dicevi tu,caro Nicola, ”il prioritario diritto alla salute non deve essere mai subordinato al profitto ..
Dr. Tonino d’Angelo-Presidente nazionale di Medicina Democratica

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