giovedì 20 gennaio 2011

Il sindaco di Manfredonia riesamini l'autorizzazione sanitaria dell'inceneritore Marcegaglia

Lettera al sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi sull'autorizzazione sanitaria dal suo predecessore Paolo Campo per l'inceneritore della Marcegaglia:


"Loguercio vs Riccardi. Scambio di lettere tra il “Comitato contro l’inceneritore” ed il sindaco di Manfredonia.Manfredonia scarica a Cerignola: monnezza, inceneritore e responsabilità."
Prima pagina del Quotidiano di Foggia (16/01/2011)
di Stefano Campese

Continua, incessante, il carteggio che da un po’ di tempo vede protagonisti il “Comitato contro l’inceneritore di Tressanti”, nella persona di Matteo Loguercio ed il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi. Uno scambio epistolare fatto di tre puntate (l’ultima del 13 gennaio) e che prende le mosse sin dal 27 dicembre, quando il Comitato chiedeva al primo cittadino del Comune sipontino di «negare l’autorizzazione sanitaria» all’ ecomostro della Marcegaglia rilasciata dal precedente sindaco Paolo Campo. Esplicito l’invito da parte del Comitato: «Il nuovo sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, non può farsi carico di decisioni così importanti, che riguardano la salute pubblica, prese dal suo predecessore, senza che Egli stesso ne verifichi la reale assenza di pericoli nella messa in esercizio di questo impianto insalubre di classe 1». Ed invece Riccardi, della precedente decisione dell’attuale segretario provinciale del Pd, Paolo Campo, se ne fa carico eccome… fino a difenderla. Come dimostra la lettera di risposta di Riccardi dello scorso 4 gennaio: «Nel caso di fattispecie dette procedure (Via e Aia) si sono positivamente concluse, in base a risultanze tecnico – scientifiche dalle quali l’Amministrazione scrivente non ha ragione di discostarsi e che non sembra che necessitino di riconsiderazione sulla scorta delle ragioni cui si fa riferimento nella Sua nota». Insomma il sindaco tanto avvezzo a regalare la “monnezza sipontina” alla già sovraccarica discarica Forcone – Cafiero rigetta le accuse al mittente convinto che nell’intera “vicenda inceneritore” «spetta al Comune un ruolo del tutto residuale, circoscritto alla idoneità delle cautele adottate ai fini della mitigazione degli impatti dell’impianto sugli insediamenti residenziali». Tradotto dal “burocratese”: ci possiamo fare ben poco e poi comunque Aia (l’adozione delle Migliori Tecnologie Disponibili da parte del gruppo Eta) e Via (Valutazione d’impatto ambientale) hanno già toccato gli aspetti di competenza comunale. Ed arriviamo così all’ultimo capitolo della sicuramente non amorosa corrispondenza a due. L’ultimo episodio della serie è datato 13 gennaio. Oggetto della missiva, tanto per restare in tema, è il duro richiamo, da parte del Comitato a Riccardi, ad assumersi le proprie responsabilità: «La legge italiana Le conferisce precise responsabilità circa l’impianto in questione» ed il riferimento è agli art. 32 della Costituzione ed all’art. 1 punto 4 dello Statuto comunale della città di Manfredonia. Ma il Comitato va ancora oltre, riprendendo una questione già balzata agli oneri della cronaca in passato, ma che rischiava di finire nel dimenticatoio. Stiamo parlando delle risultanze del Piano Regionale Qualità dell’ Aria secondo cui i Comuni di Cerignola, Manfredonia e Foggia hanno una qualità dell’aria fortemente compromessa (Fascia C). Un Piano, ironia della sorte, alla cui stesura ha partecipato la stessa Arpa (l’agenzia ambientale della Regione) che ha dato al contempo parere favorevole all’impianto Eta. Loguercio, a nome del Comitato, ricorda ai sindaci in questione come «essi debbano obbligatoriamente presentare domanda di finanziamento per il ripristino di una qualità dell’aria accettabile». Alla faccia del “ruolo residuale”…



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