martedì 18 novembre 2014

NO DELLA PROVINCIA ALLA CENTRALE A BIOMASSE A CARAPELLE

LA centrale termoelettrica a biomasse a base di vinacce ed altri scarti agricoli non si farà a Carapelle. Così in base a quanto emerge dalla determina del dirigente del settore ambiente della Provincia di Foggia, Giovanni D’Attoli, datata 11 novembre 2014. Quasi una resa da parte della società Carapelle Energia Srl (facente capo alla coop faentina Caviro, proprietaria del marchio del vino da tavola Tavernello), che non avrebbe neppure controdedotto alle osservazioni con cui l’Autorità di Bacino nella prima conferenza dei servizi (2013) segnalava la pericolosità idraulica dell’area prescelta per lo stabilimento per eventi di piena, poi verificatisi in effetti a poche settimane di distanza con l’inondazione di quegli stessi terreni. Tali circostanze hanno fatto sì che nell’ultima conferenza dei servizi del 20 ottobre 2014 sia stato espresso dalla Provincia di Foggia un giudizio definitivamente contrario e difficilmente opinabile alla richiesta di autorizzazione da parte della Carapelle Energia.

Si tratta della seconda bocciatura per questo progetto, che era stato presentato originariamente nel 2007 come co-inceneritore di rifiuti urbani, e la cui localizzazione fu rigettata grazie ad una forte protesta della popolazione caldeggiata anche da imprenditori ortofrutticoli del posto, preoccupati per le conseguenze dell’inquinamento sulla sicurezza alimentare del proprio prodotto che fresco e surgelato viene destinati alla grande distribuzione organizzata.

Nel 2012 il progetto – forte questa volta della partecipazione finanziaria nella compagine sociale di numerose cantine locali già storiche fornitrici di Caviro ed interessate a trovare uno sbocco profittevole per i propri scarti di produzione – veniva delocalizzato in zona Bonassisa, lontano dall’abitato di Carapelle ma molto più vicino ad Orta Nova, in una zona praticamente contigua con quella del “bubbone” di Borgo Tressanti, l’inceneritore ETA (Gruppo Marcegaglia). Una destinazione, in pratica, destinata a risvegliare i bollenti spiriti della comunità del basso Tavoliere, che già nel giugno del 2011 aveva dimostrato in un corteo di quasi 5 mila persone di Cerignola e dei comuni vicini dai Cinque Reali Siti alle Valle dell’Ofanto il proprio disagio rispetto all’aumento tangibile dei casi di cancro e di altre malattie cardiocircolatorie non meno gravi: manifestazione, per certi versi, premonitrice rispetto alla più recente rivelazione di traffici ecomafiosi che hanno interessato la “terra nera” di Cerignola e di Ordona (operazione Black Land,ndr).

Con questa secondo ‘no’ alla Carapelle Energia si celebra, tuttavia, una vittoria dal sapore agrodolce. Mentre qualcuno non mancherà di certo l’occasione di affiggersi al petto l’ennesima spilletta da eroe, procedono imperturbati – come scritto di recente su Stato Quotidiano – i lavori della centrale di Sant’Agata di Puglia autorizzata dalla stessa Provincia e di quella di Borgo Eridania a Foggia che ha ottenuto il via libera dall’assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia insieme ad un inedito finanziamento a fondo perduto al 50% da Invitalia, per il quale il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Giuseppe L’Abbate ha chiamato in causa già da alcuni mesi i competenti ministeri, senza però ancora una risposta.

(A cura di Giuseppe Dimunno – Redazione Stato@riproduzioneriservata)

Oneri e incentivi delle rinnovabili selvagge: a pagare è il cittadino!

Consiglio la lettura di due articoli. Il primo spiega come la situazione sia drammatica per i pagamenti che lo stato deve alla lobby dell'eolico e del fotovoltaico industriali, tanto da emanare una legge per dilazionarli - lo "spalmaincentivi" (in pratica, un nodo di cravatta che si stringe sempre più) -, ma poi con l'altra mano dispensa ulteriori incentivi per i prossimi anni:
http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/i-soldi-facili-dei-mercanti-daria/.
Il secondo spiega quanto incide il costo degli incentivi (CIP6 per gli inceneritori, capacity payment per le turbogas, certificati verdi per le rinnovabili industriali, tutti a scapito della microgenerazione e del risparmio energetico!) e degli oneri nelle bollette della luce del gas e degli italiani. Non sarà per questo, e non per la mancanza di energia, che le nostre bollette sono le più salate al mondo?
http://www.viadalvento.org/costi-per-la-collettivita/gli-oneri-appesantiscono-la-bolletta/

mercoledì 5 novembre 2014

GOVERNO RENZI NON RISPONDE SU CENTRALE A BIOMASSE A FOGGIA

Prosegue il lavoro della Enterra S.p.A per l’impianto di Rignano Garganico Scalo, ex Borgo Eridania, mentre a quattro mesi di distanza non giungono risposte all’interrogazione del deputato pugliese L’Abbate (M5S)

È stata pubblicata sull’albo pretorio della Provincia di Foggia l’Autorizzazione Paesaggistica per la costruzione di una linea elettrica aerea interrata ed un posto di trasformazione da palo dell’Enel per la fornitura della Enterra S.p.A. Continua, dunque, l’iter d’approvazione della società di Orio al Serio (Bergamo), iniziato nel novembre 2011, per la realizzazione di una centrale a biomasse a Rignano Garganico Scalo, nel Comune di Foggia nonostante la forte opposizione dei cittadini del territorio. L’impianto, non sottoposto a valutazione di impatto ambientale perché di poco inferiore ai 50 megawatt termici, presenta non poche criticità, sollevate anche in una interrogazione parlamentare indirizzata ai Ministri Guidi (Sviluppo Economico), Martina (Agricoltura) e Galletti (Ambiente) del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S). Per la centrale, l’Enterra (il cui 70% è stato acquistato dalla società estera “Belenergia”) ha firmato ad inizio 2014 con Invitalia un contratto di sviluppo, in base al quale il progetto Borgo Eridania sarà finanziato dalla società privata per un importo pari a 22,52 milioni di euro e dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa per 26,34 milioni di euro da fondi pubblici.

“Sono trascorsi più di quattro mesi e non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta da parte dell’Esecutivo di Matteo Renzi – dichiara L’Abbate (M5S) – Non si comprende l’utilità di questo impianto né come riuscirà davvero a funzionare dato che l’intera quantità di materia di cui necessita non è presente sul territorio della Capitanata. Nel foggiano, peraltro, oltre ad essere state realizzate negli ultimi anni ben due centrali turbogas (San Severo e Candela), potrebbero entrare in funzione prossimamente sia l’inceneritore di Manfredonia (anche questo presentato inizialmente come a biomasse), i cui lavori restano in proroga sino a gennaio 2015, sia un’ulteriore centrale a biomassa a Sant’Agata di Puglia dell’AgriTRE – Gruppo Tozzi da 80 MW che ha recentemente ottenuto dalla Amministrazione del Comune subappenninico il placet sull’allargamento della strada che conduce all cantiere per consentire il passaggio dei tir. A pagarne le conseguenze in termini di salute saranno, come sempre, i cittadini foggiani – continua il deputato pugliese M5S – dato che sono ignoti i benefici per il territorio a fronte di un così alto dispendio di soldi pubblici sotto forma di finanziamento e incentivi”.

Le riserve espresse sull’impianto di Borgo Eridania riguardano, innanzitutto, la provenienza del materiale combustibile. Il regolamento regionale della Puglia sulle biomasse, datato 2008, infatti, prescrive che il requisito della filiera corta, modalità con cui Enterra intende esercire l’impianto, sia dimostrato attraverso effettive intese o accordi di filiera con il mondo dell’agricoltura, da stipularsi prima dell’autorizzazione e che in questo progetto non vengono evidenziati. Si tratta di un combustibile, quale la sansa vergine, il cui utilizzo in impianti di così grossa taglia non ha alcun precedente adducibile a conforto della comprovata qualità del progetto e della sua sicurezza. Peraltro, la potenziale scarsità del combustibile potrebbe rappresentare un fattore di mancanza di solidità economico-finanziaria dello stesso progetto.

“Ho sollecitato una risposta da parte del Governo Renzi – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – Il finanziamento pubblico di queste centrali a biomasse, laddove dati statistici certi farebbero emergere la mancanza di materia prima sul territorio necessaria al loro operato ed anche in assenza di reali garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali, collide con i bisogni di sviluppo economico del territorio foggiano”. I Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Agricoltura e dell’Ambiente dovranno rispondere se nel corso dell’istruttoria da parte di Invitalia sulla futura centrale a biomasse di Borgo Eridania sia stata tenuta in debita considerazione l’analisi costi-benefici, visti gli ingenti finanziamenti pubblici, in modo tale da garantire alla cittadinanza locale, già allarmata dalla presenza di altri impianti simili, che le ricadute occupazionali ed economiche, anche indirette, giustifichino gli impatti ambientali e sanitari ed anche il danno all’agricoltura biologica e di qualità che questo progetto porta inevitabilmente con sé.

lunedì 3 novembre 2014

VERSO LA COSTRUZIONE DELLE 2 CENTRALI A BIOMASSA A FOGGIA


Foggia – MENTRE i lavori dell’inceneritore di Manfredonia restano in proroga fino a gennaio 2015 (una recente delibera della giunta municipale, la n° 197 del 29 agosto 2014, ha differito il termine per la presentazione della documentazione per il rilascio del certificato di fine lavori all’atto della presentazione della domanda di agibilità), sono riprese invece freneticamente, dopo una lunga pausa, le attività relative alle due centrali a biomasse autorizzate in provincia di Foggia, una volta chiusa – sembra, con successo – la fase di financing e di trattativa con le banche.

A Sant’Agata di Puglia la centrale a biomasse dell’AgriTRE (Gruppo Tozzi) da 80 MW ha recentemente chiesto ed ottenuto dalla neoinsediata amministrazione comunale, guidata da Gino Russo del movimento civico “CambiaMenti”, il consenso alla realizzazione di un’opera propedeutica: con un provvedimento emanato nel mese di settembre, il Comune subappeninico ha dato il via libera all’allargamento della strada vicinale che collega la SP 119 con la località Viticone, in cui è prevista la cantierizzazione dell’impianto, in modo da rendere possibile il passaggio dei tir.

Il secondo caso riguarda il capoluogo daunio, in cui è prevista da tempo la conversione dell’ex zuccherificio di Borgo Eridania (in località Rignano Scalo) in una centrale termoelettrica da quasi 50 MW. A corredo dell’Autorizzazione Unica concessa dalla Regione Puglia nel 2010 e della convenzione con il Comune di Foggia regolante le compensazioni economiche, la Provincia di Foggia ha emesso in data 29 ottobre l’Autorizzazione Paesaggistica inclusiva delle prescrizioni della Soprintendenza per la pratica ENEL riguardante la costruzione della linea elettrica (per la quale è previsto l’attraversamento sotterraneo del “Tratturo del Re” L’Aquila-Foggia) e di un Posto di Trasformazione da Palo per l’allacciamento del cliente ENTERRA SPA alla rete TERNA.

(A cura di Giuseppe Dimunno - Redazione Statoquotidiano)
FONTE: http://www.statoquotidiano.it/03/11/2014/verso-costruzione-delle-2-centrali-biomassa-in-capitanata/265223/

domenica 2 novembre 2014

Si sgonfia il processo sulla discarica di Giardinetto

Una giornata triste per la giustizia e per la nostra terra. Nell'aula del Tribunale di Lucera abbiamo assistito all'ennesimo e definitivo paradosso con il PM che nella sua arringa finale chiede assoluzioni, proscioglimenti e prescrizioni. Per il dott. De Luca la vicenda si è completamente sgonfiata...e quindi ecco le sue conclusioni:
1) la derubricazione dei reati ossia passaggio da un'imputazione a una meno grave e quindi il proscioglimento per intervenuta prescrizione nei confronti di De Munari, principale imputato di questo come del precedente processo;
2) “assoluzione perchè il fatto non costituisce reato” nei riguardi dei due imputati Balice e Piccirillo per mancanza di dolo nell'esecuzione delle operazioni bonifica dell'amianto
3) prescrizione per i reati minori contestati a Balie e Piccirillo.
Per il PM De Luca resta il problema della bonifica considerando che in attuazione di una recente direttiva comunitaria un bene non può essere confiscato se non vi è una sentenza di condanna.
Il prossimo 22 gennaio assisteremo alle arringhe difensive dei legali degli imputati e delle parti civili...
Una vicenda che diventa sempre più triste....

Comitato Salute e Territorio, 24 ottobre 2014