domenica 16 gennaio 2011

Più ombre che luci sul progetto Agri Tre di Sant'Agata di Puglia



Tre progetti presentati praticamente in fotocopia solo in Puglia (nel Salento a Cavallino, a Barletta e in territorio di Sant'Agata di Puglia al confine con Deliceto, in località Viticone), delibere comunali capestro, la protesta dei cittadini e il silenzio della Regione. Ma che cosa si aspetta per chiedere il ritiro delle convenzioni?

Se si eccettua Tonino Soldo, cittadino santagatese e presidente del circolo Legambiente "Gaia" di Foggia, nessun ha ancora chiesto il ritiro del provvedimento con cui l'amministrazione comunale di Sant'Agata ha dato il via libera al progetto AgriTre del Gruppo Tozzi di Ravenna.
Soprattutto, non l'ha fatto il PD locale, che ha promosso insieme all'Italia dei Valori un apposito comitato per far chiarezza sul progetto. Secondo il presidente pro tempore del comitato, non ci può essere una posizione ambigua del tipo "ni" sul progetto.

Ma qual è questa posizione del comitato? No al progetto attuale e sì, ma sotto precise condizioni alla presentazione di un nuovo progetto. Quali caratteristiche debba avere questo progetto, è chiaro: utilizzo delle biomasse in filiera corta.

Ma è proprio questo il punto da chiarire. Sulla questione era stato interpellato tempo fa Lorenzo Ciccarese: "innanzitutto, bisogna capire da dove vengono i combustibili". Inoltre, un'azienda ha interesse ad un tale progetto nella misura in cui esso supera i 37 MW, altrimenti niente ...

(Da completare).

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