sabato 22 gennaio 2011

Salute e Territorio Lucera: "Progetto Energia Lucera", la città deve essere informata

giugno 2010
«Sono inceneritori!»

Il “Progetto Energia”, da pochi giorni pubblicato sul sito del Comune di Lucera, ha una impressionante valenza sia in merito ai quantitativi di MW (101!) delle 3 (tre) centrali a biogas che si vorrebbero costruire, sia in merito al materiale da utilizzare per il funzionamento di questi impianti e sia per l’architettura finanziaria che lo sorregge.
Attenendoci ai contenuti del corposo progetto (360 pagg.) redatto dal responsabile unico del procedimento (RUP) ing. Giuseppe Cinquia per il Comune di Lucera, è detto in esso che i materiali di utilizzo per il funzionamento delle centrali non sono soltanto le biomasse ma, anche, CDR (Rifiuti solidi urbani). Gli impianti, dunque, sono INCENERITORI con tutte le conseguenze di mortalità e patologie che essi producono. Per “convincerci” del “poco o nullo impatto ambientale” (come ha affermato l’assessore Ienco), si parametra l’impianto di Terni di 4 MW che, pur essendo enormemente più piccolo rispetto a quanto prevede il progetto per Lucera, presenta importanti pericoli per la salute umana in termini di qualità di emissioni. I dati degli inquinanti sono leggibili nelle tabelle annesse al progetto. Non è certo la pirolisi a depotenziarne le emissioni nocive!
Altre criticità che lo stesso estensore del piano evidenzia si assommano ad altre che, pur non esplicitate, emergono dagli stessi tabulati annessi al progetto.
Esempio: la filiera di produzione della biomassa agricola occorrente che, essendo scarsa per alimentare un simile potenziale in MW, è da impiantare con “la coltura del pioppo”, che richiede una tipologia di terreno “fertile, profondo, permeabile, con buona capacità idrica e falda superficiale”. Orbene, Lucera è inserita in zona Z5, vale a dire in una zona a “ridotta o assente disponibilità irrigua”. Inoltre, per il funzionamento di una centrale occorrono 1.000 mc. d’acqua all’ora... Il progetto, dunque, inizia “a far acqua” proprio… nell’acqua che occorrerebbe e che, invece, manca! Ma le criticità del progetto sono tante e corpose in ogni settore prospettato.
La città deve essere informata e resa consapevole di ciò che si vuole fare apparire come miraggio economico strabiliante e senza limiti di profitti da realizzare.
Perché si chiede di velocizzare i passaggi attuativi, in primis in Consiglio Comunale, senza alcun confronto con la città se non con chi dal progetto ne dovrebbe trarre profitti?
“La risorsa economica contenuta nei rifiuti solidi urbani – si dice – appartiene al Comune ma, nel bandire la gara esso ha deciso di concedere lo sfruttamento al concessionario e per esso a LuceRArcadia s.p.a.”.
L’appropriazione indebita della risorsa economica della spazzatura prodotta dai cittadini, in questa “partita di giro” viene immessa nella s.p.a. LuceRArcadia, nella quale “quasi tutti i tecnici del Comune acquisteranno le azioni per la loro redditività”. “La società etica” come loro la chiamano, “dai rilevantissimi ritorni finanziari” avrà al suo interno gli stessi amministratori comunali nonché i funzionari del Comune. Compreso il Sindaco e l’estensore del progetto, il RUP, che ha il ruolo di appaltare i lavori e liquidare i pagamenti.
Non vi pare che i conflitti d’interesse siano troppo corposi? La velocizzazione impressa al progetto e la quasi secretazione degli atti fino alla pubblicazione sul sito del Comune, depongono fortemente in questa direzione.
Perché nessuno ha mai parlato pubblicamente mentre si susseguivano le commissioni consiliari imperniate su questo argomento? Eppure, in città non mancano “i messia domenicali” che “la raccontano” alla gente in base all’utilizzo che si prefiggono. La “dimenticanza dell’argomento energia” da parte di tutti è insita, forse, nella struttura “etica” della s.p.a. che li vede appassionatamente tutti assieme e solidali?
Se non è la salute che a questi aspiranti “Paperoni” interessa, noi diciamo che abbiamo da obiettare parecchio! E ci attiveremo nell’immediato per informare la città.
Chiediamo subito un Consiglio Comunale monotematico sul “Progetto Energia” aperto alla cittadinanza. È troppo? No! Per noi è necessario.
I “padroni della monnezza” sappiano che la città è stanca di essere preda delle loro scorribande!».

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