sabato 22 gennaio 2011

Filiere Agro-energetiche, Mercuri: “Gli inceneritori debilitano l’ambiente e il lavoro”

di Nicola Saracino
Stato Quotidiano, 05/11/2010

Foggia – UN Protocollo d’Intesa tra Confcooperative Puglia e le Province UPI per lo sviluppo della Filiera Agroenergetica e l’efficientamento e il risparmio energetico nel settore agricolo e agroalimentare. L’accordo è stato presentato questa mattina nella sede della Provincia di Foggia a Palazzo Dogana. Presenti il Presidente della Provincia, Antonio Pepe, il Delegato Confcooperative per il Tavolo POI Energia, Dino Tabasso,il Presidente del Patto delle Provincie UPI, Gianvito Bello, il Vice-Presidente Fedagri-Confcooperative, Giorgio Mercuri, l’Assessore alle Politiche Energetiche della Provincia di Foggia, Pasquale Pazienza, il Dirigente del Dipartimento delle Politiche Competitive del Mondo Rurale e della Qualità del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari della Regione Puglia, Riccardo Deserti, il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della regione Puglia, Dario Stefano e l’Assessore al Welfare della Regione Puglia, Elena Gentile.

L’ACCORDO – Il Protocollo d’Intesa prevede l’attuazione delle intese e degli adempimenti previsti dall’accordo di Kyoto, oltre alla necessità di salvaguardare le dinamiche ambientali e i cicli bio-geochimici connessi e punta al raggiungimento degli obiettivi nazionali di aumento dell’efficienza energetica e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Un accordo che valorizza le fonti rinnovabili, dunque, ritenute sempre più “un’opportunità per l’agricoltura”, in riferimento al Libro Bianco sull’Energia della Commissione Europea che prevede contributi al settore agricolo dei Paesi membri attraverso “incrementi sostanziali di biomasse derivanti dalla produzione agricola ed agroalimentare”. Particolare importanza è stata dedicata alle biomasse vegetali coltivate e da residui di lavorazione agricola e agroalimentare, ritenute importanti nella prospettiva di sviluppo del reddito agricolo e dell’industria che a esso fa riferimento.

MERCURI: PRODUCIAMO ENERGIA PULITA – “Siamo in un territorio a forte vocazione agricola, stiamo vivendo un momento di forte difficoltà del settore in particolare riferimento al reddito agricolo e all’utilizzo delle superfici da parte di soggetti che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura”. E’ il commento di Giorgio Mercuri, Vice-Presidente Fedagri-Confcooperative, intervistato da Stato. “Stiamo vedendo crescere giorno dopo giorno impianti fotovoltaici che occupano superfici agricole, terreni che vengono occupati per vent’anni per poi essere abbandonati, non sapendo in che stato li ritroveremo dopo tutto questo tempo. Non possiamo pensare che l’agricoltura di questo territorio venga utilizzata per produrre energia in questo modo”. Secondo Mercuri queste energie sviluppate con l’occupazione di grandi superfici non creano alcuna occupazione, “quindi non solo perdiamo l’agricoltura ma anche posti di lavoro”. L’idea di presentare questo workshop, continua il Vice-Presidente di Fedagri-Confcooperative, è la soluzione che potrebbe risolvere questo problema e consentire all’agricoltore di continuare a fare il proprio mestiere, passando da una fase passiva a una attiva e avvalendosi di prodotti sottoutilizzati complementari all’attività primaria che possono aiutare a crescere la parte di energia pulita. “Vogliamo far capire agli agricoltori che per rimanere nell’agricoltura bisogna continuare a fare il proprio mestiere non cedendo i proprio terreni ma investendo in alternative utili a quello che fanno già”.

Quali le responsabilità della crisi del settore agricolo? “Veniamo da una fase in cui l’agricoltura è stata assistita nelle politiche agricole comunitarie – afferma Giorgio Mercuri – per poi dare precedenza alle superfici, ma i risultati non si sono visti. Se non leghiamo gli aiuti europei alla capacità di creare occupazione e sviluppo non andiamo da nessuna parte. E’ impensabile che l’azienda agricola riceva degli aiuti lasciando il terreno vuoto. Bisogna che si utilizzino gli aiuti per produrre”. Importante, nelle prospettive di sviluppo del settore, è il ruolo degli enti locali, che “devono prendere coscienza che se si vuole tutelare il nostro ambiente non si può dimenticare che la nostra area è a forte vocazione all’agricoltura”. “Le grandi centrali non porteranno ad alcun risultato sviluppo – continua Mercuri – e gli investimenti devono essere fatti in relazione alle reali esigenze del territorio. La gente deve capire che quando parliamo di impianti a biomasse non parliamo di inceneritori ma di impianti che sono trasformatori di biomasse agricole che producono energia pulita senza deturpare l’ambiente”.

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