mercoledì 19 gennaio 2011

Giungono rassicurazioni dal sindaco di Carapelle sull'inceneritore Caviro


La società Caviro di Faenza, operante nel settore dei distillati (Tavernello), possiede a Faenza una distilleria ed un inceneritore. A Carapelle, in provincia di Foggia, è presente da anni con una distilleria, ormai chiusa, e dal 2008 ha in progetto la realizzazione di un inceneritore di biomasse e di "materiali comparabili alle biomasse" (ossia Combustibile dai Rifiuti, secondo la legge italiana contestata dall'UE).

Il progetto "Carapelle Energia", localizzato inizialmente ad un 1,5 km dal centro abitato, aveva riscontrato sin da subito l'opposizione degli agricoltori e della popolazione espressa attraverso una petizione di 2.500 firme (su una popolazione di 6 mila abitanti) promossa dagli stessi cittadini; tale opposizione aveva fatto sì che il Comune di Carapelle, dopo aver rilasciato concessione edilizia, si pronunciasse negativamente in sede di conferenza dei servizi il 10 novembre 2009 a Bari (dove, però, la petizione consegnata al Governatore Vendola non veniva trasmessa, mentre c'erano le opposizioni tecniche del giornalista Gianni Lannes).
(Faldoni accatastati in un angolo del settore ambiente della Provincia, fotografati estate 2011) Già nel settembre 2009, infatti, a margine di una presentazione del giornale ItaliaTerraNostra dello stesso Lannes, il sindaco Palomba affermava: "La gente ha diritto alla qualità della vita. Com'è possibile che un sindaco possa muoversi in una direzione diversa da quello che chiede la comunità? E' inutile ormai discutere della questione Caviro, perché la posizione è chiarissima: è no, punto e basta. Nelle sedi opportune farò sentire il mio no alto, squillante, vibrante … ". ; lo stesso, inoltre, invitava tutti i cittadini e le associazioni ad abbandondare l'atteggiamento di ostilità e a coalizzarsi contro il cantiere dell'inceneritore Marcegaglia a Manfredonia in località Paglia/Fonterosa, ad un tiro di schioppo dai confini comunali di Carapelle e dei Cinque Reali Siti.

Nell'estate scorsa, però, la Caviro ci riprova - fornendo garanzie puramente verbali ("solo biomasse stavolta"), ma niente di scritto -, e scegliendo una diversa localizzazione (località Bonassisa), a 6 km dal centro di Carapelle, ancora una volta nei pressi di Borgo Tressanti e Borgo Mezzanone e letalmente vicino al cantiere dell'altro inceneritore in costruzione a Manfredonia e dall'adiacente impianto per la produzione di CDR (le cosiddette "ecoballe"), quest'ultimo completato ma non ancora in funzione. Il Comune di Carapelle organizza un dibattito pubblico nella piazza del municipio con la partecipazione di un rappresentante della Caviro (Sergio Celotti) arrivato apposta da Faenza, con lo scopo dichiarato dai consiglieri comunali benpensanti di maggioranza ed opposizione di "rassicurare la popolazione", in cui viene fatto leva sulle situazioni di crisi strutturale del settore agricolo, di disoccupazione generale e di ricatto occupazionale, avendo la distilleria della Caviro a Carapelle diversi cassintegrati, e vendendo fumo negli occhi con promesse di centinaia di nuovi posti di lavoro (laddove, la documentazione ufficiale parla di non più di 30 addetti massimo, indotto compreso, alcuni provenienti dalla stessa Faenza). Negli stessi giorni viene istituita una commissione consiliare, che valuta positivamente il nuovo sito prescelto, ma senza la base di un nuovo progetto (il vecchio è da ritenersi ormai andato) e senza nessun esperto ... Ma a che titolo (e nel nome di chi)?

Successivamente, i risultati della pseudocommissione vengono portati in Consiglio Comunale, che il 19 novembre 2010 delibera di procedere, in accordo con Caviro, a stilare la convenzione, che avrebbe sancito ufficialmente a questo punto la ripresa dei rapporti fra Carapelle e il privato di Faenza. Dopodiché, però, la Caviro, che avrebbe dovuto farsi risentire entro gennaio 2011 (questo mese) con una bozza di convenzione, non si è più fatta viva, come ci ha detto lo stesso sindaco di Carapelle. Ciononostante, abbiamo chiesto chiarimenti sui contenuti della deliberazione:

* innanzitutto, si legge che il parere favorevole alla nuova localizzazione è stato rilasciato in base al vecchio progetto, non più valido;
* Caviro s'impegna a versare un totale di 170.000 euro al Comune di Carapelle, di questi 20.000 serviranno al Comune per richiedere consulenze scientifiche sugli impatti ambientali e sanitari e 100.000 da versare dopo il rilascio della VIA/AIA da parte della Regione, ma solo in seguito alla presentazione del nuovo progetto che non c'è; 50.000 in seguito alla presente delibera del Comune. Alle nostre domande, il sindaco Alfonso Maria Palomba ha risposto che questi 20.000 euro (riscossi?) serviranno al Comune per le consulenze quando e se il progetto verrà ripresentato e che i 50.000 euro non sono mai arrivati! Un segno che si potrebbe interpretare nel senso che Caviro sembrerebbe ormai piuttosto intenzionata a desistere dall'iniziativa.

Abbiamo invitato il sindaco a smentire con un comunicato stampa ufficiale il contenuto della deliberazione, in particolare relativamente al trasferimento dei 50.000 euro, e a far presente alla Caviro, nel caso di ripresentazione di una nuova istanza per il permesso a costruire, l'esistenza di un gruppo di cittadini pronti a formulare tutta una serie di osservazioni tecniche. Alcune osservazioni:

- Mancano le "biomasse" necessarie in zona per realizzare una vera e propria filiera corta.
- Secondo le linee guida nazionali, le vinacce sono rifiuti. Ciò comporta: che a) anche se il progetto presentato è inferiore ai 50 MWt, ciò non basterebbe a eludere l'obbligo di VIA (valutazione d'impatto ambientale), necessaria per tutti gli inceneritori di rifiuiti, e che b) l'impianto non è realizzabile su suolo agricolo, ma sarebbe necessaria un'apposita variante urbanistica per la traformazione in suoli industriali;
- La trasformazione da inceneritore di biomasse in inceneritore di RSU (rifiuti solidi urbani) non è un atto arbitrario, ma è regolato dalla legge.
- Inoltre, il progetto è incompatibile con lo sviluppo dell'agricoltura, che va ormai inevitabilmente verso il biologico (le aziende della zona che hanno inviato o intendono fare richiesta di certificati biologici devono sapere che sarà molto più difficile).
- Il Comune di Cerignola, praticamente confinante con la nuova localizzazione, ha già recapitato preventivamente il suo parere negativo presso il Comune di Carapelle, la Provincia di Foggia e la Regione Puglia.
- Per la vicinanza al cantiere dell'altro inceneritore, sarebbe necessaria una procedura di "area vasta" aggiuntiva, in altri termini una "valutazione ambientale strategica" (VAS); la stessa localizzazione, poi, potrebbe risultare impossibile, perché in base al principio "chi inquina paga", gli impianti non possono nascere contigui, per l'impossibilità di individuare i responsabili del futuro inquinamento (art. 178, commi 1 e 3 del Dlgs 152/06 s.m.i.).

Alla fine della nostra conversazione, abbiamo ricordato al sindaco l'importanza di organizzare nel proprio Comune una buona raccolta differenziata col sistema porta a porta e il suo impegno preso un anno fa di stare al fianco della popolazione per fare "fronte comune" contro il progetto devastante della Marcegaglia, che interessa Carapelle come uno dei centri abitati più vicini (circa 9 km). Finora Palomba non ha partecipato nè al convegno sui "rifiuti zero" organizzato dal Coordinamento No Rifiuti del Basso Tavoliere a Cerignola né risulta che abbia preso contatti col Comune di Cerignola, che potrebbe nei prossimi giorni impugnare con un ricorso al Presidente della Repubblica (Consiglio di Stato) l'autorizzazione dell'inceneritore della Marcegaglia - Carapelle è uno dei comuni interessati, che non sono stati maicoinvolti! Le istituzioni di Carapelle devono allinearsi (fattivamente) alla posizione di contrarietà espressa dal sindaco di Stornarella e presidente pro tempore dell'Unione dei Cinque Reali Siti, per difendere il diritto alla salute e alla salubrità dell'ambiente sancito dalla Costituzione e dagli Statuti dei comuni.

La preoccupazione permarrà fin quando ci saranno delle politiche regionali indirizzate alla produzione del combustibile dai rifiuti. A Manfredonia c'è un impianto della Co.Ge. Am. (Gruppo Marcegaglia) fermo che aspetta di cominciare a ricevere rifiuti per produrre ecoballe (poco importa se da dare all'inceneritore adiacente o a terzi) e questo a Faenza lo sanno bene. Se poi aggiungiamo che lo stesso sindaco di Cerignola e presidente del consorzio per la gestione dei rifiuti urbani ATO FG4 (comprendente oltre a Cerignola e ai Cinque Reali Siti, San Ferdinando di Puglia, Margherita e Trinitapoli) ha dichiarato in un'intervista recente che il suo unico interesse è far partire la raccolta differenziata, indifferentemente se in ottica zero-rifiuti discarica o Marcegaglia ...

Comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata
21/01/2011

Scarica la delibera.



Il sito internet del progetto Carapelle Energia.

Le prodezze di Caviro a Faenza.

New! Caviro fa accordi con Hera, il colosso della raccolta differenziata e degli inceneritori in Emilia-Romagna.

1 commento:

  1. maria lucia tummolo27 gennaio 2011 20:54

    la contrarietà espressa solo verbalmente dal sindaco di stornarella si chiama ipocrisia , poichè è solo una maniera per non inimicarsi qualcuno e non si traduce in nessun gesto concreto visto che nel suo paese cerca sempre di minimizzare il problema e due anni fa a proposito della caviro si espresse dicendo che lui non si intromette in fatti di altri( si tenga presente che allora nell'unione dei cinque reali siti , e carapelle fa parte dell'unione,era l'assessore all'ambiente). non aspettatevi nessun aiuto se non discorsi vuoti di circostanza.

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